Ella es tan fria como el hielo pero quema como el fuego...

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CITTADIMILANO
Potrebbe sembrare il nome di un premio o di un concorso per parrucchieri, invece “Cittadimilano” è il titolo di una raffinatissima mostra, la prima in Italia, delle opere di Giorgio Andreotta Calò. Forse, al grande pubblico (anche se non si capisce mai bene in cosa sia “grande”), il nome non dirà molto, eppure Andreotta Calò, con quel nome che sa di studio di commercialista, è un grande artista. Anzi più che “grande” si potrebbe dire “vero”. Il “Cittadimilano” era un battello della Pirelli che dal 1879 comprendeva anche la società “Pirelli Cavi”, allora leader nella stesura di reti telegrafiche sottomarine. Il 16 giugno del 1919 il battello “Città di Milano” si incagliò e naufragò al largo delle isole Eolie. Giorgio Andreotta Calò è, a suo modo, un “lander artist” (come Christo, per il cui The Folater Piers, centinaia di migliaia di italiani impazzirono qualche anno fa, per poi rimetterlo nel dimenticatoio), e passeggiando per lo “Shed” dell’Hangar Bicocca oggi pomeriggio, mi ha dato l’impressione di essere davvero un grande lander artist, raffinato, essenziale, poetico. Oggi la sua “land” è questo spazio industriale chiuso e, in un certo senso limitativo. Andreotta Calò, che, non dimentichiamolo, ha realizzato il magnifico Padiglione Italia all’ultima Biennale di Venezia, ha deciso di dedicare proprio alla Pirelli, padrona di casa, un omaggio a metà tra la Conceptual Art e la Land Art. La bobina di cavi dipanati che furono stesi tra Cuma e Ischia, dall’aspetto zoomorfo sembrano rendere omaggio al bisogno umano di antropizzare lo spazio naturale, così come l’ispezione subacquea del video “Jona” altro non è che una felicissima alchimia tra l’introspezione concettuale e l’esperenzialità dell’agire artistico. Veneziano di nascita, Andreotta Calò riversa nello spazio milanese una “venezianità” altra, discosta, profonda, insolita, quasi negata. Ecco allora le affascinanti ed inquietanti serie di “Clessidre” e “Meduse”. Si tratta di opere del 1999 realizzate prelevando vecchi ed usurate “bricole” della laguna veneta, pali conficcati nei fondali che servivano a delimitare le corsie di navigazione per le imbarcazioni. La corrosione provocata dalle maree le ha rese spettri inquientanti. È qui che l’anima dell’artista si manifesta con la sua capacità di “porre l’accento” su una bellezza esistente riducendo al minimo il suo intervento; un lander artist è spesso colui che guarda per noi. Così come per le “Clessidre”, anche le “Meduse” traggono origine dal paesaggio lagunare, si tratta di pali di ormeggi a cui è stata levigata una estremità e il cui fusto è stato lasciato all’opera corrosiva del mare. Incanti naturali in un ambiente industriale; è difficile rendere l’idea della poesia che questa grande fucina di emozioni, che è l’Hangar Pirelli Bicocca, sa dare e Andreotta Calò lo ha reso ancora più prezioso con una serie di opere di una raffinatezza unica. (Continua)
(Segue). Dal Mediterraneo arrivano “Pinnae Nobilis”, serie di lavori realizati dal 2004 prendendo spunto dal grande mollusco bivalve, sul quale l’artista sagoma una copertura bronzea che evoca i cambiamenti ambientali e le mutazioni genetiche della nostra fauna marina. Sempre dalla laguna veneta e dalle miniere del Sulcis arrivano i “Carotaggi”, opera che occupa tutto il pavimento dello “Shed”, meditazione sulla materia sulla quale il “miracolo Venezia” può esistere. E non è probabilmente un caso che anche il Sulcis sia il “cuore di pietra” di un’altra isola. Riflessioni che la Land Art propone e ha sempre proposto al proprio pubblico, quello che ha sempre sentito stretto lo spazio museale. Dall’Iglesiente provengono anche “Doggod” tre opere in osso e bronzo che formano un oggetto fantasmatico che allude ad un cranio. Oggetto ancestrale e misterioso come la parola palindroma che l’artista ha scelto come titolo. Tra le altre opere va certamente ricordato il video di “Volver”, happening del 2008 con una barca in volo sui tetti di Lambrate agganciata ad una gru con a bordo l’artista. “Volver” ovvero ritornare, ciò che fa l’arte, ritornare alle nostre origini, quelle per le quali siamo stati collocati su questa terra, per riflettere sulle cose del mondo, su noi stessi, non per “viver come bruti”...
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Vi aspettiamo al @chiostroinfiera, mostra mercato dedicata all’artigianato di tendenza, al cibo di qualità, alle piante primaverili, dal 25 al 27 maggio. #chiostroinfiera #shoppingmilano #fieramilano #cittadimilano #viveremilano #erbaflormilano #herbalist #instagood #instalike #instadaily #instafair (presso Chiostro in Fiera)
Light and shadow part.2 ___________________________ #alessiodifrancophoto #street #mirror #reflex #window #photography #luce #ombra #cittadimilano
New York, anche a Milano abbiamo la "Grande Mela". _____________________________ #alessiodifrancophoto #street #architecture #photography #build #mela #cittadimilano #newyork (presso Milan, Italy)
Paesaggio magico, c'è profumo di #nebbia in città... #fog #pirellone #milano_go #cittadimilano #milanostupendaufficiale #magic (presso Pirelli Tower)