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Cantatore
MATTINATA FOCUS MUSICA IN CASALE MONFERRATO 2 FEBBRAIO 2013
Grazie a Giulia Collazuol e Gabriele Guarano, rappresentanti dell’istituto Magistrale Giovanni Lanza di Casale Monferrato, é stato organizzato un approfondimento musicale nella mattinata di Sabato 2 Febbraio 2013 sviluppato in due incontri della durata di 2 ore ciascuno con gli studenti interessati all’argomento.
E’ stato un piacevole incontro in cui ho potuto meglio capire come altre persone intendessero la musica attiva e passiva nel 2013. Prima di iniziare il nostro confronto ho chiesto loro di scrivere in 5 minuti una serie di domande alle quali avrebbero gradito ricevere risposta in modo che se non fossimo riusciti a rispondere nelle due ore disponibili, lo avrei fatto dal mio studio e pubblicato qui sul mio tumblr.
Di seguito il totale delle domande e risposte che potranno servire non solo agli studenti del Lanza ma a chiunque abbia gli stessi punti interrogativi non risposti.
Come trasformare la musica nella propria vita? In effetti non ci sono regole predefinite per trasformare la musica nella propria vita; sicuramente per agevolare ciò è giusto dedicarle tutto il tempo libero dopo le principali necessità della vita quotidiana…di certo è che se non si semina, nulla si raccoglierà in futuro.
Come fare per riuscire a vivere facendo della musica il proprio lavoro? Anche in musica ci sono i famosi due ruoli: IMPRENDITORE e SUBALTERNO. Il primo è colui che investendo cerca di portare a casa il pane quotidiano come in tutti i lavori che siamo abituati a definire come lavori. Il secondo deve eseguire bene il proprio operato in modo che il proprio principale possa proseguire l’attività di imprenditore e garantire al proprio subalterno lo stipendio accordato ed eventualmente anche incentivi o aumenti. Come abbiamo visto durante l’approfondimento al Lanza, la musica non è solo composta da musicisti e strumenti musicali; quindi è bene imprendere in molti ruoli oppure cercare un’occupazione presso i numerosi ruoli che abbiamo insieme elencato e scoperto che esistessero sotto il nome musica.
Come si può guadagnare facendo brani propri? Prima cosa è fondamentale l’iscrizione ai diritti d’autore perché oltre a tutelare le proprie opere è utile in caso di “successo” discografico per incrementare gli introiti; poi i propri brani devono essere reperibili in maniera capillare su più piattaforme online possibili in streaming con diritto d’autore tutelato e in legale download a pagamento. Più brani sono disponibili, più possibilità di vendita esistono. Con molti brani si può anche pubblicare un album di lunga durata e smerciarlo fisicamente presso negozi di dischi o avvalendosi di un’azienda di distribuzione; in questo caso è necessaria una partita iva per poter regolamentare lo smercio degli articoli discografici presso i rivenditori o i distributori. Per come si sono sviluppate le cose in musica negli ultimi 10 anni, il consiglio è quello di essere completamente indipendenti e titolari esclusivi dei diritti sull’utilizzo della propria musica in modo da limitare la divisione degli introiti nel momento in cui ci fossero.
In Italia, vivere di musica é un’impresa impossibile? In Italia per il tipo di economia e il livello culturale che la maggior parte della popolazione ancora possiede è difficile vivere di musica perché sono minori i campi di applicazione in quanto c’è meno interesse da parte dell’utente finale.
Quante opportunità di lavoro può dare la musica? Davvero molte, per fare prima elenco schematicamente alcune opportunità: liutaio, insegnante, musicista turnista, tecnico del suono, roadie, addetto illuminazione, responsabile della struttura del palco, produttore artistico, produttore discografico, manager, assistente, giornalista, presentatore, compositore, arrangiatore, consulente, produttore di strumenti musicali, importatore, distributore, tecnico specializzato in mastering, regista per opere teatrali musicali, direttore d’orchestra, organizzatore eventi, P.R., critico musicale, fotografo, graphic designer, video maker, truccatore o truccatrice, servizio catering specializzato, falegname specializzato in scenografie, negoziante di abbigliamento a tema, costruttore di prodotti logistici, avvocato specializzato in diritti d’autore e pratiche musicali, commercialista specializzato in pratiche musicali, editore musicale….
Come si inizia una carriera musicale? Si inizia lavorando alla musica con cui più ci si sente in sintonia lasciando un po’ le cose al caso in modo che si possa avere dopo 2 o 3 anni una visione più precisa del percorso che si vuole intraprendere o che si sia intrapreso. Si cammina sulla linea del confine fra la passione e l’intenzione…poi un giorno si realizza che si è più da una parte che dall’altra e li inizia il tutto. E’ bene ricordare che nulla inizia da 1 o da 10 ma sempre da ZERO.
Cosa é importante per la carriera di un musicista? Avere le idee chiare di cosa si stia facendo, di cosa si voglia fare e disegnare al meglio il proprio profilo musicale personalizzandolo in modo da risultare alternativo e non comparativo.
Come funzionano le scuole di musica e i conservatori in Italia? Il conservatorio è il must per chi voglia davvero avere un titolo ufficiale in tutto il mondo per poter essere riconosciuto senza compromessi. E’ comunque una “scuola” in cui l’allievo non consegue solo un attestato che certifica la sua conoscenza dello strumento ma anche la storia della musica e gli aspetti culturali di essa. Esistono oggi molte scuole di musica che sono invece specializzate all’insegnamento di uno strumento e molte di queste hanno stretto accordi con prestigiosi istituti per poter garantire più risorse al proprio studente in un futuro lavorativo. Personalmente consiglio questi centri a chi ha maggiore interesse di saper suonare uno strumento e avere al tempo stesso in mano un certificato qualitativo.
