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Happy Ei fu Day to those who celebrate!
5 maggio 1821 muore in esilio Napoleone Bonaparte
5 maggio 1821 muore in esilio Napoleone Bonaparte
Il 5 maggio 1821 moriva in esilio sull’isola di Sant’Elena Napoleone Bonaparte, politico e miliare francese che nei primi anni del XIX secolo portò la Francia post-rivoluzionaria a ricoprire un ruolo di primissimo piano nella politica e nella storia europea. Di origine corse (nacque ad Ajaccio il 15 agosto 1769), Bonaparte divenne ufficiale dell’esercito già nella Francia rivoluzionaria. Fu…
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Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita la terra al nunzio sta (...)
Il cinque maggio, Alessandro Manzoni
Ho un nuovo mito, altro che Lory del Santo... Carmen tutta la vita! Questa sì che è cultura!
Ei fu. Siccome immobile, Dato il mortal sospiro, Stette la spoglia immemore Orba di tanto spiro, Così percossa, attonita La terra al nunzio sta, Muta pensando all’ultima Ora dell’uom fatale; Nè sa quando una simile Orma di piè mortale La sua cruenta polvere A calpestar verrà. Lui folgorante in solio Vide il mio genio e tacque; Quando, con vece assidua, Cadde, risorse e giacque, Di mille voci al sonito Mista la sua non ha: Vergin di servo encomio E di codardo oltraggio, Sorge or commosso al subito Sparir di tanto raggio: E scioglie all’urna un cantico Che forse non morrà. Dall’Alpi alle Piramidi, Dal Manzanarre al Reno, Di quel securo il fulmine Tenea dietro al baleno; Scoppiò da Scilla al Tanai, Dall’uno all’altro mar. Fu vera gloria? Ai posteri L’ardua sentenza: nui Chiniam la fronte al Massimo Fattor, che volle in lui Del creator suo spirito Più vasta orma stampar. La procellosa e trepida Gioia d’un gran disegno, L’ansia d’un cor che indocile Serve, pensando al regno; E il giunge, e tiene un premio Ch’era follia sperar; tutto ei provò: la gloria Maggior dopo il periglio, La fuga e la vittoria, La reggia e il tristo esiglio: Due volte nella polvere, Due volte sull’altar. Ei si nomò: due secoli, L’un contro l’altro armato, Sommessi a lui si volsero, Come aspettando il fato; Ei fe’ silenzio, ed arbitro S’assise in mezzo a lor. E sparve, e i dì nell’ozio Chiuse in sì breve sponda, Segno d’immensa invidia E di pietà profonda, D’inestinguibil odio E d’indomato amor. Come sul capo al naufrago L’onda s’avvolve e pesa, L’onda su cui del misero, Alta pur dianzi e tesa, Scorrea la vista a scernere Prode remote invan; Tal su quell’alma il cumulo Delle memorie scese! Oh quante volte ai posteri Narrar se stesso imprese, E sull’eterne pagine Cadde la stanca man! Oh quante volte, al tacito Morir d’un giorno inerte, Chinati i rai fulminei, Le braccia al sen conserte, Stette, e dei dì che furono L’assalse il sovvenir! E ripensò le mobili Tende, e i percossi valli, E il lampo de’ manipoli, E l’onda dei cavalli, E il concitato imperio, E il celere ubbidir. Ahi! forse a tanto strazio Cadde lo spirto anelo, E disperò: ma valida Venne una man dal cielo, E in più spirabil aere Pietosa il trasportò; E l’avviò, pei floridi Sentier della speranza, Ai campi eterni, al premio Che i desidéri avanza, Dov’è silenzio e tenebre La gloria che passò. Bella Immortal! benefica Fede ai trionfi avvezza! Scrivi ancor questo, allegrati; Chè più superba altezza Al disonor del Golgota Giammai non si chinò. Tu dalle stanche ceneri Sperdi ogni ria parola: il Dio che atterra e suscita, Che affanna e che consola, Sulla deserta coltrice Accanto a lui posò. Quando Napoleone morì (5 maggio 1821) la notizia in Europa si divulgò solo dopo qualche mese e si seppe anche che durante l’esilio Napoleone aveva ricevuto i sacramenti cristiani. Manzoni fu molto colpito da questo particolare e nel suo cantico non vede Napoleone come il “grande stratega”, il “genio della guerra” ma vede tutta la cosa sotto l’aspetto spirituale, Manzoni immagina come doveva soffrire Napoleone rinchiuso su un’isoletta dispersa e immagina anche come la Fede e Dio abbiano avuto compassione nei confronti di Napoleone. Da notare come con la suddetta opera, che è stata scritta dopo la morte di Napoleone, in modo che Manzoni non potesse riceverne nessun vantaggio (infatti il Manzoni non nutriva tanta simpatia per il dittatore e al contrario di molti letterati suoi contemporanei, non stese mai un’ode nei suoi confronti quando era ancora in vita), il poeta ha esplicitamente fatto intendere di non voler né denigrare né celebrare il personaggio storico, ma ha rimandato questo giudizio ai posteri (con una frase che diverrà celebre e rimarrà nell’uso comune della lingua italiana: “Fu vera Gloria? Ai posteri l’ardua sentenza”, vv 31-32), i quali con maggiore distacco potranno valutare meglio dei contemporanei, coinvolti nelle passioni dell’epoca. Manzoni rende esplicita la sua posizione neutrale e non servile nei confronti di Napoleone nei vv. 13-22 (“‘Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque’”, “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”), rivendicando inoltre la sua onestà nel non averlo elogiato nemmeno quando era al massimo del suo splendore, a differenza di altri contemporanei (“(il mio genio) di mille voci al sònito mista la sua non ha”). A dispetto della premessa dei primi versi (in cui l’autore dice di non avere mai preso posizioni favorevoli o contrarie al tiranno e di non volerlo fare in occasione della morte) Manzoni durante tutta l’opera tesse un elogio a Napoleone che culmina negli ultimi versi: “ché più superba altezza / al disonor del Gòlgota / giammai non si chinò…” (vv 100 e seg.). Anche Manzoni quindi, noto per la sua fede e militanza cattolica, si affianca ad altri contemporanei nell’apprezzare la figura di Napoleone, che era da alcuni contemporanei considerato un tiranno sanguinario e saccheggiatore. Infatti, se prendiamo in esame il verso 96 della sedicesima strofa, notiamo: “La gloria che passò.”. Da questo punto di vista, sembra essere lo stesso Manzoni a rispondere alla fittizia domanda retorica posta da lui stesso al verso 31 (“Fu vera Gloria?”): la “vera gloria” è passata, ma, senza dubbio, c’è stata. Conclusione manzoniana, quindi: “fu” veramente “vera gloria”.
LegaNerd - Il Cinque Maggio