Lucio Battisti. È l’esempio perfetto del meccanismo italiano e anche del Maccartismo di sinistra in salsa italica:
Negli anni ’70 era "borghese", "reazionario", "fascista" perché non faceva canzoni di lotta, non andava ai festival dell’Unità e scriveva testi personali invece che collettivistici.
In realtà era solo un artista che voleva fare musica, non militanza. Ma in quel periodo, e purtroppo ancora oggi -basta leggere certi commenti-, per molti questo bastava per la scomunica.
Lo stesso meccanismo si è ripetuto infinite volte: con De André, accusato di essere diventato "borghese" quando si è allontanato dal folk politico, con Guccini in certe fasi, e con tanti altri. L’artista deve essere contro qualcosa di chiaro e semplice, altrimenti è sospetto.
Fatemi il piacere: chetatevi e studiate l'evolvere della Musica Italiana.
Bruce Springsteen? Bruce canta contro Trump? Ma Trump tra un paio di anni non ci sarà più e il Trumpismo sarà dimenticato come le canzoni a tal proposito di Bruce. La canzone "Generale" di De Gregori (ma potrei citarne decine e decine) resterà sempre e per sempre [Semicit De Geregori], per questo la cantano ancora da "Amici" per fare un esempio, Vasco Rossi la propone spesso in concerto.
Di Springsteen preferisco quando cantava "Nebraska" o "Caution Man" -tra le tante simili-, però quando la canzone diventa prettamente politica si perde la Cultura della Musica.
Chi pretende che il cantante sia un soldatino della propria parte politica sta in realtà dimostrando una cosa: ha una concezione sacerdotale della cultura. E la cultura, quando diventa sacerdozio, diventa quasi sempre mediocre.
De Gregori ha attraversato anni difficili: Quelli di Piombo in primis, in seguito Tangentopoli e tutti i governi succeduti ad essa fino ad oggi, come me Boomer di merda. Mi piacerebbe sapere chi di voi criticoni ha vissuto altrettanto.
Perché non sopportate un cantautore, poeta e musicista che non ha nessuna voglia di diventare un totem inutile politico?












