Fai buon viaggio e custodisci il tuo giardino
E tra le siepi lascia un posto per un pino
E tra cent'anni sarà forte come il sogno
Di te che torni e dici, Amore mio, buongiorno

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Fai buon viaggio e custodisci il tuo giardino
E tra le siepi lascia un posto per un pino
E tra cent'anni sarà forte come il sogno
Di te che torni e dici, Amore mio, buongiorno
Ti dedico Napoli, la pizza e la sfogliatella. Ti dedico il tramonto sul lungomare, ti dedico Capri, Ischia e Procida. Ti dedico Sorrento, la bellezza della costiera, la vista del golfo, ti dedico la musica, quella bella. Ti dedico la poesia e l'arte che non è nulla vicino a te. Ti dedico la sensazione che si prova quando resti stupita, ti dedico i sorrisi, quelli spontanei, i tuoi. Ti dedico l'alba, la luna e le stelle che mi ricordano tanto te. Ti dedico l'emozione che si prova quando segna la tua squadra del cuore mentre sei allo stadio. Ti dedico un viaggio desiderato da tempo. Ti dedico la mia felicità quando ci sei tu, perché tu sei la mia felicità. Ti dedico il coraggio che ci mettiamo ogni giorno, costantemente. Ti dedico tutto il bene che mi fai, le emozioni che mi fai provare, le attese che non so perché ma riesco ad attendere solo te. Infine ti dedico me che riesco ad esserlo solo grazie a te.❤
Vi auguro di non perdere mai una persona che vi ha fatto battere il cuore per mesi e ogni volta che la guardavi ti venivano le farfalle nello stomaco, che la mattina ti svegliavi felice per andare a scuola solo perché sapevi che l’avresti vista e ti avrebbe migliorato la giornata, che un suo messaggio ti faceva stare bene, che dopo 1 ora che vi salutavate ti iniziava a mancare, quella di cui eri geloso e nessuno nei corridoi di scuola doveva guardarla, quella con cui a scuola vi nascondevate da tutti per non far capire che tra noi c’era qualcosa.
Quella che quando avevi un problema lei era pronta ad ascoltarti e riusciva a tirarti su il morale, quella che ti abbraccia e non si stacca più, quella che ti guarda e non capisci più un cazzo!
Quella che per te è stata sia una cotta che la relazione più bella.
Tra poco sarai sulla mia pelle per sempre.
Vivi in me.
amore mio, comunque vada ♥️
La sindrome di Wanderlust.
Vorrei parlare della cosiddetta “sindrome di wanderlust”, anche conosciuta come la”malattia del viaggiatore”, riguarda tutti coloro che non riescono a stare fermi in un posto, di coloro che sentono l’irrefrenabile desiderio di esplorare il mondo, di vedere luoghi nuovi e di conoscere nuove culture.
Voi ora mi direte:” Bea ma che c’è di meglio?”
Tutti oggi si definiscono un po’ “malati” con la moda dei travel bloggers e le lotterie di Pirati in viaggio. Io stessa sento sempre il bisogno di evadere dalla realtà in cui mi trovo e di darmi sempre dei nuovi inizi e delle nuove possibilità, sto studiando proprio per riservami un futuro così.
Però recentemente ho iniziato a pensare a chi non è così, a chi non è affetto dalla malattia del viaggiatore ma ama con tutto il cuore una persona con questa sindrome.
Mi sono messa un po’ nei panni di chi accompagna negli aeroporti quella persona cara, di chi li vede costantemente andar via, di chi ogni volta lascia che un pezzettino di se salga su un aereo, un treno o una nave, e se ne vada via lontano. Mi sono messa nei panni di chi è il primo a spronarti per andare più lontano che puoi, per far avverare i tuoi sogni, di chi ti farebbe raggiungere la luna se potesse, ma che sotto sotto in un angolino del suo cuore si sente un po’ abbandonato. Di chi non si spiega perché chi è intorno a lui se ne voglia sempre andare, non sono forse abbastanza? Gli faccio forse mancare qualcosa? Sono forse troppo monotono?
È con queste domande che si scervella chi rimane ai gate, alle rotaie, ai parcheggi...
Chi vuole solo e unicamente la felicità dell’altro e mostra a tutti le foto di lui/lei sull’Empire State Building, sotto la Sagrada Familia, di fronte al parlamento europeo, mentre scala il Kilimangiaro. E queste foto le mostra con un sentimento di fierezza infinito perché l’unica cosa importante per lui è vedere un sorriso in quelle foto.
Allo stesso tempo però quel sorriso lo vorrebbe accanto a se perché non riesce a vivere senza.
Senza quegli occhi, quegli abbracci, quei baci, quelle risate che gli migliorano le giornate, che gli migliorano la vita. Come fa a vivere senza?
Mi sono un po’ immedesimata nella costante sensazione di vuoto che devono affrontare queste persone ad ogni “ho deciso che partirò per....” , ad ogni sorriso sincero di chi li accompagnerebbe ovunque ma non può e vive nell’attesa del ritorno. Come quella canzone di Ultimo che fa “io aspetto a dirti che mi mancano due ore”
Quindi si, essere affetti dalla sindrome di wanderlust è la cosa più bella del mondo perché ti rende indipendente, temerario, coraggioso, saggio. Ma bisogna sempre pensare a chi ci si lascia dietro, a chi ci aspetta a casa. Perché bisogna partire si, ma sempre con un motivo per tornare.
@loveisallyoudream
Chi ha detto che tutto quello che cerchiamo
Non è sul palmo di una mano
E che le stelle puoi guardarle solo da lontano
Ti aspetto
Dove la mia città scompare
E l’orizzonte è verticale
Ma nelle foto hai gli occhi rossi e vieni male
UN’ATTESA INFINITA, LA VITA.
Aspettai e aspettai. Per tutto il giorno. Ma è possibile che una delle cose che fa ammattire la gente è l’attesa? La gente aspettava tutta la vita. Aspettava di vivere, aspettava in coda per comprare la carta igienica. Aspettava in coda per i soldi. E se non aveva quattrini aspettavano in code più lunghe. Si aspettava di andare a letto e si aspettava di svegliarsi. Si aspettava per sposarsi e si aspettava per divorziare. Si aspettava la pioggia e poi si aspettava che spiovesse. Si aspettava per mangiare e poi si aspettava per mangiare di nuovo. Si aspettava davanti ad uno stupido smarthpone mentre il mondo andava avanti.
Ad un certo punto ne ebbi abbastanza mi alzai e uscì di casa, scesi con l’ascensore. Aspettai che raggiungesse il piano terra. Aspettai che la porta si aprisse. Poi attraversai l’atrio dell’ingresso, raggiunsi l’uscita e vidi la mia macchina. Salii. Misi in moto. Aspettai che si scaldasse. Arrivai a un semaforo. Era rosso. Aspettai. Premetti l’accendisigari e aspettai. Scattò il verde, l’accendisigari balzò fuori e mi accesi una sigaretta mentre guidavo. Sentii che avrei fatto meglio a passare dal parco. Avevo la sensazione che qualcuno mi stesse aspettando.
Niente ho aspettato per tutto il giorno ma quel messaggio non è mai arrivato.
Buon viaggio…
JTL & Hank
"Fallito non è chi fallisce, ma chi non ci prova" - its-green-eyes