Salvataggi nel cloud, un diritto e una sicurezza
Ho sempre detto, anche (soprattutto) prima che il cloud saving fosse una realtà, che se fossero venuti i ladri gli avrei lasciato scritto di prendere le console ma di lasciarmi le memory cards.
Perché le console le ricompri.
Ma le esperienze passate, le ore investite in un gioco, i salvataggi tattici da serata con gli amici, invece, non sono più disponibili se il supporto di salvataggio sparisce.
Se può anche essere vero che tenere i salvataggi di giochi completati è un feticcio è invece un dato di fatto che perdere un salvataggio di un gioco al 98% di completamente è una violenza sia fisica sia morale perché trovare oggi altre 20, 30, 80 ore da investire per tornare dove si era è improbabile.
Verbalizzo questo vecchio pensiero perché, per la terza volta, sono passati i ladri da casa dei miei; ancora una volta non hanno preso niente, per fortuna, ma il fastidio provato è indescrivibile. E se fossero passati a casa di qualcuno con qualche console sul tavolo ci voleva poco a portarla via.
Ora i salvataggi nel cloud sono una consolidata realtà e tutti i produttori — a parte Nintendo che come al solito si deve rendere ridicola non solo ignorando la cosa ma bloccando anche i salvataggi alla console — offrono la possibilità di tenere i dati al sicuro da qualche parte che non possa essere fisicamente rubata.
Però ritengo che questo debba essere un diritto universale e non un servizio a pagamento, perché con la dimensione media di un salvataggio non sono veramente quei pochi megabytes che devono essere pagati dall'utente.
Il cloud saving non è solo usa cosa da game console e ogni servizio sul genere offre almeno un paio di GB di spazio aggratis, quindi che si debba pagare per avere il Playstation Plus per avere questa possibilità è ridicolo; un po' meno, ma sempre tale, è che il cloud saving sia disponibile su XBOX solo agli utenti Gold (che tanto pagano comunque ma non è una buona scusa).
Steam come sempre è avanti e offre il servizio senza il minimo ricarico, magari non in tutti i giochi e magari non su tutte le piattaforme, ma è comunque dato per scontato (e gratuito).
Allora che la possibilità di mettere i propri dati al sicuro sia per tutti, libera e dovuta.
Perché nessuno debba mai perdere la propria storia.