TRA REALISMO E SUBLIME BELLEZZA NELLE PIEGHE DELLA TESSITURA
ARTISTICA DELLA LIGURIA ITALIANA DAL XV AL XIX SECOLO
Introduzione
Siamo ai primi decenni del 1600, il secolo del Barocco, sfarzoso e ricco e le tre dame*, raffigurate nei loro sontuosi e magnifici abiti, rappresentano l’epitome della straordinaria qualità e raffinatezza raggiunta dalle manifatture tessili, nell’ambito della produzione ligure di sete, broccati, damaschi e velluti di pregevole fattura, che già nel Medioevo e nel Rinascimento avevano raggiunto traguardi ragguardevoli.
Ritratto di nobildonna genovese con il figlio
Marchesa Balbi
dama rossa di bernardo castello
Questi preziosi panni serici avevano dei costi molto elevati e se li potevano permettere solo i nobili o le classi molto agiate, per loro venivano confezionati abiti di seta, arricchiti da ricami e trame broccate dorate, sottolineando così una evidente differenza sostanziale tra gli abbienti, le classi di alto lignaggio e il popolino che vestiva sempre di scuro.
Un ulteriore impulso a questa manifattura venne favorito, nel 1500, dalla richiesta di tessuti pregiati per l’arredamento delle già opulente residenze, che si consolidò nel secolo successivo. Erano pannelli utilizzati come termoregolatori del caldo estivo e della rigidezza del rigore invernale, ma ben presto assunsero il ruolo di status symbol: gli interni delle dimore vennero ovunque rivestiti con preziosi arazzi di seta riccamente decorati, armonicamente assortiti nelle sfumature di colore tanto che, per un certo periodo, assunsero un valore aggiunto preminente rispetto alla pur apprezzabile mobilia.
* n. 1 – Dama genovese con bambino
* n. 2 – Marchesa Balbi
* n. 3 – Dama rossa di Bernardo Castello
Un articolo di Maria Cristina Cantàfora © per “La Camelia Collezioni”
STORIA DELLA TESSITURA LIGURE – I ° PARTE TRA REALISMO E SUBLIME BELLEZZA NELLE PIEGHE DELLA TESSITURA ARTISTICA DELLA LIGURIA ITALIANA DAL XV AL XIX SECOLO…












