In alcuni momenti il mio cervello mi fa questo scherzetto di farmi dimenticare che non ci sei più. Mi inganna.
Poi tutto insieme ritorno consapevole e sento questo dolore strano, come fosse un brivido forte ma doloroso. Il mio cervello mi dice "è proprio così, non c'è più".
Ancora non riesco a parlare di te, perdonami, è troppo presto. Non so neanche come raccontarti. So di non averlo fatto veramente durante il discorso. Ho parlato della mancanza e dell'assenza che sento e sentiamo tutti noi che ti abbiamo amato e hai amato, ma non sono riuscita a parlare veramente di te. Forse perché sento che il nostro rapporto, quello tra me e te, era solo nostro, eravamo io e te. Tu sapevi tutto, io sapevo tutto, e la consapevolezza che nessuno mi conoscerà così perché non solo non è possibile ma neanche lo voglio, è un macigno gigantesco che mi porterò per sempre sulle spalle. Forse col tempo mi abituerò al peso, ma sarà sempre lì, le mie ossa si deformeranno per accoglierlo.








