new york, central park | 31.12.2080
Sta reggendo una di quelle tazze di plastica, piena per metà di cioccolata fumante, gli occhi rivolti al cielo, « Allora! Quali sono i tuoi buoni propositi per il nuovo anno? » Spostando lo sguardo plumbeo dal cielo a quello del ragazzo, ha stampato sulla faccia un sorriso perenne merito dell'alcol che ha ingerito e questo non scompare mentre pronuncia quelle parole con voce squillante.
« Mh, è una domanda difficile » conviene con un tono di voce funereo nonostante il clima di festa, una cioccolata calda stretta tra le mani e gli occhi pronti a rivolgersi alla serpeverde « Non morire? Essere felice? Assicurarmi che tu sia felice? » non sono vere e proprie risposte le sue a giudicare dal tono, ma le propone comunque neanche dovesse ricevere delle conferme per convincersene.
Lascia andare una risatina senza alcuna ragione quando la sua domanda viene ritenuta difficile, aspettando però che il ragazzo prima di commentare « È carino che la mia felicità sia tra i tuoi buoni propositi » cinguetta per poi mandare giù un lungo sorso dalla sua tazza « Sei molto realistico come sempre. » Commentando sugli altri, quelli che non la riguardano, lo sguardo catturato dal movimento circostante per un attimo.
« Tu hai pensato alla mia fino ad ora. » di felicità, dunque gli sembra il minimo. Tace diversi istanti perdendosi dietro chissà quale pensiero, senza rispondere al commento sull'essere realistico o meno, preferendo di gran lunga sbuffare aria bollente dalle narici. [...] Torna ad adocchiare la cioccolata calda rigirandosela tra le dita, incerto, voltandosi successivamente verso Blythe « cosa si prova ad essere ubriachi? » domanda dal nulla, sondando un po' il terreno. « Non ti fa paura non avere pieno controllo di te? »
Sbatte le palpebre un paio di volte, per poi fare spallucce con nonchalance « Già, perché sono un'amica fantastica, anche se non si direbbe. » Ribatte compiaciuta, mettendo anche il petto in fuori come a volersi dare improvvisamente delle arie con fare teatrale. [...] Le domande dell'arabo la spiazzano e glielo si legge in faccia, ma recupera in fretta quel sorriso dato dal suo stato « Ti senti la testa leggera, e tutto è così divertente, senti il vuoto allo stomaco... » Descrive la sensazione chiudendo gli occhi per qualche istante « A volte non lo voglio il controllo. Voglio solo ridere come se mi avessero lanciato un Exhìlaro e non pensare a nulla. » Spiega, facendo ondeggiare il liquido dentro la sua tazza di plastica, gli occhi catturati da quel movimento.
Ascolta quanto ha da dire la serpeverde con la fronte pronta ad aggrottarsi, le mani intente ad avvicinare la tazza al viso per permettere alle narici di snasare il profumo della cioccolata. « ... quindi ubriacarsi è un po' come essere innamorati, no? Provi le stesse cose prima, e stai male dopo. » almeno secondo la visione dell'arabo, sempre un po' troppo cinico per certi aspetti « Vorrei farlo anche io, ma temo sempre fregature dietro l'angolo » abbassare la guardia non lo fa stare tranquillo, è evidente « l'assaggio. » la bevanda, la stessa portata alle labbra e sorseggiata di lì a poco. « Brindiamo a noi? » a scoppio ritardato.
Lo osserva con attenzione mentre annusa la cioccolata corretta, in cui chiaramente si può percepire l'odore di alcol non meglio specificato. Per qualche ragione, il paragone la fa scoppiare in una risata fragorosa « Se vuoi metterla così. Ma non devi per forza stare male dopo, se stai attento a cosa bevi e quanto, poi stai bene. » Un po' si sta parlando di sbronze e un po' si sta parlando di amore, poetico. « Dovresti provare! » Lo incita subito, gesticolando con la mano libera verso la tazza del ragazzo « E poi io sono qui, non devi preoccuparti di niente. » Scrolla un po' le spalle, come se fosse una cosa ovvia e scontata, sollevando quindi la sua tazza « A noi! » Trilla contenta, facendo sì che le due tazze si scontrino in un breve brindisi prima di trangugiare tutto d'un fiato l'intero contenuto.
La risata fragorosa di Blythe ha il potere di riportarlo con i piedi per terra, un sopracciglio si inarca verso l'alto e il naso si arriccia in una smorfia « Mh, non sono mica tanto convinto. » spiega titubante, nonostante la ragazza riesca poi a convincerlo con quelle rassicurazioni - tanto da spingerlo ad impugnare con maggior fermezza la tazza, guidandola verso quella di lei per cozzarci contro dando vita al brindisi. « A noi! » sfiata prima di buttare giù la bevanda di riflesso ai gesti dell'amica, assaporandola con tanto di occhi socchiusi e di calore pronto a farsi sentire; capace di donare all'arabo una sensazione piacevole soprattutto considerato il clima. « Credo sia ora, vuoi avvicinarti agli altri o...? » per la mezzanotte e i relativi festeggiamenti che verranno. Lascia a lei la possibilità di decidere per entrambi, troppo occupato a guardarla in volto per ricercarne nuovamente lo sguardo. « Il 2081 sarà il nostro anno. » mormora piano, sporgendosi di poco in avanti per tentare di avvicinare il viso a quello altrui, ciò nella speranza di riuscire ad adagiarvi sulla fronte un bacio delicato; inaspettato soprattutto da uno come lui. Non vi sarebbe altro, solo un contatto destinato a venir meno per non risultare troppo invadente o inopportuno per la strega.
Quel tentennare iniziale le fa arricciare il naso arrossato, ma è veloce a sciogliersi in un sorriso appena decreta che proverà la cioccolata calda corretta - non il migliore dei primi approcci all’alcol, ma per dei ragazzini troppo giovani per bere negli States va benissimo. Il ragazzo menziona il resto del gruppo e B sembra uscire da una bolla formatasi attorno a loro, spostando lo sguardo verso i fratelli e i cugini, « Sì, meglio… Non ci hanno ancora accusati di volerci appartare per pomiciare, meglio evitare finché siamo in tempo. » Una piccola smorfia di disappunto le storce la bocca, anche se sparisce in fretta, sostituita dal lieve stupore per il gesto di Shu. Gli occhi si chiudono, lasciando che le baci la fronte e ricambiando con una fugace carezza sul braccio all’altezza del gomito. Riapre gli occhi non appena l’arabo si ritrae « Adoro che adesso siamo diventati ottimisti » dice scherzosamente, infilando la mano che non regge la tazza di plastica in una delle tasche del parka per poi fargli un lieve cenno con la testa in direzione del gruppetto, invitandolo ad affiancarla per raggiungerli prima che scatti la mezzanotte.