E’ facile orientarsi nel mondo della musica? Il mondo della musica appartiene al settore artistico anche se questo termine non ha nulla a che vedere con i veri artisti. E’ difficile orientarsi perché nella vita quotidiana non viene mai espresso il problema del dietro le quinte ma viene sempre messo in luce la propria spettacolarità e quindi è normale che un individuo al primo approccio professionale si trovi spaesato.
Chiunque é in grado di fare musica? Si tutti sono in grado di fare musica e, come abbiamo visto insieme, la difficoltà di fare musica nasce nel momento in cui la propria espressione di musica deve relazionarsi ad altri e quindi si ha poi la definizione di essere più o meno in grado di fare musica.
Per fare musica occorre conoscere la TEORIA o basta LA CREATIVITA’? Non serve teoria e nemmeno creatività perché un individuo può essere in grado di suonare per istinto e al tempo stesso riprodurre la musica di qualcun altro senza essere quindi creativo. Per informazione, riprodurre la musica di qualcun altro si dice: INTERPRETARE.
Come si inizia a suonare? Si inizia da noi stessi avvicinandosi spontaneamente allo strumento inconsciamente desiderato. Poi, a seconda dello strumento ci possono essere diversi modi per riuscire a suonarlo; magari uno strumento a percussione è di più semplice intuito mentre strumenti armonici richiedono qualche tempo in più. Non limitiamo questa domanda ai soliti strumenti della musica che sentiamo tutti i giorni per radio (chitarra, batteria, basso, tastiere/piano e voce). Sicuramente dopo un primo periodo di esplorazione, la migliore cosa è avvalersi di qualche piccola nozione da parte di chi è più esperto per evitare di imparare un’impostazione errata che in futuro potrebbe comportare patologie fisiche.
Quali sono le principali canzoni che servono per imparare? Non ci sono principali songs per imparare; la “facilità” di apprendimento non è universale ma individuale. Nella maggior parte dei casi è comunque più facile imparare da musiche che siamo abituati ad ascoltare invece di musiche che ne ignoriamo lo sviluppo.
Le cover su YouTube sono utili? Tutto è utile, che sia su YouTube o per strada, l’importante all’inizio è prendere esempio da chi ha una padronanza dello strumento buona, non per forza ottima ma l’importante che non sia errata o sconsigliata. Voi direte: “e come faccio a sapere se è giusto o sbagliato ciò che vedo?” e io vi rispondo che la risposta è nella domanda “Come si inizia a suonare?” :)
Suonare più di uno strumento può avvicinarti di più alla musica? Certo! Più strumenti si suonano più si ha una visione espansa della musica in modo da capire meglio come gli altri ascoltino la stesse note.
E’ fondamentale saper suonare uno strumento per un cantante? Non è fondamentale ma utile. In tutto, avere una conoscenza in più è sempre ricchezza.
Quale é l’età giusta per iniziare a suonare e diventare un buon batterista? Se guardi l’età…ci sono drummers che a 3 anni sono già sotto i riflettori e altri casi in cui una persona di 70 anni inizia da zero e in un anno riesce ad ottenere ottimi risultati. Forse limitando ad un genere musicale la domanda si può meglio rispondere :) Mettiamola così: se vuoi suonare musica pop rock non ci sono limiti di età mentre per una musica più veloce tipo lo scream è molto più avvantaggiato chi inizia prima a suonare di chi inizia da 30 anni in su per motivi di elasticità dei tendini, muscoli e tessuti del nostro corpo.
E’ davvero così difficile “sfondare” nel mondo della musica o almeno si può diventare qualcuno? Sfondare è difficilissimo, la maggior parte dei nomi che conosciamo sono meteore ovvero nomi in voga per un determinato periodo e poi caduti nel dimenticatoio per far spazio ad altre meteore. Sfondare si intende per entrare nella “Hall of Fame” ufficiale e non tramontare mai come nomi tipo Queen, Vasco Rossi, Ac/Dc, Sting… Diventare qualcuno è più semplice se si crea una continuità nel proprio prodotto e ovviamente se questo è apprezzato da una cerchia di persone. Per alcune persone si è qualcuno per altre no. Sono molti i casi di generi musicali che noi ignoriamo e che al loro interno ci sono nomi rispettati dai loro ascoltatori. Ad esempio i “Pooh” sono qualcuno per l’Italia e per i nostri connazionali all’estero ma sono niente per gli autoctoni Francesi, Spagnoli, Inglesi, Americani, Africani, Giapponesi, Cinesi…etc….etc…
Come si ottiene successo? Il significato della parola lo spiega: SUCCESSO, ovvero qualche cosa che è accaduto. Ci sono personalità di successo perché hanno composto un brano che è piaciuto, altre che sono diventati i partner di qualcuno di successo e vivono di luce riflessa ma pur sempre entrati a far parte dei VIPs, altri hanno mancato di rispetto alle regole morali in pubblico e sono diventati personaggi conosciuti da tutti….insomma prendete per esempio un personaggio come Vittorio Sgarbi: ha avuto molto più successo con le sue uscite “capra-capra-capra” invece di essere un critico d’arte. Personalmente non posso dire se è o non è un ottimo critico d’arte ma posso dire che è molto famoso per i suoi interventi in numerose trasmissioni televisive che lo hanno decretato più personaggio di successo che critico d’arte.
Oggi come si può diventare qualcuno con la musica, un musicista di successo? Bisogna lavorare meticolosamente al proprio prodotto musicale, essere autocritici all’esasperazione, oggettivi per capire se la massa apprezzerà questo prodotto e avere dei capitali da poter investire se si crede nel proprio potenziale per farlo conoscere al pubblico utilizzando: i media migliori per il proprio budget in vista di investimenti futuri per crescere e crescere. Il successo determina comunque una svolta nell’operato del musicista e quindi non bisogna intendere il successo come un paradiso nel quale si ozia da mattino a sera ma un luogo in cui si hanno diverse responsabilità lavorative per poter mantenere la propria posizione nei confronti del proprio pubblico.
