ho finito di fare adesso. cinque minuti fa, è così tardi che pure il sonno mi ha lasciata sola.
ho fatto da figlia che si sveglia alle 10, rintronata da una festa nella quale non ho nemmeno ballato né bevuto. ma vi assicuro che era una festa e che ero sorridente, davvero. con l’androide scarico e i piedi a pezzi ma serena.
ho fatto da maestra incalzando mio fratello per completare Foscolo, Leopardi e Carducci. nove poesie, altrettante parafrasi e relativi commenti (non tutte oggi, cioè ieri, ovvio). leggi, sorridi, aiuta, sorridi, correggi, sorridi, detta, sorridi, correggi, sorridi, proponi, sorridi, stimola, sorridi.
ho fatto da figlia che aiuta la madre per il pranzo, un pranzo un po’ triste che da quando ho memoria è sempre stato popolato (in realtà sovrappopolato) e oggi era solo per 7 persone (e noi da soli siamo 5). un pranzo per festeggiare chi non vuole festeggiare, augurare senza augurare, condividendo una tavola imbandita e una mancanza tra un aneddoto sorridente, un dolore pieno, un ragù d’altri tempi, un silenzio colpevole d’imbarazzo e un babà al rum.
ho fatto da padrona di casa, da centralinista, da amica, da sorella.
ho fatto da maestra di nuovo. “solosoniapuòaverelapazienzaperfartistudiare”. batticinque. buonanotte.
ho fatto da fidanzata. del mio peggio. qualche sillaba su whatsapp. buonanotte.
ho fatto il lavoro di un gruppo, ove gruppo=me+3persone-3persone.
ho fatto la vanitosa. ho messo lo smalto rosso che rimandavo per mancanza di tempo dal 30. ho pure fatto la lungimirante e usato la crema idratante mattina e sera. (qualche ora fa, ché altrimenti nel dirigermi verso il letto la percentuale di oblio aumenta dell’ottardordici per cento.)
non ho fatto il capitolo di economia industriale, quello che avrei voluto concludere entro il 31 e invece mi sta aggrappato al fiato come una palla al piede.
ho fatto da studente-lavoratrice-varieedeventuali e ho finito di fare adesso. cinque minuti fa, è così tardi che pure il sonno mi ha lasciata sola. ho due ore piene per ricaricarmi e poi inizierà una nuova settimana, la prima a pieno regime di questo nuovo anno. ed ero venuta qui per scrivere una frase molto sagace e l’ho dimenticata. buonanotte. buongiorno.