Nessuno ci salva. Trent’anni di solitudine
Don Ciccio del canile:
“Qui il nemico non è fisico, concreto, individuabile, affrontabile direttamente. Ma virtuale, astratto, inattaccabile, sfuggente nel rimanere: è il lento ed inavvicinabile perdurare. L’eterno uguale che scandisce tutto. L‘ordinarietà del presente che spinge il cane nell’unica dimensione a cui ambisce il pavido umano: l’attesa inerte del futuro. Prospettive per noi non ne esistono! Ogni giorno, uno dopo l’altro, tenderà a scomparire nel volgere del domani, con tutto ripetuto, scontato, fino ad avvilirci. Finiremo per aggrapparci, mielosi e disperati, al passato che abbiamo perso. Che non riavremo mai.”
(tratto dal capitolo di Davide Majocchi, nel libro ‘Cani ai margini’)