Perché nuove band emergenti non riescono a sfondare? Se sono nuove (emergenti) devono ancora farne di strada per essere considerate qualcuno ed eventualmente sfondare. Non esiste avere tutto e subito.
Perché i cantanti italiani fanno fatica a sfondare all’estero? Perché la musica italiana ha delle combinazioni armoniche che non raccolgono il consenso degli ascoltatori esterni alla nostra nazione: ogni orecchio ascolta diversamente la stessa musica in base al proprio sviluppo culturale dato dal paese in cui si è nati e cresciuti. Perché la lingua Italiana non è così popolare nel mondo e quindi meno comprensibile. Perché sono pochissimi i cantanti italiani che pronunciano bene la lingua straniera in cui vogliono cantare, per esempio l’inglese o l’americano e, risultano di conseguenza ridicoli per gli altri ascoltatori non Italiani. Ma questo succede anche ad altri cantanti di altre nazioni. Mi ricordo che dopo il tour di Giugno 2004 in Giappone volevo portarmi a casa il singolo di un’artista molto in voga del momento come ricordino e per ascoltare un po’ di musica diversa…mi consigliarono il singolo “KISS” di MAI KURAKI…adoro la cultura giapponese e l’accoglienza sempre ricevuta ovunque sia stato…ma con tutto rispetto: questa MAI non la si capisce proprio nell’inglese in cui canta! Ecco quindi un esempio di artista che non andò oltre l’isola di Godzilla.
Come si entra nel giro della musica, per esempio un’etichetta discografica? Bisogna avere un prodotto da proporre, inviarlo a più non posso e se si è in cerca di un aiuto vero e proprio allora limitare la ricerca alle case serie, quelle che se vedono in voi un potenziale prodotto saranno le prime a contattarvi proponendovi una reale offerta di produzione esclusiva. Già facendo così si inizia ad avere dei rapporti con i primi discografici e se il lavoro viene corrisposto ecco che la routine di contatti con gli “addetti ai lavori” inizia. State comunque certi che le ditte grosse chiamate da tutti MAJORs, vi conoscono già, hanno persone che passano giornate a seguire i movimenti musicali in tutto il mondo per capire dove e quando creare il nuovo trend musicale e quindi non stupitevi se un giorno vi arriverà una e-mail con una proposta di collaborazione grazie ad un vostro brano su soundcloud, youtube e altre piattaforme del momento. Perché sono comunque strumenti realizzati dalle MAJORs stesse per diffondere i loro prodotti e quindi siete già sotto esame.
E’ facile entrare nel mondo dello spettacolo/musica qui nei nostri paesi limitrofi? Grazie a internet da diversi anni è più semplice perché il mondo non ha più distanze; una volta solo coloro che vivevano a Milano, Roma e Torino avevano la possibilità di confrontarsi con agenzie specializzate che operavano nel mondo dello spettacolo portando in tour i propri artisti/clienti. Oggi abbiamo strumenti che ci permettono di portare la propria arte, il proprio show in tutto il mondo con un semplice click. Il mondo dello spettacolo è mutato insieme a queste tecnologie: ci sono youtubers addicted e Vimeo users che vantano di un pubblico vastissimo standosene chiusi in una stanza di 20 Mq. nemmeno, portando il proprio show ovunque a qualsiasi ora. Ripeto: la musica è cambiata nel modo di esistere e quando ci saremo abituati a questo presente saremo in un futuro di nuovi cambiamenti non ancora compresi del tutto.
Come si compone un testo musicale? La metodologia più banale è insegnata alle scuole elementari con la famosa tecnica della rima baciata in poesia. Mentre oggi viviamo un’evoluzione nell’espressione del testo tradotta in scrittura e in esecuzione. Sicuramente se si hanno nozioni di armonia e di composizione poetica è più facile dare un vestito al proprio operato. Non è il contenuto che determina l’impostazione del testo musicale ma le sillabe utilizzate, gli accenti delle pronunce e le licenze poetiche di cui ci si può avvalere.
Quale strumento é più complicato da suonare? Per me, di quelli che ho provato a suonare, sono: il pianoforte, il clavicembalo, l’organo, la tastiera e la fisarmonica. Per te non so :)
Credi che ci siano persone più portate di altre per la musica? Si, come in tutte le cose c’è sempre chi è meglio per natura e non per dedizione.
Cosa si può definire con il termine “musica”? La comunicazione.
Come é nata la musica? La musica è nata come il mondo: esisteva già ma non nella stessa forma in cui siamo abituati ad ascoltarla, vederla e viverla.
Come nasce un genere musicale? Da una definizione comune a più persone che trovandosi d’accordo sullo stesso argomento determinano un movimento musicale.
Quali sono le differenze tra il settore della musica italiana e quello estero? L’Italia è un paese in cui ci si identifica di più in un cantautore invece che in un gruppo musicale; L’Italia è un paese esterofilo e preferisce ascoltare per la maggior parte gruppi musicali esteri invece di valorizzare i propri. L’Italia avendo un pubblico meno interessato all’attività artistica esporta quei pochi interessati verso nazioni che dettano il mercato discografico mondiale. Per quanto riguarda l’Estero posso parlare di Europa Occidentale, Nord America, e Sol Levante. In un paese vasto come il Nord America artisti a noi sconosciuti riescono a vendere milioni di copie pur restando in una casa discografica a loro avviso piccola; La lingua francese è intesa in tutto il mondo come la lingua del BON TON e quindi molti artisti francesi godono di contatti con altre nazioni per eventi e uscite discografiche; Il Sud America ha in particolar modo caratterizzato il marchio della musica latino Americana che è sinonimo di allegria, spensieratezza e festa un po’ in tutto il mondo; I paesi del Sol Levante sono molto attratti da sonorità melodiche e in particolar modo non avendo una predisposizione alla creatività si limitano interpretare per la maggior parte dei casi…infatti non a caso sono fra i più malati di Karaoke.
