I proverbi non sbagliano mai
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@pettirosso1959
I proverbi non sbagliano mai
#Remigrazione
EMERGENZE GAMBIAMENDI GLIMATISCI
Chi afferma che le foreste prendono fuoco da sole per il caldo, ha dormito durante la lezione di fisica o non è mai andato a scuola.
Anche 50 gradi all'ombra non bastano per raggiungere il punto di accensione del legno (250°C+).
.
N.B. Le emergenze perenni sono un modo per tenere in scacco le persone.
Basta NEGAZIONISMI
Ma se un nordafricano violento vive a Bologna a soli 50 metri da casa della sorella e della nipote che lo avevano cacciato per i problemi che causava a loro e alla comunità e che, durante un impeccabile intervento di due agenti di Polizia, muore dopo due ore di deliri in cui le due donne si guardano bene dall'intervenire per aiutarlo, perché allora le stesse due donne sono immediatamente in televisione a chiedere prima vendetta e poi giustizia, correggendo il tiro, dopo l'intervento dell'avvocato che funge da consulente di immagine ed inviato celermente in loco dalla compagna parlamentare che passa le giornate a delegittimare le forze dell'ordine? Perché altrimenti come fai a pretendere qualche milioncino di risarcimento dallo Stato asservito al parastato, mentre sfrutti la vicenda del defunto con il solo scopo di ottenere vantaggi economici e di glorificazione personale, grazie anche a milioni di italiani talmente stupidi o delinquenti da rendere impossibile la coesistenza con le persone normali?
Ovviamente i protagonisti di questa vicenda sono immaginari: mai nessun Paese civile occidentale permetterebbe che tutto questo possa avvenire. Ipotizzavo solo uno scenario di fantasia.
Bartolomeo Mitraglia
domande retoriche ✍️✍️✍️
Anche di là uniscono finalmente i puntini?
Mi ha colpito come l'attentatore di Berlino sia stato subito categorizzato senza pruderie e cautele: un radicalizzato islamico, un finto naturalizzato tedesco per via dello ius soli da genitori tunisini. Testuale, da croniste solitamente con le ginocchiere BLM.
Stavolta niente "un cittadino tedesco", nessun "i motivi del folle gesto non sono ancora stati chiariti": mainstream e Apparato, guarda caso all'unisono, han detto subito senza infingimenti e cautele di chi si tratti.
Forse per via del bersaglio che s'è scelto, si chiede miocuggino? Ha osato colpire non un gruppo di signore alla sagra ma ... The Untouchables?!
Questa sincerità inedita e disarmante si coniuga in modo solo apparentemente casuale con le eclatanti cazzate livello Potemkin che han travolto un paio di fenomeni locali, i sindaci socc' Lepore e Lo Russo.
Col neurone lento ancora immerso nell'ipocrisia farisea, questo paio di immigrati second generation si sono lasciati andare all'istinto da politicante antico di patronizzare i Vannacci loro (nome standard per le estreme di casa). Proprio mentre i tedeschi suonavano l'allarme sveglia. Una figura da chiodi, sputtanati da prussiani col chiodo in testa.
Il primo poveretto ha causato un milione di euro di danni alla sua città indicendo una manifestazione di sen sfuggita in mani maranza (si sapeva tutti che sarebbe poi "sfuggita di mano"; diciamo; ma sai come si dice là: anche la natura vuole il suo sfogo ... ).
Il secondo capra ha svanverato di "diritto alla protesta" mentre bande paramilitari notav italo-francesi partite da rifugi in casa sua, causavano un altro milione di euro di danni e 100 Pubblici DIpendenti feriti.
Ora sono entrambe silenti: in particolare ci piace quello con la scusa fantastica delle "minacce ricevute sui social": diamo la scorta a tre quarti degli italiani?
La speranza, invero remota, è che si rendano finalmente conto a suon di facciate del danno cui hanno esposto la loro stessa constituency. Il meritato shit storm su di loro aiuterà i meno boccaloni a intuire finalmente l'autoinculanza intrinseca del ridursi a fiancheggiatori del bestiame propal, maranza e notav? Lo scopriremo solo vivendo.
Ieri ero al mare e di fianco a me c’era una scolaresca polacca.
Premetto che ho trovato insopportabile il loro razzismo.
Erano tutti bianchi.
Zero multiculturalismo, zero arricchimento, zero inclusività, zero diversità.
Solo il privilegio bianco…
Che gente orribile, i polacchi. Non so come facciano a vivere così, con quella criminalità bassissima e quelle città sicure. Auguro loro di guarire presto.
Comunque, mentre riflettevo sul loro fascismo balneare, ho notato una cosa.
Su dieci ragazzi, circa SEI erano ragazze.
Tutte biondine e magroline, cioè, tradotto: vittime inconsapevoli del canone estetico eurocentrico e del patriarcato interiorizzato. Ridevano pure, poverine. Non sanno di essere oppresse.
Comunque, lì mi è tornata in mente una ricerca che feci anni fa sulla popolazione italiana.
Sapete che tra gli italiani in età fertile ci sono circa 300.000 uomini IN PIÙ rispetto alle donne?
La natura funziona così: nascono più maschi che femmine, e lo squilibrio si riassorbe solo in tarda età, quando gli uomini schiattano prima.
Ma nella fascia in cui ci si mette insieme e si fanno famiglie e figli, gli uomini sono in netto surplus.
Magari quel numero detto così non vi dice niente, amici, ma pensateci un attimo…
Trecentomila uomini.
