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@queenb-wharton
stairs | 14.02.81
Tre sferette di luce infatti svolazzano intorno alla sagoma dell'egiziano e della sestina, senza infastidirli ma permettendo loro di non inciampare su un terreno già di per sé poco stabile. D'altronde si trovano sulle scale, e queste anche di notte non si fermano dal cambiare la loro posizione secondo uno schema casuale. « Bello, vero? » il castello immerso nell'ombra, il silenzio, l'atmosfera tutta. Avanza un passo alla volta risalendo le rampe, offrendo il proprio avambraccio a supporto qualora la Wharton ne avesse bisogno, non sottraendosi alla galanteria anche quando la cecità parziale non gli rende facile mantenere la giusta stabilità. Eppure prosegue con la schiena dritta e il mento alto, lo sguardo spento e l'espressione incurante stampata in viso. « ... ti è arrivato? » chiede d'un tratto in merito al dipinto fattole consegnare giorni fa, rallentando fino a fermarsi per adocchiare meglio il volto della ragazza, ricercandone eventuali reazioni. Non risulta insistente dal tono di voce, basso per natura e caldo nonostante il forte accento a sporcare ogni suono.
« Sì » quel mormorio è seguito da un altrettanto lieve schiarirsi della voce « Fa anche un po' effetto, in realtà. » Aggiunge, gli occhi che vagano un po' nel buio - ma non troppo, visto dove si trovano. E quindi accetta anche l'aiuto che le viene gentilmente offerto, aggrappandosi al ragazzo con una mano che si avvolge al braccio, non senza un po' di incertezza iniziale. La testa sì abbassa appena, lasciando che i capelli ricadano sul viso mentre nasconde un sorrisetto. Si trova a fermarsi anche lei, quasi inconsciamente, imitando il ragazzo. « È bellissimo » commenta, cercando il suo sguardo mentre l'espressione si addolcisce « Vorrei vedere i tuoi disegni più spesso. »
quidditch field | 19.01.81
Fa pure un cenno con la mancina a Gregory prima di dileguarsi all'inseguimento del capitano che proverebbe a fermare « Ehi, ti volevo ringraziare » il tono basso mentre prova a protendersi verso il ragazzo, come per non farsi sentire « per l'incenso, e per tutto il resto » sembra in procinto di dire qualcos'altro ma si trova ammutolita, incapace di tirar fuori le altre parole, e quindi a quel punto lo lascerebbe andare se non fosse intenzionato a fermarsi.
Dopo aver salutato la tifoseria per la seconda volta, si gira sul posto per riprendere la strada che conduce al testo del gruppo. In questo frangente incrocia la battitrice che lo porta a fermarsi. In principio resta un po' sorpreso dai ringraziamenti altrui, tanto che porta la mancina dietro la nuca mentre la destra viene posata fianco, accompagnando una postura che preve nello scaricare il peso sulla gamba destra per rendere flessa l'altra. «Di nulla, Wharton» mormora piano con un atteggiamento un po' più rilassato rispetto a prima. «Ho pensato che ti poteva aiutare a distendere i nervi.... Con me solitamente funziona» solleva appena le spalle. «Spero che solo le tue compagne» si riferisce pure ad Amelia «Non ti abbiano fatto storie per il fumo» gli scappa pure un mezzo sorriso divertito all'idea delle possibili lamentele. «E i libri sono gli stessi che ho letto io quando ho iniziato a giocare in squadra» per farle capire che nemmeno lui è nato imparato come si potrebbe pensare. Gonfia un po' le guance perché alla fine gli fa strano quello che sta per dire «Senti, lo so che forse non ti sto simpatico ma non ti avrei ficcato la testa sotto il rubinetto del bagno...» approfitta di quel silenzio per essere lui a prendere la parola «forse lo avrei fatto qualche anno fa ma ora....» È diventato più maturo o la presenza di Athena nella sua vita lo sta portando a calmarsi un po' di di più?
hospital wing | 17.01.2081
A dispetto delle indicazioni lasciate si alza e zoppetta con la gamba - non è facile piegare un ginocchio fasciato ben stretto - per raggiungere Blythe. Lo fa senza curarsi di andare a disturbare anche eventuali altri malati, facendo capolino tra i vari lettini e le varie tendine messe a privacy di chi non vuole essere disturbato. « Ohi, Blythe. » appena la vede, rimamendo impalato con una gamba dei pantaloni su ed una giù mentre con attenzione si fa vedere dalla coetanea. « Come… come va il dito? » la domanda viene posta con un tono speranzoso che vorrebbe ricevere una buona notizia, almeno. Una mano va verso il collo, massaggiando la zona come se ne risentisse. « Non c’ho più capito un gramo stecchito ad un certo punto, ma ho tipo visto l’armadio del molliccio che era mezzo rotto e ti ho sentito fare.. ciè, l’incantesimo. » il riddikulus. Nemmeno ha potuto fare troppo caso a cosa sia capitato nel frattempo « ‘nsomma, che palle! » sbuffando dalla bocca. Piega la testa da un lato dopo quello sbuffo e lo sguardo però più calmo a volersi interessare di più su come stia l’altra che sul fatto che l’armadio per il molliccio sia rotto e quindi che la creatura magari chissà dov’è finita.
