Transizione, così Ecosister ha ridisegnato il futuro
Emilia-Romagna, il Laboratorio della Transizione: così Ecosister ha ridisegnato il futuro tra Ricerca e Impresa. Dalla "Data Valley" parte la rivoluzione verde. Un viaggio nei risultati del progetto PNRR da 112 milioni di euro che ha unito atenei, startup e territori. Dai dati inediti sull'Open Innovation alle storie dei vincitori della Start Cup: ecco l'eredità di un ecosistema che ora guarda al futuro.
L’Emilia-Romagna non è solo terra di motori e food valley. Negli ultimi tre anni, la regione si è trasformata in un laboratorio a cielo aperto per la transizione ecologica e digitale, spinta da una forza propulsiva chiamata Ecosister. Finanziato con i fondi del PNRR (Missione 4, Componente 2), questo ecosistema territoriale di innovazione ha chiuso il suo primo grande ciclo lo scorso 3 dicembre 2025 all’Aula Magna di Santa Lucia a Bologna, lasciando in eredità numeri imponenti e un nuovo modello di dialogo tra ricerca e mercato.
Con una dotazione di 112 milioni di euro — di cui 17 destinati specificamente al trasferimento tecnologico coordinato da ART-ER — Ecosister ha fatto sedere allo stesso tavolo università, centri di ricerca, tecnopoli e imprese. Il risultato? Un’accelerazione senza precedenti verso la sostenibilità.
I dati del Report MIA 2025
Per capire la profondità di questo cambiamento, bisogna guardare ai dati. Il Report MIA (Mappatura Innovazione Aperta) 2025, curato nell’ambito del progetto, ha analizzato 110 imprese del territorio, restituendo la fotografia di una regione classificata come "forte innovatore" a livello europeo, seconda in Italia solo alla Provincia Autonoma di Trento.
L'indagine svela un tessuto produttivo che ha compreso l'urgenza della Sustainable Open Innovation. Non si innova più chiusi nei laboratori aziendali, ma aprendosi all'esterno.
- Le Grandi Aziende: Dimostrano un approccio pragmatico e strutturato. L’88% di esse pianifica e misura i risultati dell’innovazione, con un focus fortissimo sulla sostenibilità ambientale (88%) e sulla governance (79%). - Le PMI: Si confermano il motore dinamico della regione. Benché spesso limitate dalle risorse finanziarie, dimostrano una flessibilità straordinaria: il 95% delle PMI intervistate ha adottato innovazioni di processo.
Esempi virtuosi citati nel report, come Dallara Automobili con le sue joint venture nel motorsport virtuale, o Pelliconi con i programmi di intrapreneurship in Silicon Valley, dimostrano che la maturità strategica è alta. Tuttavia, il report evidenzia anche le sfide per il futuro: l'internazionalizzazione dell'open innovation è ancora da potenziare e gli investimenti diretti in startup (Corporate Venture Capital) restano timidi rispetto ai competitor globali.
Le voci dell'Ecosister Day
Il cuore pulsante di questo ecosistema ha battuto forte lo scorso 14 ottobre al Tecnopolo DAMA di Bologna, durante lo Start Cup & Ecosister Day 2025. Una giornata che ha visto oltre 400 partecipanti confrontarsi non su teorie, ma su soluzioni.
Tra le testimonianze, spicca quella di Sara Iaconianni, Open Innovation Manager di SCM Group, leader nel settore meccanico. L'azienda ha utilizzato i programmi di scouting di Ecosister per trovare soluzioni di economia circolare e riduzione delle emissioni acustiche. «Il programma è stato prezioso — ha raccontato — perché mi ha permesso di valutare progetti innovativi mettendo da parte la consapevolezza vincolante di “cosa ci serve oggi”, per concentrarmi su “cosa potrebbe servirci domani”».
Ma l'innovazione passa anche dalla ricerca pura che si fa impresa. Marcello Brugnoli, ricercatore Unimore, ha narrato la sua esperienza nel programma di Training, dove batteri acetici vengono studiati per produrre polimeri sostenibili dagli scarti. «Ho scoperto il valore di non sentirsi soli», ha detto, sottolineando l'importanza della contaminazione tra discipline diverse.
