Che cos’è Building Brain?
Uno dei problemi più frequenti che i costruttori di impianti domotici riscontrano periodicamente riguarda l’integrazione di sistemi e dispositivi diversi.
Per risolvere queste problematiche è stata ideata Building Brain.
Si tratta di una piattaforma open source che consente appunto di integrare tecnologie domotiche eterogenee e di facilitare lo sviluppo collaborativo di nuove applicazioni legate alla domotica. E’ il risultato di un progetto di ricerca applicata di AREA Science Park, del Laboratorio di Intelligenza Artificiale dell'Università di Udine e di infoFACTORY srl.
From domoticafaidate.com
Questo software consente di:
integrare dispositivi domotici preesistenti che utilizzano differenti tecnologie non compatibili fra loro, estendendo in maniera semplice e veloce il supporto a nuovi protocolli di comunicazione a basso livello o a nuovi dispositivi domotici. Tutto ciò è reso possibile grazie alla definizione di un linguaggio di alto livello, che permette agli sviluppatori di interfacce e di specifiche applicazioni di eseguire specifici comandi sui dispositivi installati nell’ambiente, attraverso l’uso di un messaggio il cui formato è standard ed indipendente dalla tecnologia dei dispositivi;
rendere indipendenti lo sviluppo di applicazioni e interfacce utente dalla tecnologia hardware dei dispositivi presenti nell’ambiente domotico e dei mezzi/protocolli trasmissivi e di comunicazione utilizzati. In sostanza, diventa possibile controllare l’impianto non solo con dispositivi “di serie”, ma anche con un normalissimo PC, uno smartphone, un tablet ecc.
Un’altra funzione fondamentale del software è rappresentata dalla descrizione formale degli ambienti e dei dispositivi controllabili che vengono installati. In ogni singolo istante il software crea una rappresentazione logica dell’ambiente e dello stato di ciascun dispositivo. Le stanze che compongono l’ambiente, i dispositivi installati e tutte le loro funzionalità vengono configurati in maniera standard e del tutto indipendente dalla loro tecnologia intrinseca. Le applicazioni hanno la possibilità di ottenere informazioni sulla descrizione dell’ambiente, ma anche di modificarla, ad esempio per definire nuove stanze o dispositivi installati successivamente. La descrizione dell’ambiente viene dunque mantenuta sincronizzata con lo stato reale dei dispositivi; eventuali cambiamenti vengono propagati nella descrizione dell’ambiente.
Un ulteriore funzionalità che la piattaforma è in grado di supportare riguarda la definizione di specifici scenari d’uso, che possono essere di due tipi: scenari diretti eseguibili dall’utente tramite l’interfaccia, come ad esempio “esco di casa” o “guardo un film”; oppure scenari condizionati, i quali vengono eseguiti in base al verificarsi di determinate condizioni dell’ambiente, come ad esempio l’abbassamento della temperatura al di sotto una certa soglia, la rilevazione di una persona intrusa. Gli scenari condizionati permettono di fatto di costruire l’intelligenza di tutto l’ambiente. È possibile infatti definire comportamenti automatici che dipendono dalle specifiche condizioni ambientali (esempio: se la luminosità dell’ambiente scende al di sotto di una determinata soglia, si accende automaticamente l’illuminazione). E’ previsto inoltre l’uso di un ragionatore (reasoner), che permetta di effettuare ragionamenti complessi sulla descrizione dell’ambiente, rendendo possibile la definizione di scenari più sofisticati.
Data la sua enorme versatilità, il software potrebbe essere potenzialmente applicato in qualunque impianto moderno e non solo. Alcuni esempi pratici di applicazioni potrebbero essere gli ospedali, dove è fondamentale monitorare la sicurezza dell’ambiente (tramite l’uso di dispositivi di rilevazione gas, fumi, incendio, telecamere interne, ecc.), ma soprattutto lo stato dei pazienti (temperatura, battito cardiaco, glucosio nel sangue, ecc.). Questo permette al personale medico di visualizzare in tempo reale lo stato di tutti i sensori applicati ai pazienti dell’ospedale. Gli allarmi potrebbero essere visualizzati sui computer della struttura, permettendo ad esempio di visualizzare la stanza nella quale si è verificato l’allarme.
Un altro esempio che cito inerente all’impiego della piattaforma è il cosiddetto tele home care, per monitorare le condizioni di un paziente direttamente a domicilio. La rilevazione continua dei bioparametri e il monitoraggio continuo da parte del personale sanitario via web permette di controllare in modo efficace le condizioni di salute di pazienti con gravi patologie o di persone anziane. Tramite sistemi di visione artificiale, rilevatori di fumo e gas ed altri sensori è possibile identificare le situazione di pericolo domestico, quali la caduta a terra del paziente, che potrebbe venir segnalata tramite sms ad un parente o ad un vicino di casa. Ulteriori soluzioni possono riguardare le persone non autosufficienti o disabili : si pensi, ad esempio, all’utilizzo di comandi vocali abbinati a sensori domotici per calibrare la luce, per accenderla o spegnerla a seconda della presenza delle persone, per azionare sistemi di climatizzazione, per chiudere o aprire una tapparella e molto altro.
Ultimamente la piattaforma sta arrivando anche a occupare una posizione rilevante nelle smart cities specialmente in servizi che permettono di controllare il traffico con la regolazione automatica dei cicli semaforici, ma anche di distribuire alcuni servizi di info-mobilità agli utenti, i quali potrebbero ricevere direttamente sul cellulare indicazioni sulle strade meno trafficate sul loro percorso. Analogamente le persone che si spostano a piedi o utilizzando i mezzi pubblici, tramite il cellulare potrebbero ottenere informazioni in tempo reale su quali mezzi prendere per raggiungere la destinazione desiderata, su eventuali ritardi e sui costi, con l’opportunità di acquistare il biglietto da cellulare. Per quanto riguarda la sicurezza pubblica, essa potrebbe essere migliorata dalla presenza di videocamere installate nel cortile di ciascuna abitazione e tutte collegate fra di loro. Opportuni sensori di fumo installati nella città potrebbero inoltre chiamare in maniera automatica i vigili del fuoco, i quali potrebbero visualizzare sui loro computer le immagini dell’incendio registrate dalle videocamere più vicine; in questo modo essi potrebbero avere indicazione dell’entità dell’incendio.
Simone Tumiati