Quale é l’importanza della musica oggi? Personalmente parlando dovrebbe essere intesa come una risorsa in più di interesse per la nostra vita. Se un individuo non ha interessi non penso riesca a sopportare il peso della sopravvivenza quotidiana. La musica potrebbe essere uno di quegli interessi.
Quali emozioni ti trasmette la musica? Emozioni diverse a seconda del periodo in cui l’ho ascoltata: a 11 anni avevo determinate emozioni che oggi non provo più ma al tempo stesso mi smuove emozioni che una volta non avrei pensato di provare. Per fortuna la maggior parte della musica mi fa manifestare emozioni positive, sono pochi i casi in cui provo dei fastidi ad entrarci in contatto.
Cosa si riesce a esprimere attraverso la musica? Se stessi, il proprio umore, la personalità, la verità della nostra essenza e le cose che solo con le parole non sono comunicabili. In altri casi si riesce a dare informazioni di pericolo, di raccoglimento spirituale, si riesce a sottolineare un determinato momento durante un filmato e in altri casi ancora si riesce a esprimere l’atmosfera di un locale e il comportamento che dobbiamo adottare in relazione a questo.
La musica é in grado di suscitare emozioni ineguagliabili, che cosa ha di speciale? Per noi che l’amiamo, la musica ha davvero qualche cosa di inspiegabilmente speciale; per chi ne è indifferente non ha nulla di speciale.
La musica apre la mente? A mio avviso si e posso confermarti che ho avuto casi in cui l’allievo ha avuto netti miglioramenti anche in altri campi grazie alle nuove informazioni musicali. La musica nonostante possa essere definita come arte è anche matematica quando si devono imparare le nozioni universali e quindi ha un apprendimento basato anche sulla logica. La logica fa lavorare il cervello. Il cervello, se tenuto in allenamento, è provato che non invecchia e quindi restando più allenato risulta migliore di fronte ad altre situazioni.
Cosa é la musica per un musicista? Il sostantivo con il quale il musicista identifica il proprio ceppo di appartenenza. Se invece mi volevi domandare che valore ha la musica per un musicista…beh, io ti posso solo rispondere il valore che ha per me perché quello altrui non lo saprò mai.
Cosa sarebbe la vita senza musica? Non sarebbe la vita che viviamo tutti i giorni perché vorrebbe dire che non ci sarebbero suoni/rumori o meglio, non ci sarebbero VIBRAZIONI. Perché la musica è l’insieme di vibrazioni, che vengono tradotti come suoni da noi comuni mortali. Il nome delle note, la frequenza sulla quale viaggiano le note etc… sono tutte cose che abbiamo deciso noi esseri umani per capirci e comunicare in questa società chiamata mondo. Ma se non avessimo battezzato queste vibrazioni, esse sarebbero sempre le stesse anche senza nome, saremmo solo noi che non sapremmo come chiamarle. Chiedi ad un sordo-muto dalla nascita se sa cosa è la musica….lui non la conosce come la conosci tu però avverte delle vibrazioni, non tutte quelle che sei in grado di avvertire tu ma alcune. Lui non sa quale è la tua musica ma conosce la sua e tu non sai quale è la sua eppure ci senti.
C’é limite alla musica? Come abbiamo disegnato sulla lavagna e capito:No e mai ci sarà.
La musica può essere infinita? La musica di suo è infinita ma quando entra in contatto con noi è vincolata dalla nostra esistenza.
I DJs possono essere definiti musicisti? Si, e mi riferisco a quelli che non si limitano a cambiare le canzoni seguendo una logica e mood per mantenere il tempo attivo per i presenti. Si, perché ci sono anche DJs produttori di musica nuova che utilizzano composizioni su supporti chiamati MIX per riprodurre vibrazioni esistenti e, grazie a strumenti come Mixer, Compressori ed Effetti con la coadiuvante eventuale di altri brani già editi, creano un nuovo insieme di vibrazioni ovvero musica.
E’ utile ascoltare la musica? A parer mio è utile come leggere; è chiaro che esistono composizioni più o meno curate ma anche in libreria ci sono una miriade di libercoli esposti insieme a libri scritti e pubblicati magistralmente.
Quanta musica bisogna ascoltare per conoscerla davvero? L’unica certezza che hai è che non sarà mai la stessa: non si può conoscere una persona che cambia continuamente.
Ascoltare molti generi musicali può aiutare lo sviluppo di una profonda conoscenza della musica? Si, più generi ascoltati e più input si ricevono e quindi più consapevolezza. Aiuta anche a capire come mai il mondo non è come lo vorremmo: tante idee diverse, sistemi comunicativi differenti, soluzioni differenti per dare inizio a tutto e raggiungere una conclusione.
Come si fa a fare musica? Entrando a contatto con le vibrazioni
A cosa serve la musica? Per molti in passato la musica era un aiuto per non sentire le fatiche, per altri è servita come lusso a corte, per altri ancora serve per arredare una location, per molti locali notturni serve per intrattenimento e far parlare a più alto volume le persone in modo che consumino più bevande, per altri ancora serve per confermare la propria personalità, per altri serve per meditazione, per alcuni come simbolo di unione tipo i cori da stadio, per altri per onorare il proprio credo, altri ancora la usano per vendere un prodotto e altri la usano per farsi notare, c’è chi la usa per regolarsi il tempo durante l’attività fisica, c’è chi la usa come sveglia e chi per collezione, persone come me che serve come l’ossigeno, altre che l’hanno bisogno per presentare una nuova collezione di vestiti, c’è a chi serve per fare l’amore, c’è chi ne ha bisogno per studiare e chi per ballare….
Quale é lo scopo della musica? La musica non ha mai avuto scopi, siamo noi che in media abbiamo sempre troppe aspettative.
