Cercami negli occhi
Di chi per strada incontrerai
Sono nei riflessi fatto in mille pezzi
Prendine abbastanza
Per rifarne uno per te
Senza i miei difetti
Senza tutti i miei vizi
Negramaro, Amore che torni
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Cercami negli occhi
Di chi per strada incontrerai
Sono nei riflessi fatto in mille pezzi
Prendine abbastanza
Per rifarne uno per te
Senza i miei difetti
Senza tutti i miei vizi
Negramaro, Amore che torni
Non provo mai niente tranne che con te (e in moto).
E dovrà pur significare qualcosa se sei l'unico con cui ho il coraggio di dire la verità e arrabbiarmi quando sono irritata. Se sei l'unico con cui se una sera litigo non riesco a dormire finché non chiariamo. Se sei l'unico che riesce a farmi parlare di sentimenti.
Vorrà dire pure qualcosa.
Ed è sempre così tra noi.
Ogni volta che ci vediamo, appena te ne vai mi pento di qualcosa. Mi pento di un sorriso un po’ meno luminoso, un abbraccio che avrei potuto stringere di più, uno sguardo che avrei potuto posare più a lungo su di te. Per me è sempre stato così con te. Oggi ancor di più. Oggi avrei voluto mangiarmi le mani, quando te ne sei andato. Mi sono seduta sul letto senza vedere nulla, frastornata. Sono rimasta immobile a lungo, senza provare niente. Neanche dolore. Oggi ho fatto parlare la testa, ma, come sempre, ho sbagliato. La testa non ha mai funzionato con te.
Whatever
E sono sdraiata a letto, vorrei cambiare posizione ma ho un dolore spaventoso al collo -vorrei le tue mani così perfette a sciogliermi i nodi che lo tendono- e ascolto il nuovo album dei Fall Out Boy -che tu ascolteresti con me e forse ameresti anche- e mi è appena uscita una lacrima per occhio e non capisco neanche se sono di stanchezza o di dolore e ho solo paura. E ho solo tanto dolore nel corpo, nel lasciarlo scendere di sotto a dormire senza aver voglia di raggiungerlo, nello stare qui a letto a scrivere di te con lui a pochi metri e, dio, la vita è così insensata a volte. I sentimenti sono così stupidi e confusi e illogici. E probabilmente, per quanto fossero buone, avrei dovuto evitare quelle due birre. Decisamente.
Diciassette, come gli anni che avevo quando ti ho conosciuto.
Fuori il temporale illumina la parete alle mie spalle ad intervalli scanditi dai tuoni. Sto ascoltando musica con una sola cuffietta, per poter comunque sentire lo scrosciare della pioggia fuori. È settembre. Ho ancora un mese di relax davanti a me, è vero, però m'ha comunque preso la malinconia. È saltata la corrente. Un lampo più forte degli altri ha portato il buio in casa, invece che la luce. Sta arrivando l'autunno, la mia stagione migliore e peggiore insieme. Succede sempre tutto in autunno, tutte le cose buone e quelle cattive, in autunno mi dedico ad un'introspezione che di solito evito. Intanto mi faccio del male da sola.
E rileggendo vecchi screen, vecchi post, vecchi testi, realizzo, ancora una volta, ancora di più, come tu sia quello che ho aspettato per vent'anni. Senza saperlo, cercavo questo amore. Cercavo te.
E ora sei qui, e rendi tutto valido.
È valsa la pena di tutto quel dolore, quella paura, quella disperazione.
Perché sei tu.
Falsità e bugie.
Quando esci da certe situazioni ti rendi conto di quanto tossico era starci dentro. Quelle persone ora si fingono amiche ma si sono dette le peggio cose alle spalle. Quelle persone fingono di amarsi, ma sarebbero pronte a infilarsi in altri letti se solo ve ne fosse l'occasione. Ecco, per me queste non sono relazioni che val la pena mantenere. Non sono situazioni che ha senso portare avanti.
Insomma, mi fate tutti alquanto schifo.
Ma cazzi vostri.
E nessuno potrà negare, mai, che siamo anime gemelle. Ti sento nelle ossa, anche se sei lontano, anche se non sei mio. La tua esistenza canta nella mia e sarà sempre così, non importa e non importerà mai la distanza che metteremo tra i nostri corpi, tra i nostri occhi.