Ormai l'indice della mano destra è stato medicato e dunque ha potuto abbandonare la fascia di fortuna che era la cravatta di Gregory, che si trova adesso tra le sue mani, un po' sporca di sangue nel punto venuto a contatto con la ferita. Le sopracciglia si aggrottano mentre posa lo sguardo su quella macchia, almeno fino all'arrivo del grifondoro poco dopo, che fa schizzare lo sguardo plumbeo nella sua direzione « Ehi » gli fa di rimando, abbozzando un sorriso che sparisce in fretta così come è arrivato « Molto meglio » solleva la mano destra, mostrando l'indice, il tono piatto in una constatazione pacata mentre lancia un'occhiata veloce alla gamba del compagno « Tu invece? Tutto bene? » Lo squadra da capo a piedi come se fosse alla ricerca di chissà cosa, ma oltre alla gamba Greg sembra normale, e smette di guardarlo con insistenza. « Mi vengono i brividi solo a pensarci... » Risponde, scuotendo un po' le spalle « Non so se odio più i mollicci o quei nascondombra o come gramo si chiamano. » Stringe le labbra in una linea sottile, lo sguardo che cade sulla cravatta « Mi dispiace per questa » la solleva appena « Te la sistemo. » [...] Il polso si muove in un deciso scatto verso sinistra mentre mormora « Gràtta e Nétta » e se funzionasse, Greg avrebbe di nuovo una cravatta pulita.
mcflurry's farm | 06.01.2081
E: «Comunque dicevo, possiamo fare un gioco...» e li guarda tutti «Ciascuno di noi dice tre frasi, due verità e una bugia» spiega brevemente «La persona dopo deve tentare di indovinare la bugia, ma se sbaglia deve bere» sogghigna «E si va avanti facendo il giro» conclude.
A: Ascolta poi proprio la rossa riguardo all'alcolico, eventualmente con il bicchiere pronto, anche se la cosa più divertente le sembra il gioco «Due verità e una bugia, ok, inizio io...» pensando a cosa dire «Ok, ci sono, ci sono» pronta a spararle «Sono alta un metro e ottanta» proseguendo con «Ho mollato Jason il breakdancer dopo pochi giorni» quando, come, chi? Bhò. «Non ho mai avuto un ragazzo» tirando su il calice, pronta a bere oppure no.
G: « Davvero sei così tanto alta? » domanda sbatacchiando gli occhi verso AME « No dai, secondo me è questa la balla! » che sia alta un metro ed ottanta. Fa spallucce in caso berrà e non se ne porrà il problema, intanto che dal naso continua, ad ogni tiro, ad uscirgli fumo verde. « Devo bè? » domanda alla ragazza, pronto in caso ad alzarsi per andare a prendersi la sua punizione oppure no. Così dopo: « Allora, alloraaa.. » va pensando cosa poter dire per il gioco proposto dalla GRIFONDORO e schiocca la lingua contro il palato, una mano tra i capelli che vengono smossi appena un poco, dicendo « Ho rotto due bacchette magiche » sollevando il pollice « Ho fatto da Ballycastle a Dublino sopra un ippogrifo, tipo, ee… » sollevando l’indice e conclude poi con il medio affermando « Prima di Henry II, il mio topo enfatico, c’avevo anche Henry I, ma è morto. » sigh. Per poi chiedere a CORWIN con voce più bassa ma udibile « Ma chi è Jason il coso? » nell'eventualità di poter fare la comare con BRO.
B: Lo guarda dapprima arricciando le labbra, i tratti del viso che si piegano in un'espressione scettica « Non ci credo neanche se mi paghi che ti sei fatto da Ballycastle a Dublino su un ippogrifo. » È il suo decreto quasi istantaneo dopo una brevissima considerazione, poi che sia giusto o no - e quindi sia quella la bugia di Gregory - non sembra preoccuparla particolarmente. Mentre per le sue di frasi, si prende qualche istante per riflettere, picchiettando con le dita sul lato del bicchiere « La prima volta che mi sono ubriacata avevo tredici anni » spara quindi la prima, mantenendo il cipiglio pensieroso « Ho una cotta per Sievert » e chi non ce l'ha? « Per tingermi i capelli ho sempre usato solo tinte babbane. » e tutti potranno ricordare il periodo della chioma dai colori improbabili di B.
