Nelle tragiche vicende di due naufragi si incrociano lo spettro del contrabbando di armi e una certezza: lo stesso armatore ombra, la Compania Naviera General di Pan...
Nel marzo del 1962, quindici anni prima della Lorna I, la nave da carico Hedia di proprietà della Compania Naviera General di Panama (ricordatevi questo nome), svanì anch'essa nel nulla nel Canale di Sicilia con a bordo venti uomini. Casualmente, anche quella volta la colpa fu data al mare: anche il Mediterraneo era in tempesta, una di quelle burrasche che non perdonano, proprio come quella che forse affondò la Lorna I nel Mar Nero. Tutto chiaro? Nemmeno per sogno, perché quella volta successe qualcosa di davvero incredibile...
A convincerci a riparlare della Lorna I è stato un articolo pubblicato lo scorso 5 febbraio dal Secolo XIX: “Lorna I, sulla nave dei misteri ora qualcuno parla”. Il giornale cita una persona non meglio identificata ma comunque vicina alla famiglia di Giulio Maggesi, direttore di macchina scomparso nel Mar Nero, la quale si sarebbe decisa dopo ben trentasette anni a raccontare dei particolari inediti su quello strano affondamento. «I pochi corpi che vennero recuperati, dello sventurato equipaggio della nave Lorna I, erano crivellati di colpi - scrive il quotidiano ligure riportando le parole della fonte anonima - chi ebbe modo di vederli, all’epoca, parlò di “grossi fori” che si vedevano benissimo sui resti, nonostante fossero rimasti in mare. Li avevano passati per le armi, perché non fossero scomodi testimoni di quello che stava accadendo»....