E’ vero che la musica può cambiare le persone? Si e ti posso assicurare che in alcuni casi questi cambiamenti sono talmente forti che spesso la personalità del soggetto interessato diventa sconosciuta alle persone che fino a prima pensavano di conoscerlo a fondo.
A che età si può iniziare a suonare? Sempre
Quanto bisogna studiare per raggiungere un livello adeguato per poter fare il musicista? I risultati si vedono solo da un corretto esercizio determinato da una forte dose di autocritica; in generale lavorando almeno 4 ore al giorno ben distribuite, non tutte di seguito, sarà più facile dopo 9 mesi o un anno raggiungere già interessanti livelli per poi dal secondo anno successivo migliorare più velocemente dedicando quindi almeno 6/8 ore ben distribuite per poter essere pronto alle prime esperienze professionali. Poi bisogna proseguire con lo studio per incrementare. Normalmente chi ha anche 6 anni di studio sulle spalle prosegue a studiare presso diversi insegnanti per acquisire le tecniche di ultima generazione.
Se c’è uno strumento musicale che mi piace ma non sono molto bravo a suonare, come faccio a diventare molto bravo? La predisposizione al gioco deve risiedere in te, solo con il divertimento si ha più pazienza nell’affrontare le difficoltà di apprendimento.
Come trovare l’ispirazione quando si “cerca” di comporre? Non forzandola. Normalmente un vero compositore indipendente e senza scadenze da rispettare ha sempre con se uno strumento per registrarsi le idee che gli passano per la testa per poi metterle a fuoco con calma nel proprio studio. Infatti si dice che hai avuto l’ispirazione non che hai creato l’ispirazione.
Per interpretare un brano a cosa ispirarsi, come trovare le “emozioni” per interpretarlo? Qui entra in gioco il ruolo dell’attore, ovvero la capacità di recitare un’emozione anche se non ci appartiene. Nel mondo professionale della musica sappi che una cosa fondamentale è saper recitare un briciolo perché di fronte ad una bella solare canzone il pubblico si aspetta un musicista allegro, sorridente che sprizza positività da tutti i pori e il brano dopo invece è un lento che parla dell’amore non ricambiato…e il pubblico vuole vedere che il musicista ci crede davvero altrimenti non crederà più alle sue canzoni…e quindi il bravo musicista riesce anche a strappare una lacrima dal proprio viso davvero affranto. Quindi la risposta è allenarsi di fronte ad uno specchio a interpretare diversi ruoli per conoscere meglio i propri movimenti del corpo che determinano la comunicazione scelta da interpretare. Io ad esempio quando devo interpretare un brano lento di batteria penso che ci sia una nebbia fitta da non far vedere a un metro…così mi rilasso la messa a fuoco degli occhi e tutto ciò si traduce in un tocco più soft naturale non programmato. Quando devo interpretare un brano veloce con molti cambi di tempo penso al mio volto in fiamme che insegue il nemico come in un videogioco.
Come superare la paura di esibirsi di fronte ad un pubblico? Io consiglio sempre di salire sul palco prima che ci sia il pubblico prendendo la posizione concordata in precedenza; da quella postazione guardate lentamente tutta l’area del palco per memorizzare la geografia degli eventuali spazi in cui potersi muovere, poi guardate l’area destinata al pubblico cercando di arrivare più in fondo possibile con lo sguardo per vedere se sarete in grado di mettere a fuoco lo spettatore più timido che se ne starà in fondo in disparte dal pubblico il quale non vi vedrà mai negli occhi per via della distanza ma voi invece si e questo vi darà la sensazione di superiorità. Per concludere, quando sarete operativi e lo spettacolo avrà inizio, il segreto finale è guardare le tempie delle persone: in questo modo nessuno si accorgerà cosa voi starete guardando ma avranno l’impressione che state guardando dritto negli occhi il pubblico e susciterete maggior interesse e voi non avrete stress di alcun tipo.
Quali sono gli strumenti fondamentali per ascoltare la musica? Normalmente le proprie orecchie, quindi proteggetele sempre! Il miglior modo per assimilare la musica è utilizzando cuffie o auricolari di alta qualità per non rovinare i timpani e godere del massimo splendore la produzione sonora proposta dal prodotto.
Quale é il genere musicale che é nato prima? Non si saprà mai. Quando ad esempio noi europei andammo a far piazza pulita degli indiani d’America per creare la futura civiltà, eliminammo anche la loro cultura imponendo la nostra e sconvolgendo lo sviluppo musicale derivante dagli Apaches. Insomma è una risposta che nessuno è in grado di risponderti, mi spiace.
Quanti e quali sono i generi musicali oggi? Questo è possibile determinarlo ma al momento mi cogli impreparato e disorganizzato nel farlo.
Quali sono le canzoni più popolari? Alcune sono: “Hotel California” degli Eagles, “Like a rolling Stone” di Bob Dylan, “Imagine” di john Lennon, “We Are The World” diLionel Richie e Michael Jackson. Poi ce ne sono tantissime altre.
Esiste un genere musicale più importante di un altro? Per il music business si perché a dettare l’importanza sono i proventi. Culturalmente parlando no.
Perché la musica che passa in radio é sempre più scadente? La maggior parte delle radio che si ascoltano sono sponsorizzate dalle case discografiche perché facciano conoscere il prodotto all’utente finale. Se la musica/prodotto è sempre più scadente è perché la maggior parte del pubblico vuole quel tipo di prodotto altrimenti le case produttrici non lo realizzerebbero o produrrebbero. E’ come l’espansione negli ultimi 8 anni dei discounts in Italia: se non ci fosse stato il problema economico a costringere la maggior parte delle famiglie a rinunciare alla qualità di molti articoli per portare avanti la baracca come si vuol dire, oggi non avremmo un outlet, un discount e un chinese store, uno dietro l’altro che vendono surrogati degli stessi prodotti ad un prezzo bassissimo ma che rispecchia in verità la poca qualità di questi ultimi.
