Carl Joseph Walker. Non è stato solo un bambino, ma anche una delle 4500 vittime nel mondo che ogni giorno muoiono per atti di bullismo subiti. Carl aveva solo 11 anni, era solo un bambino con tanti sogni, tanti progetti e tante speranze nel cassetto. Amava molto la sua famiglia, si impegnava duramente a scuola e coltivava la sua passione, il football, ma svolgeva molte altre attività, cercando sempre di dare il massimo. Quando però alcuni ragazzi iniziarono a chiamarlo “gay” “frocio” la sua felicità, con cui affrontava la vita, incominciò a vacillare.Ogni giorno gli insulti e le minacce continuavano a pesare su Carl, che chiese aiuto alla madre. Ma nemmeno ciò riusci a fermare i continui episodi di violenza e l’undicenne decise di impiccarsi in casa sua. Ho deciso di scrivere qui la storia drammatica di questo bambino perchè si diffonda un messaggio importante: nella nostra società tantissime sono le persone che hanno subito almeno una volta il fenomeno del bullismo e ognuno di noi deve prendere coscienza della gravità di questo fenomeno e deve cercare di impedirlo. Nessuno merita di essere giudicato e di subire violenze, nessuno ha il diritto di togliere la felicità, nessuno ha il diritto di indurre i ragazzini più sensibili e fragili a morire.






