Amore e pizza hanno lo stesso numero di parole. Concidenze? Non credo proprio.
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Amore e pizza hanno lo stesso numero di parole. Concidenze? Non credo proprio.
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Poi, chissà perché, “maschera” in latino si dice “persona”.
Io: "Secondo te è una concidenza che le persone più profonde sono quelle con problemi familiari o con qualche altro problema serio?"
M: "No, non è un caso."
Io: "Perchè secondo te?"
M: "Perchè sanno."
Io: "Sanno? Che cosa?"
M: "Che vuol dire soffrire."
Ehi, tutto succede per un motivo no?
Hollywood Heights
Diffidate dalle coincidenze.
Coincidenze, metropolitana, uguaglianze
Questa cosa non capiterà mai più, forse sarà la scena inverosimile di un film.
Chiamo un amico, che non conosco molto bene in realtà, per trovarci a mangiare un pezzo di pizza prima di una riunione. Lui dice sono a Duomo, io dico sto per prendere la rossa ma qualche fermata prima, a Rovereto, quindi ci troviamo a Conciliazione.
Salgo su un vagone semivuoto e chi c'è seduto a leggere dei fogli? Il mio amico. Penso questo mi ha detto che era a Duomo per mettermi fretta, un vecchio trucco, che io non userei mai con uno con cui non ho molta confidenza. Amen, allora mi siedo al suo stesso sedile, lo guardo un attimo, lui è molto assorto, e lo chiamo: Gio! Nessuna risposta.
Lo fisso ancora, è proprio lui, ha levato gli occhiali per leggere quei fogli scritti in arabo. Richiamo: Gio! Non mi risponde. Lo guardo meglio. Lui in genere porta gli occhiali. E poi non veste come veste in genere. Forse non è lui, non lo so, mi vergogno un po', mi defilo e mi siedo più in là. A Conciliazione lo scoprirò.
Conciliazione. Scendo veloce. Salgo le scale, esco dai tornelli e trovo Gio. Ciao! Come va e come non va etc. E poi subito gli faccio ma scusa, tu hai un gemello? E lui sì...eccolo, mi fa indicando. Si avvicina lui, cioè quello che era sul mio vagone. Si riconoscono, si salutano, parlano un po' di questioni familiari e si accomiatano.
Coincidenze, uguaglianze.