Perché c’è sempre meno gente interessata alla musica vera? In realtà è sempre stato maggiore il numero di persone che ignora la verità che cela la musica. Questo è stato dimostrato durante il nostro incontro di quanto forte sia la percentuale di persone che sono limitate ad una conoscenza meno che basilare sugli elementi che compongono la parola musica. Come potrai notare da questa pagina, la maggior parte delle domande rivolte sono inerenti a come fare successo, come diventare qualcuno e come diventare bravo…ma domande sulla passione praticamente pochissime.
Cosa é per te la musica? Per me è la mia anima, l’elemento con il quale riesco a completare il mio essere individuo ogni giorno, l’unica entità che riesce davvero a farmi fare quello che vuole.
Cosa provi quando suoni e cosa pensi? Quando sono nel mio studio a suonare per piacere voglio la luce naturale così da vivere il mio drumming nell’insieme della naturalezza che appartiene la zona in cui vivo, la Monferrato Area. Non penso, sinceramente non ho ricordi di aver pensato, lascio che le mie bacchette mi conducano alla ricerca di me stesso. Provo una sensazione di distacco dalla realtà di prima e non sento passare il tempo. Quando suono per un pubblico sento se avverte oppure no la mia verità e mi emoziono nel vedere persone che provano positività nell’assimilare il mio drumming. Pensare poco niente, mi diverto senza avere la testa impegnata. Succede solo con i brani dell’ultimo minuto di pensare perché non avendoli ancora appresi del tutto sono costretto a pensare alle varie parti che devo eseguire per non fare frittate agli altri musicisti con cui sto suonando e dando il tempo.
Come é nata la tua passione per la musica e da quanto tempo segui questa passione? All’età di 3 anni avevo già l’istinto di voler suonare uno strumento e amavo cantare le canzoni di artisti per piccoli, avevo un orecchio sviluppato alla musica e al ritmo innato: se ne erano accorti i miei genitori vedendo come riuscivo ad imparare più velocemente a memoria un testo se aveva una musica che lo accompagnava. Infatti di memoria non ne ho mai avuta molta per le cose extra musicali. Poi ricordo che grazie ai miei genitori mi ero avvicinato a Lucio Battisti, Fabrizio de André, Paolo Conte e adoravo i Pink Floyd perché per me all’età di 8 anni era una musica avveniristica, strana quasi ultraterrena. Quando mi sono accorto che la musica per me non era più un complemento d’arredo fu nel 1987 con l’uscita del disco “C’è chi dice no” di Vasco Rossi. Da quel momento ho iniziato a collezionare musicassette dopo musicassette appena potevo meritarmele per ascoltare a più non posso i miei artisti preferiti.
Come hai capito che la musica sarebbe stata la tua vocazione e che avresti fatto della musica la tua vita? Il 05 Ottobre 1996. La sera prima avevo suonato il mio ultimo concerto con la mia prima vera band, si chiamava Slide Fastener e proponevamo covers di Heavy Metal (oggi sarebbe considerato heavy metal classico); avevo un’impegno con un’altra band ma l’idea era di smettere di suonare in ogni caso, forse stavo attraversando l’adolescenza….boh! vai a sapere! Il mattino del 05 Ottobre 1996 verso mezzogiorno ricevo una telefonata da un gruppo di heavy metal di brani originali che stimavo tantissimo di 10 anni in più di me e così ho capito che la musica è lei che decide quando è arrivata la tua fine o il tuo momento. Lo stesso episodio analogo si è ripetuto un sabato sera nel 1998 a None (TO) quando un ragazzo fra il pubblico ha consigliato la mia persona agli Skylark, un gruppo metal milanese molto rinomato mondialmente che si era appena esibito e che era in cerca del batterista per gli sviluppi futuri del gruppo. Poi il mattino del 3 Dicembre 2009 quando ho ricevuto la mail di Jeff Waters (Annihilator) per collaborare al tour promozionale del tredicesimo disco in veste di Touring drummer. Ancora oggi proseguo a ricevere segni che la musica è la mia vita.
Perché hai scelto la batteria? Nel 1991 ho visto per la prima volta “Live After Death – World Slavery Tour ‘85” il video concerto più famoso degli Iron Maiden…vidi la batteria di Nicko Mc Brain e il suo stile unico nel suonarla. Il giorno seguente con varie pentole in disuso di mia madre mi arrangiai con fantasia quella che doveva essere una batteria e iniziai così. Poi dopo qualche settimana il caso volle che un certo Ronaldo Farolfi, ancora oggi tra i miei più cari amici, venuto a conoscenza del fatto tramite i miei genitori che mi stavo avvicinando alla batteria, mi regalasse la propria perché ormai doveva cambiarla con una professionale e quelle economiche di seconda mano già allora non trovavano acquirenti.
A quanti anni hai iniziato a suonare? A 11/12 anni e qui potete trovare più dettagli: CARLOSMAN
Genitori e amici ti hanno sostenuto? Si, sono stato molto fortunato a ricevere il pieno sostegno da parte dei miei famigliari e degli amici.
Quali ostacoli hai incontrato? Ai tempi non c’era internet come oggi e per chi come me che arrivasse da un paesino era difficile reperire le informazioni, non c’erano insegnanti a conoscenza del tipo di musica che avrei voluto approcciarmi, difficoltà di trovare un rivenditore specializzato di strumenti per batteristi, incompetenti che ti interrompono il concerto per paura che la Siae per 5 minuti in più facesse storie, idee non condivise per sviluppi musicali da parte di altri membri, la difficoltà di essere compresi dalla propria compagna di fronte a certe situazioni apparentemente semplici ma complesse quando inizi ad avere delle responsabilità di comunicazione e altri normali ostacoli di chi si avvicina alla musica da zero ma per fortuna nessun ostacolo da parte della mia famiglia.
