La lingua più parlata nel mondo è: a "Vanvera"!
Bruno Ferrero✔️
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La lingua più parlata nel mondo è: a "Vanvera"!
Bruno Ferrero✔️
The Norrisville Five Manager
Meet Bruno Ferrero:
Norrisville High’s Biology teacher, manager of the Norrisville Five, and Bucky’s godfather.
Bruno and Bucky’s father were best friends in high school. They even played in a band together with the school librarian. When Bucky was born, Bruno was the very first person to see him at the hospital. From that moment on, he became the “cool uncle” figure in Bucky’s life, which naturally led to him being named Bucky’s godfather.
After Bucky’s father passed away, Bruno immediately stepped in to honor his best friend’s memory, vowing to protect and care for Bucky and his mother. As Bucky grew older and entered Norrisville High—the very school where Bruno now teaches—Bruno kept a close, watchful eye on him.
When Bucky told Bruno about the band he had joined, Bruno was proud and excited. For a brief moment, he even saw shades of Bucky’s father in him. Not long after, Bruno met the Norrisville Five and quickly recognized them, having taught them as freshmen. Over time, he began helping the group out, even booking them gigs. Eventually, the Norrisville Five officially asked him to be their manager, a role he happily accepted. From then on, Bruno treated all of them as if they were his own children.
Fun Facts about Bruno:
-His parents are from Italy.
-The girls at school find him attractive.
-He played guitar back when he was in a band.
-He and Bucky’s father first met in kindergarten.
-He has a crush on the Spanish teacher.
-He often hangs out with the school librarian after classes.
-He is Bucky’s godfather.
-He treats Bucky’s mother like a little sister. Though they disliked each other back in high school, after Bucky’s father passed away, Bruno changed and stepped up to support her through the challenges of being a single mom.
-His favorite subject in school was Biology—now he teaches it.
This beautiful commission was drawn by:
https://www.instagram.com/lsdink06?igsh=anF2cXg5a2lreHJq
Sul tavolino da notte di una vecchia signora ricoverata in un ospizio per anziani, il giorno dopo la sua morte, fu ritrovata questa lettera.
Era indirizzata alla giovane infermiera del reparto.
«Cosa vedi, tu che mi curi? Chi vedi, quando mi guardi? Cosa pensi, quando mi lasci? E cosa dici quando parli di me?
Il più delle volte vedi una vecchia scorbutica, un po’ pazza, lo sguardo smarrito, che non è più completamente lucida, che sbava quando mangia e non risponde mai quando dovrebbe.
E non smette di perdere le scarpe e calze, che docile o no, ti lascia fare come vuoi, il bagno e i pasti per occupare la lunga giornata grigia.
È questo che vedi!
Allora apri gli occhi. Non sono io.
Ti dirò chi sono.
Sono l’ultima di dieci figli con un padre e una madre. Fratelli e sorelle che si amavano.
Una giovane di 16 anni, con le ali ai piedi, sognante che presto avrebbe incontrato un fidanzato.
Sposata già a vent’anni.
Il mio cuore salta di gioia al ricordo dei propositi fatti in quel giorno.
Ho 25 anni ora e un figlio mio, che ha bisogno di me per costruirsi una casa.
Una donna di 30 anni, mio figlio cresce in fretta, siamo legati l’uno all’altra da vincoli che dureranno.
Quarant’anni, presto lui se ne andrà. Ma il mio uomo veglia al mio fianco.
Cinquant’anni, intorno a me giocano daccapo dei bimbi.
Rieccomi con dei bambini, io e il mio diletto.
Poi ecco i giorni bui, mio marito muore. Guardo al futuro fremendo di paura, giacché i miei figli sono completamente occupati ad allevare i loro.
E penso agli anni e all’amore che ho conosciuto.
Ora sono vecchia.
La natura è crudele, si diverte a far passare la vecchiaia per pazzia. Il mio corpo mi lascia, il fascino e la forza mi abbandonano. E con l’età avanzata laddove un tempo ebbi un cuore vi è ora una pietra.
Ma in questa vecchia carcassa rimane la ragazza il cui vecchio cuore si gonfia senza posa.
Mi ricordo le gioie, mi ricordo i dolori, e sento daccapo la mia vita e amo.
Ripenso agli anni troppo brevi e troppo presto passati.
E accetto l’implacabile realtà “che niente può durare”.
Allora apri gli occhi, tu che mi curi, e guarda non la vecchia scorbutica… Guarda meglio e mi vedrai».
L’umiltà non fa rumore. Camminavo con mio padre, quando all’improvviso si arrestò ad una curva e dopo un breve silenzio mi domandò: “Oltre al canto dei passeri, senti qualcos’altro?”. Aguzzai le orecchie e dopo alcuni secondi gli risposi: “Il rumore di un carretto”. “Giusto – mi disse –. È un carretto vuoto”. Io gli domandai: “Come fai a sapere che si tratta di un carretto vuoto se non lo hai ancora visto?”. Mi rispose: “È facile capire quando un carretto è vuoto, dal momento che quanto più è vuoto, tanto più fa rumore”. Divenni adulto e anche oggi quando vedo una persona che parla troppo, interrompe la conversazione degli altri, è invadente, si vanta delle doti che pensa di avere, è prepotente e pensa di poter fare a meno degli altri, ho l’impressione di ascoltare la voce di mio padre che dice: “Quanto più il carretto è vuoto, tanto più fa rumore”.
-Bruno Ferrero-
-Camminavo con mio padre, quando all'improvviso si arrestò ad una curva e dopo un breve silenzio mi domandò: “Oltre al canto dei passeri, senti qualcos'altro?”.
Aguzzai le orecchie e dopo alcuni secondi gli risposi: “Il rumore di un carretto”.
“Giusto, mi disse. È un carretto vuoto”.
Io gli domandai: “Come fai a sapere che si tratta di un carretto vuoto se non lo hai ancora visto?”.
Mi rispose: “E’ facile capire quando un carretto è vuoto, dal momento che quanto più è vuoto, tanto più fa rumore”.
Divenni adulto e anche oggi quando vedo una persona che parla troppo, interrompe la conversazione degli altri, è invadente, si vanta delle doti che pensa di avere, è prepotente e pensa di poter fare a meno degli altri, ho l’impressione di ascoltare la voce di mio padre che dice: “Quanto più il carretto è vuoto, tanto più fa rumore”.-
(Bruno Ferrero, Elogio dell’umiltà)
Spoľahlivý recept na riešenie všetkých hádok: Hádajte sa v tesnom objatí.
Bruno Ferrero
Miłość to jedyny skarb, który rozmnaża się przez dzielenie: to jedyny dar rosnący tym bardziej, im więcej się z niego czerpie. To jedyne przedsięwzięcie, w którym tym więcej się zarabia, im więcej się wydaje; podaruj ją, rzuć daleko od siebie, rozprosz ją na cztery wiatry, opróżnij z niej kieszenie, wysyp ją z koszyka, a nazajutrz będziesz mieć jej więcej niż dotychczas.
Bruno Ferrero
Chi ama protegge. Proteggere è la più bella voce del verbo amare.
Bruno Ferrero