English version - Battle of Pavia
February 24, 1525: Battle of Pavia. In the context of the Italian Wars, Francis I of France, after reconquering Milan in 1524, lays siege to Pavia, defended by the imperial forces of Charles V. The siege lasts from October 1524.
On the night of February 23-24, the imperial forces, led by Fernando d'Avalos and Charles of Lannoy, break the encirclement, penetrating the Visconti Park. The battle turns into close combat: Spanish arquebusiers and German pikemen overwhelm the Swiss infantry, while imperial cavalry attacks the French forces. Francis I fights on the front lines, is wounded, and taken prisoner.
The defeat is disastrous for France: thousands are killed, and important commanders are lost. Taken to Madrid, Francis I is forced to sign the Treaty of Madrid (January 14, 1526), renouncing his rights to Milan, Naples, and Burgundy. However, once released, he repudiates the agreement, and the conflict resumes.
The battle marks a turning point in the Italian Wars: it establishes Austrian supremacy in the peninsula and demonstrates the tactical superiority of infantry armed with arquebuses.
Versione in italiano - Battaglia di Pavia
24 febbraio 1525: battaglia di Pavia. Nel quadro delle Guerre d’Italia, Francesco I di Francia, dopo aver riconquistato Milano nel 1524, assedia Pavia, difesa dalle truppe imperiali di Carlo V. L’assedio dura dall’ottobre 1524.
Nella notte tra il 23 e il 24 febbraio, gli imperiali guidati da Fernando d'Avalos e Carlo di Lannoy rompono l’accerchiamento penetrando nel Parco Visconteo. La battaglia si trasforma in uno scontro ravvicinato: gli archibugieri spagnoli e i picchieri tedeschi travolgono la fanteria svizzera, mentre la cavalleria imperiale attacca le forze francesi. Francesco I combatte in prima linea, viene ferito e fatto prigioniero.
La sconfitta è disastrosa per la Francia: migliaia di morti e la perdita di importanti comandanti. Condotto a Madrid, Francesco I è costretto a firmare il Trattato di Madrid (14 gennaio 1526), con cui rinuncia ai suoi diritti su Milano, Napoli e Borgogna. Una volta liberato, però, ripudia l’accordo e il conflitto riprende.
La battaglia segna una svolta nelle Guerre d'Italia: sancisce la supremazia asburgica nella penisola e dimostra la superiorità tattica della fanteria armata di archibugi.