Hai dovuto fare delle rinunce per seguire la passione? Quando hai passione non vivi rinunce perché non avverti la sensazione di rinuncia, l’unica rinuncia che puoi fare è inerente alla passione: non seguirla. Tornassi indietro farei tutto uguale errori compresi.
Quando hai iniziato a studiare musica? Sono autodidatta al 99%, ma nel 1999, quando ho iniziato ad avere più responsabilità musicale, decisi di recuperare quello che non avevo fatto prima ovvero imparare il solfeggio per poter meglio relazionarmi con altri musicisti e permettermi di ampliare il mio raggio di collaborazioni. Ho così preso una manciata di lezioni per qualche mese mirate al solfeggio; poi quando avevo la possibilità di partecipare a seminari ero ben felice di presenziare e questo, ancora oggi, lo faccio per tenermi aggiornato. Cosa ne pensi delle nuove musiche e cantanti? Io adoro la nuova musica, è qualche cosa che mi da speranza di miglioramento. I cantanti fanno parte della musica quindi non c’è risposta a questa opzione di domanda.
Quante produzioni hai fatto? Molte per essere un indipendente, più di 15 sicuro ma non ho il conto sotto mano perché di alcune non è più disponibile il master per motivi di proprietà.
Come ci si sente a suonare su grandi palchi? Credo sia abbastanza soggettivo: personalmente non ho mai avvertito la sensazione di adrenalina prima di salire sul palco. Vuoi perché mentre sei dietro le quinte non è come stare in mezzo al pubblico: non si sente molto di quello che avviene dall’altra parte e fino a quando non si inizia lo spettacolo non c’è una vera propria dimensione del rapporto con il pubblico. In particolar modo per un batterista che è molto indietro e in alto e quasi non vede il pubblico. Quando lo spettacolo è in ore notturne il pubblico lo si vede a sprazzi, solo quando i riflettori illuminano tutto e di giorno spesso si è sfortunatamente abbagliati dal sole che mette a dura prova la resistenza del musicista durante la performance. Poi tenete presente che ogni musicista che si rispetti protegge le proprie orecchie con strumentazioni consone al tipo di show da eseguire, quindi il pubblico ha un volume molto differente da quello che si è abituati a pensare. Dietro la batteria non si sente quasi mai il pubblico e forse l’emozione arriva a fine concerto quando prima di uscire da dietro il kit, si rimuovono queste protezioni per poter sentire come hanno vissuto l’esecuzione i presenti…e lì che si ha una botta di volume di tutte quelle migliaia di persone che formano un boato di supporto positivo.
Tu hai sempre e solo suonato la batteria? Come ruolo si; poi mi piace strimpellare la chitarra e canticchiare ma non mi reputo cantante e nemmeno chitarrista.
Quanti gruppi hai cambiato? Davvero tanti anche perché già nel 1996 suonavo contemporaneamente con 2 o 4 gruppi…quindi la cosa si è portata avanti fino a oggi e il numero di persone con cui sono venuto in contatto è davvero alto.
Cosa ti da la musica e cosa ti piace di lei? La musica mi da la salute e la voglia di vivere; quello che mi piace è che non riesco a spiegarmi come non mi abbia ancora stufato di fronte anche a esecuzioni o ascolti identici.
Secondo te: perché oggi ci dovrebbero essere dei musicisti? Nessuno è necessario in questo mondo ed egoisticamente parlando i musicisti dovrebbero esserci per soddisfare la sete di nuove musiche per gente come me che ha voglia di nuova linfa musicale per poter vivere.
Cosa ti spinge giorno dopo giorno a suonare? Non saprei…tempo fa era per affermare a me stesso di essere in grado di saper eseguire determinati ritmi…oggi non capisco se è la necessità di sentire che sono ancora vivo oppure se è la ricerca del completo isolamento da tutto e tutti.
Per te la musica é ispirazione? Da 10 anni a questa parte la musica mi ha dato l’ispirazione per formulare nuove soluzioni di comunicazione con il prossimo e per i risultati ottenuti sono davvero soddisfatto.
Che genere di musica preferisci? Dal 2007 ho iniziato un ascolto approfondito per il country contemporaneo Statunitense ascoltando nomi come Taylor Swift, Dierks Bentley, Kenny Chesney, Lady Antebellum, Ashton Shepherd, Brad Paisley, Carrie Underwood, Darius Rucker, Jake Owen, Phil Vassar, Rodney Atkins, Ryan Laird, Sugarland e altri nomi simili. Parallelamente a questo genere nel 2010 ho ripreso ad ascoltare il rock inglese di fine anni ’90 perché necessitavo di influenze melodiche con sonorità vicino al punk odierno. Mentre di recente mi sto dedicando alla rivalutazione dei primi movimenti punk/grind con qualche intervallo di musica elettronica prodotta da compositori rinomati nel settore cinematografico, uno dei miei più ascoltati è Brian Taylor conosciuto come BT.
Quale é il tuo cantante preferito? Per la musica italiana: Claudio Baglioni per quanto riguarda l’espressione artistica vocale e la maestria nell’uso della lingua italiana; Laura Pausini per la tecnica vocale e la qualità artistica delle composizioni prodotte dal 2000 a oggi. Per la musica internazionale: Céline Dion per la tecnica vocale e la capacità di saper interpretare più generi musicali senza risultare fuori luogo; per chi amasse il canto e non conoscesse la discografia di questa interprete, consiglio vivamente l’ album da 10 e lode: “Taking Chances”; Roberto Tiranti per la pulizia ed espressione musicale con la quale riesce a comunicare sia su disco sia in concerto la propria tecnica vocale.
Pearl Jam o Nirvana? Nirvana
Che genere suoni? Principalmente viene definito METAL ma come avrete letto, le influenze sono molte e non derivano dal Metal esclusivamente.
