Al tuo primo sguardo ho pensato di affogare. Ma la tua luce, quella che hai dentro, mi ha fatto sentire così vivo. E ora desidero soltanto starle vicino. Vicino a te, insieme.
Elemental, Disney

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Al tuo primo sguardo ho pensato di affogare. Ma la tua luce, quella che hai dentro, mi ha fatto sentire così vivo. E ora desidero soltanto starle vicino. Vicino a te, insieme.
Elemental, Disney
“Quand'ero piccola nonna mi diceva: "Non puoi uccidere un pesce affogandolo".
Ho sempre pensato intendesse che non si tratta di evitare ciò che ti spaventa, ma di farlo diventare il tuo elemento, abitarlo in profondità, imparare a tremare, solo in questo modo l'inquietudine può diventare la tua acqua. Solo così potrà tenerti in vita.”
— M. Bussola, L'invenzione di noi due
Dentro un fiume di pensieri autodistruttivi non mi ricordo mai come si fa a nuotare, boccheggio sempre di più ogni secondo che passa
mi si spezzó in due l’anima,
e così come l’acqua inonda la stiva di una nave destinata agli abissi
la sofferenza inondava le crepe del mio cuore
e io
zitta
ho smesso di cercare il salvagente
e ho affogato i miei occhi nelle lacrime mai versate
Ciò che ci accomuna è il vuoto in cui sto affogando
Dimmi dove andare, dimmi cosa fare....
Il pensiero del male che aveva causato al marito le procurava un disgusto simile a quello di chi sta affogando e si stacca di dosso colui che gli si è aggrappato, che di conseguenza muore. È un gesto orribile, certo, ma è anche l'unico possibile per avere salva la vita.
Lev Tolstoj, Anna Karenina
Corpo e anima non possono essere veramente uniti Ho bisogno di diventare chi sono già e griderò in eterno contro questa incoerenza che mi ha condannata all'inferno Le speranze infondate non riescono a tenermi a galla Annegherò nella disforia nel freddo e nero stagno del mio io la tomba della mia mente immateriale Come posso ritrovare una struttura se non ho più un pensiero strutturato? Non potrei tollerare una vita così. Loro mi ameranno per ciò che mi distrugge la spada nei miei sogni la polvere dei miei pensieri la malattia che mi cresce nelle pieghe della mente Ogni complimento mi ruba un pezzo di anima (…)
Sarah Kane, da “Psicosi delle 4 e 48”, “Tutto il teatro”, Einaudi, 2000.