(Da Cortomiraggi)
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(Da Cortomiraggi)
"Diventare. Era un verbo che mi aveva sempre ossessionata, ma me ne accorsi per la prima volta solo in quella circostanza. Io volevo diventare, anche se non avevo mai saputo cosa."
Elena Ferrante
Jack Black, L'amore non va in vacanza
Mio fratello ha sei anni, io dieci. Sono io quello grande, sono io quello che capisce le cose. La scorsa notte i nostri genitori hanno litigato di nuovo, urlando a bassa voce. Ogni volta sono convinti di essere invisibili, di avere un particolare potere che gli permette di non farsi sentire. Ma noi li sentiamo, è come se fossimo lì con loro, sempre. Abbiamo la stessa camera io e mio fratello, coi letti separati ovvio. Spesso durante queste stupide notti facciamo entrambi finta di dormire, ci raggomitoliamo dentro il nostro piumone credendo di essere dei duri, di essere intoccabili. Ma la notte passata è stata completamente diversa, lui aveva gli occhi aperti. Non voleva più fare finta. Si era alzato per mettersi a sedere ai piedi del mio letto, se ne stava fermo per terra a chiedersi chissà cosa in quella sua piccola testa. E non parlava, e non piangeva. Aspettava. Aveva iniziato a tirare su col naso, a fare rumore coi piedi, a battere i pugni per terra. Sapeva che ero sveglio, ma forse voleva che mi svegliassi sul serio. Così mi sono tolto le coperte e l’ho raggiunto per terra, su quel tappeto pieno di giochi. Finalmente disse qualcosa, tenendosi le maniche del pigiama in bocca e storpiando le parole. Ma avevo capito bene lo stesso, aveva detto di aver paura dei mostri. Non diceva quali e non spiegava perché, aveva solo paura dei mostri, e a me sembrava tutto molto chiaro. Io ci ero passato e sapevo benissimo cosa fare, e cioè un bel niente. I grandi si dimenticano che a volte la cosa migliore è esserci e basta. Così gli sono rimasto vicino, giocando su quel tappeto colorato. Ogni tanto mi mettevo a tamburellare le dita sulla mia coperta, e lui canticchiava seguendo il ritmo. Sembrava pronto per tornare a dormire, invece si girò verso di me chiedendomi se poteva rimanere ancora un po’, e se poteva farlo anche il giorno dopo, e quello dopo ancora. Io non potevo dirgli di no, sapevo che i mostri non si sconfiggono tutti in una sola notte. Ma lui sapeva che poteva contare su di me, sapeva che non l’avrei mai lasciato da solo a combattere tutte quelle paure. Adesso siamo insieme e niente può fermarci. Eccoci, siamo pronti. Fuoco alle polveri.
Cortomiraggi, Facebook.
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Stranger Things