La verità sulla Puglia: non esiste nessun "caro ombrellone"
Da pugliese orgoglioso, sento il dovere di sfatare un mito sempre più diffuso e, purtroppo, sempre più lontano dalla realtà: in Puglia non esiste un vero e proprio “caro ombrellone”. Esistono invece delle scelte sbagliate, delle abitudini consolidate che portano sempre negli stessi luoghi, spesso quelli più pubblicizzati, dove i prezzi riflettono una domanda turistica ormai fuori controllo.
Ma la mia Puglia è ben altro.
Ci sono spiagge meravigliose, lidi curati ed efficienti, dove con 10 euro puoi avere ombrellone e lettino per tutta la giornata. Dove con altri 5 euro ti portano una bruschetta calda, con pane fatto come una volta, pomodori maturi raccolti poche ore prima, e olive del Gargano dal sapore antico e sincero.
La vera ricchezza della Puglia è la sua autenticità. Non abbiamo nulla da invidiare a mete blasonate o esclusive: abbiamo il mare cristallino, le pinete che arrivano fino alla spiaggia, i trabucchi sospesi tra cielo e acqua, la pietra bianca delle case, il silenzio dei borghi e il profumo di orecchiette fatte a mano.
Bisogna solo saper cercare.
Il Gargano, in particolare, è un tesoro ancora in parte nascosto: da Vieste a Peschici, da Rodi Garganico a Vico del Gargano, fino alle calette meno conosciute del litorale nord, è tutto un susseguirsi di luoghi incantevoli, dal fascino selvatico e dai prezzi accessibili. Baia delle Zagare, Fontana delle rose, Vignanotica, lido macchia, varcaro, chianca Masiello, Mattinata e Mattinatella. Mi annoio a fare gli elenchi, ma non troverete mai né porto Cesareo né torre lapillo..
Questa è la Puglia che conosco, quella che vivo e che voglio far conoscere a chi è stanco delle trappole turistiche e cerca qualcosa di vero.
Se volete scoprire la Puglia autentica dovete cercare posti che non troverete nei cataloghi patinati, ma che vi resteranno nel cuore.
Se poi andate in spiaggia solo per esibire bikini, fisici scolpiti e fare passerella all’happy hour, allora sapete dove andare, ma non lamentatevi poi puntando banalmente il dito su questioni inflazionate dalla mediocrità.