Spiegare a parole quanto mi manchi è quasi difficile quanto provare a spiegare a qualcuno che senza la vista quant’è bello l’arcobaleno. Ma come fai? Come gli descrivi le diverse sfumature che si mescolano eppure rimangono così ben distinte tra loro?
Allora io provo a spiegarlo a parole quello che sento; quanto ricordo ogni momento, ogni sensazione mai provato prima. Quella tremenda ed euforica voglia di vita che mi hai accesso dentro quando non c’era più niente di recuperabile. E da allora è stato tutto così chiaro. Ogni scelta, ogni errore commesso prima, ogni lacrima versata e ogni paura sono diventate tutte perfettamente sensate nella mia testa, perché mi avevano portata lì, da te. A casa, finalmente. Io che a casa non mi sono mai sentita neanche a casa mia. Neanche tra la mia famiglia. C’è voluta una piccola cittadina inglese sulla costa per farmi capire quello che si prova. Quello che si prova a guardarsi intorno e ad essere grata eternamente e immensamente. Ho provato la sensazione di voler restare per sempre, io che ho voluto scappare via da ogni luogo e persona almeno una volta.
Sogno ancora di camminare per le tue stradine, da King’s Road ai vicoli più stretti e lastricati. Mi manca perfino quel pungente odore di aglio che si poteva sentire a qualsiasi ora del giorno e trovare in ogni tipo di pietanza. Mi manca sgattoiare di notte dall’hotel per andare giù in riva al mare a fumare. Mi mancano i tuoi puntualissimi pullman rossi a due piani con la quale si poteva raggiungere qualsiasi posto. Mi manca anche prendere quello sbagliato e trovarmi da tutt’altra parte senza motivo, e riderne di gusto piuttosto che preoccuparsene. Mi manca il Pier, oddio, quanto mi manca. Quel piccolo spazio di sogno che galleggia sul mare. Mi mancano i tuoi spaventosamente gentili abitanti. E posso continuare all’infinito, ma lo sai..
Mi limiterò a ricordati tra un sorriso e qualche lacrima e a prometterti che torno a prendermelo quel pezzo di cuore che ti ho lasciato. Un giorno. Molto presto!