I vincitori della Start Cup
Il vertice della piramide di Ecosister è rappresentato dalle startup che riescono a portare la ricerca sul mercato. La finale della Start Cup Ecosister 2025 ha premiato tre progetti che incarnano perfettamente lo spirito della transizione ecologica:
- RapCO2 (Università di Bologna): Il vincitore assoluto. Una tecnologia rivoluzionaria che cattura la CO₂ dall'aria indoor e la trasforma in prodotti chimici green e carburanti, migliorando la qualità dell'aria e stoccando energia rinnovabile. - Line (Unimore): Al secondo posto, un progetto che reinventa il motore a pistoni contrapposti per la generazione distribuita, alimentandolo con idrogeno, etanolo o biogas per abbattere le emissioni. - RedAI (Università di Bologna): Medaglia di bronzo per un software di telemedicina che usa l'Intelligenza Artificiale per la diagnostica oculare rapida, rendendo lo screening accessibile e sostenibile.
Menzioni speciali sono andate a PrecisionEx (medicina di precisione oncologica) e HeartWatER (filtri smart per l'acqua con rilascio di nutraceutici), a dimostrazione che la salute è parte integrante della sostenibilità.
L'impatto sui territori
Uno degli aspetti distintivi di Ecosister è stato il Public Engagement. Non si è trattato solo di trasferire tecnologia alle imprese, ma di risolvere problemi delle comunità. Il progetto ha mappato 11 "Sfide Territoriali", applicando un metodo di co-design che ha coinvolto amministrazioni e cittadini.
Emblematica la storia raccontata da Eleonora Gastaldi di Confcooperative Ferrara sulla sfida di Goro. Di fronte all'emergenza del granchio blu che ha messo in ginocchio l'acquacoltura locale, la comunità ha co-progettato soluzioni per il controllo ecologico della specie invasiva e per il rilancio turistico del Delta ("Delta 48h Experience"). «Da una crisi ambientale è nata una nuova visione di comunità coesa», ha spiegato, trasformando una calamità in opportunità di diversificazione economica.
Altri esempi concreti arrivano da Rimini (progetto M.A.R.E.), dove si punta alla riduzione del traffico del 10% tramite la figura del Mobility Manager scolastico, o da Cervia, dove l'app "RiusaNet" digitalizza il recupero delle eccedenze per il welfare di comunità.
Intervista a Marina Silverii
Cosa resterà di tutto questo dopo il 2026? A margine dell'evento, Marina Silverii, direttrice operativa di ART-ER e Vice Presidente della Fondazione Ecosister, ha tracciato la rotta.
«Ecosister è stata una grande opportunità non solo economica», spiega Silverii. «Ci ha permesso di implementare il modello di intervento sull'innovazione che la Regione aveva avviato già dagli anni 2000. Avevamo già un ecosistema unico in Italia, composto da Tecnopoli e Cluster, ma Ecosister ci ha permesso di farlo convergere su un obiettivo prioritario: la transizione green».
La sfida vera, sottolinea la direttrice, è stata l'integrazione. «Molte attività sono state progettate fin dall'inizio per continuare oltre la fine del progetto. Lasciamo in eredità modelli stabili, come i percorsi per un incubatore universitario unico e l'ottimizzazione del trasferimento tecnologico. L'obiettivo è creare un ecosistema sempre più attrattivo per i capitali, capace di far emergere le idee e accompagnarle al mercato».
Il 3 dicembre a Bologna si sono tirate le somme finali, ma la strada è tracciata: l'Emilia-Romagna non sta solo aspettando il futuro sostenibile, lo sta costruendo, un brevetto, una startup e una comunità alla volta.
- "Per i dati completi e le analisi di settore, scarica qui il Report MIA 2025: Mappatura Innovazione Aperta." - "Scopri i profili tecnici di tutte le startup finaliste nella Brochure Start Cup & Ecosister Day" - "Leggi i dettagli delle 11 sfide territoriali nel Report Public Engagement" - "Vuoi conoscere le startup accelerate? Scarica il Report Ecosister Accelerator" -
“Questo articolo ha beneficiato dell’assistenza di Gemini, un modello linguistico AI”














