ma che bello è rileggersi
ho appena aperto il mio diario, l'ultima cosa che ho scritto è datata mercoledì 30 luglio
stasera è tornata quella sensazione di farfalle nello stomaco, abbastanza irrequiete come me

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ma che bello è rileggersi
ho appena aperto il mio diario, l'ultima cosa che ho scritto è datata mercoledì 30 luglio
stasera è tornata quella sensazione di farfalle nello stomaco, abbastanza irrequiete come me
Cose alla rinfusa annotate stamattina sul blocco note durante il viaggio:
È metà aprile e sono stanca, ma tra poco arriva maggio e posso riposare. In questi giorni ho visto due cose belle e differenti, uno straordinario Pennacchi che, a modo suo, ha raccontato Omero, Eneide e Odissea. Ascoltato con meraviglia. Poi ho visto StraMorgan, sarà anche poco simpatico ma quando canta da l’anima e si sente, allora l’antipatia passa. Ho lavorato molto, ho anche pensato, aiuto questa volta non ce la faccio, mi ha preso lo sconforto, ma poi è passato.
Mi hanno detto che ho superato la prova e mi sono fatta piazzata in graduatoria per il passaggio di fascia, a fine mese con arretrati in busta paga, li metto via o li spendo? Ho un biglietto per teatro, non vedo l’ora: Lazarus di David Bowie, con Manuel Agnelli, speriamo bene, ecco.
Non riesco a guardare più il tg perché mi viene il disgusto, Governo, morti, guerra, naufragi, orsi che vogliono abbattere, magari lasciarli dove stavano no, eh? L’umanità è sempre peggio.
Fuori piove, ma arriverà il sole, la primavera è qui, devo spolverare la bici. Ho un po’ di tristezza dentro, tanto è la mia perenne compagna di viaggio, la malinconia è sempre con me. Certi giorni di meno, altri punge di più. Faccio tanto, oppure poco, ma ho sempre nostalgia.
Poi sono passata dal baretto che i due signori anziani gestiscono ancora nonostante l’età, avevo voglia di un buon caffè, accompagnato dai loro sorrisi e dalle chiacchiere, la saracinesca è abbassata, chiuso per lutto, tanti fiori appesi. C’è un cartello che dice “Ciao Stefano”. La tristezza adesso è ancora più grande, non sei riuscito a vendere il negozio e a portare tua moglie al mare. Non è mica giusto così, però.
(Io odio il suono della sveglia.)
Tu portami via dalla convinzione di non essere abbastanza forte quando cado contro un mostro più grande di me Portami via, F.Moro
Ite, meae, felix quondam pecus, ite, capellae: non ego vos posthac, viridi proiectus in antro, dumosa pendere procul de rupe videbo; carmina nulla canam; non me pascente, capellae, florentem cytisum et salices carpetis amaras.
Virgilio, Bucoliche, Ecloga I, vv.74-78
(stasera c'è un grande silenzio).
Il problema è che una cosa non diventa sbagliata solo perché lo vogliamo.
Maturità 2018: greco.