Quali sono i rischi dei CFD per l'investimento
Se si è un trader principiante, oppure si desidera avvicinarsi al mercato valutario, prima di aprire il conto , si devono sapere i rischi del trading con i CFD.
I CFD, conosciuti come contratti per differenza (Contract for Difference) sono un strumento finanziario, il cui prezzo è determinato dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di una determinata attività finanziaria. La differenza tra il prezzo di acquisto e quella di vendita è chiamata spread.
I CFD sono dei prodotti a leva, questo significa che l’investitore può scegliere un mercato di interesse ed acquistare (e quindi depositare) solo una percentuale del valore totale della negoziazione . Questo significa che se il mercato è favorevole, il trader ottiene dei guadagni, nelle percentuale che ha investito, oppure perderli , nel caso contrario.
I CFD sono disponibile nei principali paesi Europei, in Giappone, in Australia e in Sud Africa.
Quali sono i rischi dei CFD per l’investimento ?
Utilizzando i CFD è possibile fare negoziazioni a ribasso e a rialzo sui diversi asset di mercato. La negoziazione viene fatta tra un investitore e un broker. Il broker guadagnerà sullo spread, e quindi sulla differenza tra il prezzo della vendita e il prezzo dell’acquisto; l’investitore, invece, come anticipato poco prima, investe in soldi in quel mercato di interesse.
Ma quali sono i rischi ? Il rischio principale è riconducibile ad una variazione negativa di mercato e quindi le perdite possono essere anche maggiori sull’intero valore del contratto e sul denaro che è stato versato inizialmente.
Utilizzando questi contratti di differenza si può investire in azioni, in cripto valute, in materie prime (le commodities) e le valute estere. Chi disapprova i CFD evidenzia che questi siano paragonabili ad una scommessa, ad una previsione che viene fatta sull’andamento di un bene , puntando sul suo aumento oppure sulla sua diminuzione del prezzo di un determinato asset sul mercato. Quindi si fa una previsione sulla differenza tra il prezzo dell’attività finanziaria dal momento in cui viene sottoscritto il contratto a quando viene chiuso.
Leggi anche: CONSOB in disaccordo con la vendita allo scoperto: perché