C: Sta per mettersi in piedi per testare quella verità o bugia ma il sussurro di GREG lo ferma sul nascere «Non ho un Lumos su chi sia Jason» o la sua mente che in questo momento non collega quel nome a un viso conosciuto. Per quanto riguarda le confessioni del BRO. «Io ce lo vedo a volare su Ippogrifo» più che rompere due bacchette che altrimenti se lo ricorderebbe visto che sono come culo e camicia. Resta in posizione di un eventuale alzata dal divano anche quando tocca a lui indovinate la bugia di BLYTHE. «Beh, mezzo castello ha una cotta per Sievert» quindi si tratta della verità «Non ti conosco così tanto da pensare che ti sei ubriacata a tredici anni» ci sta un po' di dubbio nella voce «le tinte......» pensa prima di dire «per me non è una balla che ti sei ubriacata a tredici anni che non ci credo nemmeno se lo vedo che hai usato solo tinte babbane» tiene il bicchierino tra le mani. «Allora.... Da piccolo ho rotto il naso al figlio del mio vicino» sgancia la prima considerazione «mia zia ha lavorato al Ministero» via con la seconda « e.... I miei genitori sono morti» non è un mistero che sia cresciuto con la zia.
new york, central park | 31.12.2080
Sta reggendo una di quelle tazze di plastica, piena per metà di cioccolata fumante, gli occhi rivolti al cielo, « Allora! Quali sono i tuoi buoni propositi per il nuovo anno? » Spostando lo sguardo plumbeo dal cielo a quello del ragazzo, ha stampato sulla faccia un sorriso perenne merito dell'alcol che ha ingerito e questo non scompare mentre pronuncia quelle parole con voce squillante.
« Mh, è una domanda difficile » conviene con un tono di voce funereo nonostante il clima di festa, una cioccolata calda stretta tra le mani e gli occhi pronti a rivolgersi alla serpeverde « Non morire? Essere felice? Assicurarmi che tu sia felice? » non sono vere e proprie risposte le sue a giudicare dal tono, ma le propone comunque neanche dovesse ricevere delle conferme per convincersene.
hogwarts express | 01.07.2080
Guarda il cappellino della Serpeverde per poi dirle « Mpf, ti starebbe comunque meglio quello dei Bats, che è ‘sto coso. » guardando il cappellino apparentemente anonimo dell’altra. Arriccia il naso e mostra un sorrisetto mentre ancora protegge il suo topo, lanciando delle occhiate più attente verso la bestiola felina che si aggira dalle loro parti.
La mano destra si solleva a toccare la visiera del berretto quando il compagno lo menziona, e la quintina non può che storcere il naso « Non mi piace il quidditch » dice con voce vagamente stridula e un che di infastidito « Il baseball è molto meglio. » Aggiunge con un sorrisetto.
« Siamo come… come dei fili di colore diverso, solo che per noi il colore sta per il carattere. A volte ci scontriamo e ci ingarbugliamo come un gomitolo strano, però alla fine siamo insieme »
— Cràbblus, aprile 2077
"Even though sometimes we fight... We're friends" || 05/02
A «Mi chiedo che male ho fatto ad avere unʼamica come te»
B «La verità è che sei fortunato ad avere unʼamica come me»
Every brunette needs a blonde best friend || 27/11
M «E comunque sapevo di poter contare su di te.»
B «Puoi sempre contare su di me.»
Sorting Ceremony || 01/09
[...] «Svelto, non ho tempo da perdere.» sussurra rivolta al cappello, l`accenno di un sorrisetto provocatorio sulle labbra, mentre tiene le mani sul grembo in attesa.
Non appena il cappello sfiora la testolina di Blythe, sembra gongolare e oscilla per qualche secondo sulla testa della ragazzina, con l`aria di chi abbia già deciso ma voglia prendere un po` di tempo…probabilmente proprio perché l`altra dice di avere fretta. « ohoooh, cosa abbiamo qui » fa, compiaciuto, con un tono di voce lento e un po’ canzonatorio. Menomale che non ha sentito che l`altra lo ha denigrato come fosse un semplice cappello. Sembra che apprezzi ciò che vede dentro la sua testolina, tant’è che commenta allegramente « molto bene, delle qualità davvero notevoli! Con questa sfacciataggine, poi, non ho dubbi » ed è senza nessun altro indugio che raddrizza la punta, la piega leggermente indietro e, aprendo ancora una volta la piega poco sopra la testa, urla « SERPEVERDE! »
Wand | Olivander, 28/08
[...] seconda alternativa anche per Blythe, recuperata da un altro scaffale ancora «A te, bambina, vorrei far provare una bacchetta in legno di Vite. È rigida e lunga 12 pollici, e contiene un dente di Avvincino»
[...] «Wow...» sussurra osservandola con attenzione, dall`impugnatura lavorata al colore del legno, sorride istintivamente, non vede l`ora di agitarla per vedere cosa succederà e così fa, il movimento è rapido e secco, molto più aggraziato e preciso rispetto al precedente, e la sensazione che la pervade non somiglia per nulla a quella del primo catalizzatore che ha provato.
[...] Blythe, nel frattempo, viene pervasa da un`improvvisa ondata di fiducia in se stessa. La bacchetta di Vite riconosce il suo valore e, al tempo stesso, si riconosce in lei, accettando di incanalare la sua magia in un fluido arabesco.