Basta una chat, una persona, per ricapultarmi a dieci anni fa.
Ero al liceo, il mio ultimo anno e tutto un futuro davanti.
Avevo compagni di classe che conoscevo come le mie tasche, materie da studiare e gli esami di Stato alle porte.
Professori intenti a farci recuperare programmi di un anno in poche settimane e noi intenti a decidere quale percorso seguire per il nostro futuro.
18 anni, libri, ansia e felicità per qualcosa che di lì a poco sarebbe finito per sempre ma che avrebbe aperto le porte per una vita completamente nuova e diversa.
E mentre sono assorta a rileggere le vecchie chat...BOOM!
Vedo le loro immagini profilo e quelli stessi ragazzini pieni di paure e brufoli, ora sono persone di successo con mariti, mogli e figli.
In un attimo mi ritrovo di nuovo al presente, a 28 anni, contenta per tutte le persone che ho incontrato negli anni lungo il mio percorso ma ripensando a loro adolescenti e me stessa così giovane, ingenua, con le tasche piene di sogni e la luce negli occhi.
Vedere i miei compagni di classe mi riporta sempre a galla un insieme di emozioni difficili per me da spiegare, perchè il ricordo di loro adolescenti ed impauriti, ora esiste solo nei miei ricordi.
Il liceo, nonostante sia stato un periodo non sempre semplice, è comunque parte di una vita che adesso è sepolta da qualche parte lontana e ritornare al presente, in Erasmus e lontana da casa, mi fa capire quanto lunghi siano 10 anni.
Nonostante ogni volta che rivedo anche uno solo di loro torno indietro alla me di 18 anni ed a tutti i noi adolescenti pieni di sogni, ansie e felicità, riportandomi indietro nel tempo ripenso non solo alla mia giovinezza ma anche a tutte le persone che ho perso lungo il mio percorso di vita, e qui i ricordi diventano inevitabilmente più offuscati.
#quattrogiugnoduemilaventisei.