Le banche non fanno più le banche
Non concedendo crediti si favoriscono i cravattari
Buon mercoledì con credito Le banche mondiali, nazionali e locali hanno una buona dose di colpa per la crisi che attanaglia l'occidente e sono state quelle che hanno ricevuto iniezioni, non di fiducia nominale, ma di denaro. dalla UE a tassi da prefisso telefonico; nonostante questo, i soldi se li tengono ben stretti e non li concedono in crediti alle aziende se non distillandoli. Se guardiamo in casa nostra, i crediti concessi sono diminuiti del 14,7% rispetto a due anni fa. Da oltre 11,664 miliardi nel 2011 siamo al di sotto dei 10 miliardi nel 2013. Leggo oggi sulla stampa che le sofferenze (così si chiamano in gergo i soldi che non rientrano nelle casse delle banche) sono attorno ai 150 miliardi per cui dovranno accantonare ancora almeno 32-42 miliardi che sottrarranno di nuovo al credito verso le grandi e piccole aziende. Mi viene un dubbio. Se le banche facessero le banche e non le assicuratrici e se le assicurazioni facessero le assicurazioni e non le banche, e se le poste facessero le poste e non le banche, non funzionerebbe tutto meglio? Una banca è una venditrice e una compratrice di soldi, se non vende, prestando soldi non è banca e così facendo favorisce solo i cravattari. A risentirci domani. Grazie @robertostori










