Una donna abruzzese vissuta tra Cinque e Seicento, Maddalena Ventura, incarnò in maniera così esageratamente singolare questo proverbio, che fu, per converso, “graziata” dall’onore di essere ritratta da uno dei più grandi pittori del Seicento europeo: lo spagnolo Jusepe de Ribera detto “lo Spagnoletto”. A Maddalena, infatti, durante la sua terza gravidanza, crebbe una folta barba. Aveva 37 anni. Nel 1631, all’età di 52 anni, la donna si spostò con il marito a Napoli e lì fu convocata dal viceré Fernando Afán de Ribera duca di Alcalá, che voleva vedere con i suoi occhi un prodigio, un miracolo della natura. Il dipinto, ultimato il 16 Gennaio 1631, rientra in un filone della pittura spagnola già avviato nel primo Cinquecento e ripreso con frequenza maggiore agli inizi del XVII secolo per interessamento di Filippo IV e dello stesso duca di Alcalá, che amava collezionare ritratti di nani e di persone deformi. Sulla destra della composizione figurano un fuso, un arcolaio e un filo di lana. Si tratta di dettagli iconografici propriamente femminili che, quindi, rivelano il sesso della persona rappresentata. Maddalena ventura è qui ritratta con il marito Felice e con l’ultimo dei suoi tre figli. La donna era originaria di #Accumoli, che, se oggi fa parte della provincia di Rieti, nel Lazio, all’epoca faceva parte dell’Abruzzo Ulteriore. Sui blocchi di pietra accanto a Maddalena è incisa un’iscrizione in latino che riporta la sua vicenda e che recita: «Un grande miracolo della natura Maddalena Ventura dalla città di Accumoli presso i Sanniti, dall'#Abruzzo del Regno di Napoli, di anni 52 e ciò che è inusuale è che quando aveva 37 anni di età inizio a coprirsi di peli e a sviluppare una barba così lunga e rigogliosa che potresti vederla su un maestro barbuto piuttosto che su una donna che in precedenza ha dato tre figli a suo marito Felice de Amici, che vedi vicino a lei. Jusepe de Ribera spagnolo insignito della Croce di Cristo nuovo Apelle del suo tempo su incarico di Ferdinando II 3° duca di Alcalà viceré di Napoli dipinse straordinariamente dal vivo 16 febbraio anno 1631». #GoticoAbruzzese #abruzzo #coinnesseur #accumuli #arte













