Cuori si intrecciano nelle stazioni dei tram
Ed il mio l'ho già perso da un po'
E se un giorno tornerai alla stessa fermata
Non saprò mai dirti di no
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Cuori si intrecciano nelle stazioni dei tram
Ed il mio l'ho già perso da un po'
E se un giorno tornerai alla stessa fermata
Non saprò mai dirti di no
La mia prima esperienza con internet
Frequentavo il secondo o terzo anno di scuola media.
Un giorno la professoressa ci disse che saremmo andati nel
laboratorio informatico per usare i computer. Quella per me non
fu una cosa inedita: a casa avevo già da qualche mese un computer
nuovo e fiammante, e mi ritenevo abbastanza esperto in
quell’ambito, d’altronde ero capace di utilizzare i CD rom ed ero
addirittura bravissimo nella maggiorparte dei giochi presenti di
default sul computer: freecell, spider e soprattutto campo minato.
Una volta in laboratorio, ci fu per la prima volta presentato
internet, come quella funzione del computer grazie alla quale era
possibile fare ricerche, e infatti ci venne chiesto di farne una su
Wikipedia, riguardante la Francia, in francese, e qualora qualche
parola o concetto non fosse stato chiaro avremmo potuto cambiare
la lingua sul sito per delucidazioni.
Fu un esperienza interessante e piacevole, non tanto per la ricerca
in se (molto noiosa) ma per il fatto di dover scoprire un nuovo
strumento solo attraverso l’esperienza e l’interazione diretta, un
metodo di apprendimento ben diverso da quello standard. Per la prima
volta imparai cosa sono i link e mi divertii a cambiare il testo in
tutte quelle lingue che a me sembravano bizzare e di cui non ne
conoscevo neanche l’esistenza.
Finita la lezione scoprii che un mio amico aveva internet a casa,
cosi decidemmo, affascinati dal primo contatto avuto, di trovarci il pomeriggio stesso a casa sua per sperimentare questo strumento.
Inizialmente fummo molto entusiasti, ci rendemmo conto di avere
tra le mani uno strumento potentissimo, in grado di offrirci
l’accesso a una quantità quasi illimitata di contenuti. Una volta
svolte le principali ricerche possibili per dei ragazzini, quali i siti
delle squadre di calcio del cuore e delle più belle auto sportive, ci
ritrovammo a guardarci in faccia in cerca di nuovi input da
trasferire alla tastiera.
E fu così che dopo qualche minuto di perplessità schiarimmo le idee e senza alcun dubbio tornammo a fare ciò che ci riusciva meglio. Semplicemente giocare a campo minato.
screenshot di una schermata di campo minato
Marco Rupolo
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