Come mai é importante la musica nella tua vita? Mi identifica. Come per molti può esserlo il proprio taglio di capelli, un tatuaggio o un accessorio in abbigliamento, per me la musica è il marchio che mi cottraddistingue.
Cosa avrebbe fatto di sconvolgente HENDRIX se non fosse morto? Le stesse cose che hanno fatto i Beatles, Michael Jackson e altri nomi illustri: palate di soldi, compilations dei migliori brani rimasterizzati dal miglior tecnico in circolazione, sarebbe ricorso ad interventi di chirurgia plastica per mantenere la propria immagine sempre fresca per il sogno dei fans…etc…etc…
Ci sarà qualche altro musicista come negli anni 70-80-90 che cambierà la storia come i Led Zeppelin, i Ramones o i Nirvana? Certo, perché l’industria musicale proseguirà a creare “miti” per attribuire dei tasselli portanti a chi è in cerca di un’etichetta da attribuire al percorso musicale. Ricordiamoci da metà degli anni ’80 Michael Jackson e Madonna, Marylin Manson dal ’90 in poi e i Korn verso la seconda metà.
Jack White può essere considerato un vero artista contemporaneo? Certo: compone in prima persona, è ancora vivo sia fisicamente sia musicalmente.
La musica entra nel cuore! Ma il perché? E’ bravo il cantante o la melodia? oppure é il mio stato d’animo che mi condiziona? Questa è una delle più belle domande che mi sia capitata fino ad oggi, è sicuramente una domanda che vorrei molti si ponessero, invece la maggior parte sfoga il proprio parere limitando l’emotività di una musica alla sua unica essenza senza valutare se stesso in relazione al tipo di ascolto. Per come ho visto la maggior parte delle persone relazionarsi alla musica passiva, mi viene da pensare che sia lo stato d’animo ad influenzare l’ascolto e l’emotività del brano. Si perché è più alta la percentuale di persone che hanno bisogno di una sicurezza per ascoltare un brano invece di quella minore percentuale che ascolta un brano fine a se stesso perché gli piace. La massa è portata ad ascoltare quello che i principali mass media propone loro di assimilare invece di effettuare una ricerca personale nonostante dicano di amare la musica.
Come si fa a definire se il brano/musica é bravura? o meglio, come faccio a capire chi é stato a farmi provare quelle emozioni: la musica oppure io? Questa è un’altra bellissima domanda che a primo approccio potrebbe essere simile a quella precedente ma in realtà ha un altro punto di vista interessante da analizzare e che spesso è oggetto di discussione fra me altri artisti. Io sono dell’opinione che dentro noi stessi risieda il catalogo completo delle emozioni, di tutte le emozioni, anche quelle fino ad oggi sconosciute ma che in realtà ci sono e devono essere ancora scoperte. La musica/brano è in grado di stimolare il nostro carattere emotivo perché possa emergere un determinato numero di emozioni che in base ad esse definiremo piacevole/fastidioso un brano/musica e al tempo stesso decreteremo anche la sua bravura o incapacità nell’esprimersi. Questa mia teoria nasce dall’esplicito caso in cui un eccellente musicista stia eseguendo una composizione in modo assolutamente impeccabile senza che questa sua estrema bravura provochi sentimento alcuno all’ascoltatore. La cosa peggiore per ogni individuo in qualsiasi campo è risultare anonimo, privo di firma, senza carattere.
E’ vero che si può vivere di musica? Come abbiamo visto fino a qui si. Persone come me hanno bisogno di musica perché la propria vita sia considerata tale per se stessi. Un interesse personale è un elemento che giustifica la realtà quotidiana perché possa risultare con un obbiettivo definito. In realtà nella vita nulla potrà essere definitivo ma alla maggior parte di noi per fortuna piace crederci.
Perché la musica é importante e presente in tutte le culture? Perché le vibrazioni hanno da sempre interessato l’uomo per la loro capacità di influenzare la natura degli individui e delle cose che lo circondano. Ricordiamoci che in passato, in epoche quando nemmeno avevano costruito strumenti musicali, la musica come veniva intesa allora serviva per molte cose in ambito organizzativo e celebrativo. E’ dentro noi, fa parte di una nostra caratteristica per poterci dominare.
Perché i messaggi lanciati con la musica arrivano prima e meglio? Perché è l’unione con determinate chiavi armoniche a migliorare l’ascolto del messaggio. Io prendo sempre in esempio Ligabue perché nonostante venda milioni di dischi non lo considero un artista appartenente al mondo musicale. Se leggete i suoi testi sono sicuramente composizioni non prodotte a caso e contenenti una serie di messaggi molto profondi e studiati. Ma se avesse pubblicato dei libri di poesie invece di iniziare a registrare il primo disco e poi il secondo e così via….pensate che avrebbe avuto lo stesso feedback da parte del pubblico? Ve lo immaginate il primo o secondo libro di un artista in libreria composto da 11 poesie della lunghezza di massimo una pagina per poesia in formato tascabile?!??!!??? Forse in allegato a qualche acquisto ma non in vendita da solo….quanto potremmo dare per un prodotto del genere? Cinquanta centesimi? Massimo un euro proprio per esagerare sperando che parte di quei fondi vadano a qualche organizzazione benefica. Così Ligabue ha pensato che fosse meglio vestire quei suoi scritti con una musichetta così che più persone potessero apprezzare il suo messaggio.
La musica vive e vivrà per sempre, perché? Perché la risposta l’abbiamo già sviluppata due domande prima di questa.
Penso che la musica sia vita ma non so il perché…? La musica prende forma da un’azione di un essere vivente, senza questo essere la musica non può esistere. Ricorda che: la stessa nota suonata da individui differenti utilizzando lo stesso strumento non suona uguale; la stessa nota suonata dallo stesso individuo utilizzando lo stesso strumento non suona mai uguale.
GRAZIE MOLTE PER L’ATTENZIONE E BUON PROSEGUIMENTO A TUTTI