Certi occhi non sono belli perché sono belli, sono belli per quello che c’è dentro, anche per il dolore di sottofondo, anche per quello che hanno visto, anche per quanto hanno pianto, e i tuoi occhi hanno visto di tutto: lacrime, sangue, occhi lucidi, occhi vuoti, spazi da riempire, abbandoni da ricordare, notti buie, i sorrisi spezzati dalle frasi non dette, gli abbracci mancati, i ritardi, le accuse, le persone diverse da te che non sanno riconoscerti; tu con quegli occhi hai visto le cose precipitare e ritornare a posto e poi precipitare ancora, fino a non sentire più le gambe, brividi invisibili ti attraversavano e poi scomparivano per sempre; tu con quegli occhi hai visto il sole rifiutarsi di sorgere sulle tue giornate più fragili e ogni cosa diventare polvere, e non poterci fare niente, hai visto amici andare via e non tornare mai più e tua madre non sapere come fare a smettere di piangere e l’odio di tuo padre entrarti nella pelle come una lama che arriva al ventre. Certi occhi non sono belli per come sono, ma per come sono stati tristi quando da bambino qualcuno diceva il tuo nome e tu abbassavi gli occhi e piangevi e piangevi senza piangere.















