Nuova pista di Peretola: perché diciamo sì
La nuova pista offre una maggiore sostenibilità ambientale e in particolare:
- Riduzione del rumore sulle aree abitate. Con la nuova pista 12/30 si avrà una drastica riduzione del rumore sui centri abitati, ciò risulta chiaro guardando una qualsiasi cartina della pista attuale e di quella futura. Ciò risulta talmente lampante da non rendere giustificabili gli allarmismi alimentati ad arte dai comitati No aeroporto. E’ escluso il trasferimento del problema dagli attuali abitati di Peretola, Brozzi, Quaracchi, Le Piagge e Quinto Fiorentino sulle aree abitate di Sesto o Prato.
- Emissioni atmosferiche quasi azzerate sui centri abitati rispetto alla situazione attuale perché gli aerei sorvoleranno a bassa quota solo campi e aree industriali riducendo le disfunzioni operative (i cosiddetti “riattacchi”) oltre al fatto che una pista più lunga consentirà di non utilizzare i motori al massimo con conseguente minor consumo di carburante.
- Un **vero** parco della piana con una rete di piste ciclabili. Il Parco si estenderà per circa 7.000 ettari su 8 comuni dell'area fiorentina, un polmone verde di grandi dimensioni e attualmente abbandonato a sè stesso. Aeroporto e parco naturale non sono mai stati incompatibili, prova ne sono l'aeroporto di Zurigo con un'area naturalistica visitabile o gli aeroporti di Jackson-Hole e Provincetown, situati all'interno di un Parco nazionale.
- Volumi edificabili ridotti e limitati da nuovi vincoli aeroportuali che metteranno a riparo l'area da speculazioni edilizie dei comuni limitrofi, particolarmente interessati, in un momento di finanze comunali dissestate, a introitare i rilevanti oneri di urbanizzazione.
La nuova pista sarà un volano per l'economia locale, per Firenze e l'intera regione:
- Firenze è la terza meta in Italia per numero di turisti, con picchi elevati durante le vacanze. Con un aeroporto locale che consenta di sfruttare i fine settimana i turisti potranno essere meglio scaglionati durante l'intero arco dell'anno, il che avvantaggerebbe le strutture ricettive e turistiche in generale, oltre a migliorare la sostenibilità e l'impatto dei flussi turistici.
- Le ricadute occupazionali non saranno limitate ai soli dipendenti diretti (circa 2.000 posti di lavoro in più) ma vi saranno oltre 8.000 nuovi posti per i lavoratori indiretti e dell'indotto e circa 350 nuovi posti temporanei per i lavoratori occupati nei cantieri della nuova pista.
- Una nuova pista metterà al riparo la città dall’elevato rischio di delocalizzazione delle multinazionali presenti sul territorio, come già parzialmente avvenuto per il Nuovo Pignone. Circa il 40% del PIL di tutta la città metropolitana di Firenze è prodotto da grandi aziende internazionali quali Nuovo Pignone, Thales, Eli Lilly, Menarini, KMG, etc.; per queste aziende l'aeroporto è un fattore determinante per decidere di investire nel territorio.