I bit digitali consumano sempre più energia
I bit come quinto stato della materia: nel 2170 saranno più degli atomi. Gli stati della materia sono tre: liquido, solido, gassoso, a cui se ne aggiunge un quarto, il plasma. E se ne esistesse un quinto? A fornirci una risposta è lo studio "The information catastrophe" pubblicato su AIP Advances e redatto dal ricercatore Melvin M. Vopson della Università di Portsmouth, in Inghilterra, secondo cui "il nostro progresso tecnologico sta redistribuendo la materia della Terra dagli atomi fisici all'informazione digitale". Dunque l'informazione può essere considerata "una nuova forma di materia" con tanto di massa? La ricerca è volutamente provocatoria, basandosi tuttavia su fondamenti scientifici chiamati a interpretare l'enorme mole di dati che ogni giorno vengono condivisi - e salvati - in rete. Non sono tanto i dati di oggi a preoccupare Vopson - la massa di informazioni prodotte ogni anno corrisponde a "meno di un chicco di riso" - quanto la loro rapidità di crescita. E allora se si continuerà di questo passo si arriverà al punto di saturazione che non riguarda, in questo caso, il consumo delle risorse naturali per alimentare computer, dispositivi connessi e server, ma la singola unità di misura dell'informazione digitale: il bit. C'è anche una data stimata: sarà il 2170 l'anno di break-even, quando cioè il numero di bit sarà pari al numero di atomi presenti sulla Terra (attualmente ne produciamo circa 10^21 ogni anno). Read the full article
