È come se esistesse in Italia una città grande quanto Verona, abitata SOLO da maschi.
Nessuna donna.
Zero.
Immaginatevela davvero, quella città. Le strade, i bar, le palestre, pieni solo di uomini in età fertile, ognuno dei quali, statisticamente, non troverà mai una compagna.
Voi ci vivreste, in quella città?
Ecco, quella città esiste già. Solo che è spalmata su tutta l’Italia, ma esiste, ed è fatta di uomini reali che una famiglia non la costruiranno mai.
E adesso guardate chi arriva in Italia con i barconi.
L’85% sono uomini. Giovani, in età fertile. Ogni anno che passa, l’Italia importa decine di migliaia di maschi e allarga ancora di più un divario che già è enorme.
In pratica stiamo costruendo la seconda città di soli uomini. E poi la terza. E poi la quarta.
E allora oggi, sotto l’ombrellone, mi è venuta un’idea che risolverebbe TUTTO.
Semplice, elegante e perfino abbastanza progressista da piacere a quelli del PD e alle transfemministe più incallite.
Siete pronti?
Le quote rosa sull’immigrazione!
Al 100%.
Vuoi entrare in Italia? Benissimo.
Donne.
Solo donne.
Il Paese ha un surplus di uomini, quindi l’unica immigrazione demograficamente sensata è quella femminile.
È matematica, mica ideologia.
E non venitemi a parlare di Diritto Internazionale e richiedenti asilo, perché su questo l’ipocrisia è arrivata a livelli comici.
Quando a scappare da una guerra vera, con i missili e i bombardamenti, sono gli ucraini in età militare, mezza Europa discute serenamente di rimandarli indietro a combattere.
Uomini giovani, che fuggono da un conflitto documentato, europei, cristiani, culturalmente compatibili con noi. Quelli si possono rimbalzare senza troppi problemi di coscienza.
Poi arriva un ventenne dal Gambia o dal Senegal, Paesi che non sono in guerra con nessuno, e quello va accolto, alloggiato, mantenuto e integrato, e guai a chiedersi da cosa stia scappando esattamente.
Mi spiegate la logica? Perché io ne vedo una sola: il diritto internazionale viene applicato o sospeso a seconda di chi hai davanti. E stranamente viene sospeso proprio quando davanti hai un europeo.
E prima che partiate a criticare le quote rosa per l’immigrazione, sappiate che la scienza su questo è molto chiara.
Esistono studi seri, come quelli di Valerie Hudson, che hanno documentato cosa succede alle società con troppi uomini in surplus.
Diventano polveriere.
Più violenza, più criminalità, più instabilità, più aggressività sociale.
La Cina e l’India lo hanno sperimentato sulla propria pelle dopo decenni di aborti selettivi.
Milioni di uomini senza alcuna possibilità di formare una famiglia sono la miscela più esplosiva che una società possa fabbricarsi in casa.
Noi quella miscela la stiamo IMPORTANDO. Con i soldi nostri. Applaudendo.
E adesso arriviamo alla parte finale.
Le quote rosa, in Italia, sono un dogma sacro. Nei consigli di amministrazione, in Parlamento, nelle liste elettorali, ovunque ci sia una poltrona comoda si pretende il bilanciamento di genere per legge.
Il genere conta, il genere è tutto, guai a chi tocca l’equilibrio.
Poi arrivano i barconi con l’85% di uomini, che sballano l’equilibrio di genere di un intero Paese, e improvvisamente il genere non conta più niente.
Silenzio assoluto.
L’unica quota rosa che avrebbe un senso demografico reale non la chiede nessuno.
Strano, no?
Le quote rosa valgono per le poltrone, ma non per la nazione.
E quindi la domanda finale la faccio agli uomini italiani, quelli che già oggi sono in surplus e che faticano a trovare una compagna…
L’Italia importa ogni anno decine di migliaia di concorrenti in età fertile, li mantiene con i vostri soldi, con il vostro welfare, e vi chiede pure di applaudire la ricchezza culturale dell’operazione…
Ma, secondo voi, gli uomini italiani che appoggiano l’immigrazione incontrollata non si sentono un po’ cornuti?
Ci risiamo, negli Stati Uniti vorrebbero far riprendere la corsa all'oro azzurro (sic!), l'idrogeno per alimentare autotrazione e aviazione civile!
Già che brucia di fiamma rossastra, un po' pallida, spesso "trasparente" alla luce, benché decisamente calda, l'idrogeno di azzurro o verde ha poco o nulla.
Il 99% della sua produzione è derivazione dai combustibili fossili (cracking del metano o a partire dal carbone), solo l'1% proviene da elettrolisi a temperatura ordinaria, e di questa il 60% da fonte nucleare, appena il 40% da fonte eolica (quindi, il 40% dell'1% dell'intera generazione di idrogeno...).
L'idrogeno è un vettore, difficilissimo e costosissimo da produrre, trasportare, stoccare ed impiegare, causa gravi infragilimenti alle leghe di acciaio, nonché ossidazione precoce alle palettature delle turbine se usato come combustibile direttamente.
Le celle a combustibile sono eccellenti per generazione costante di energia elettrica, ma il rendimento non è elevato e sono costosissime da produrre. Non voglio nemmeno citare le conseguenze delle perdite, costanti, di idrogeno; il botto è sempre assicurato (è la molecola più piccola e leggera esistente in natura...).
Ma loro insistono, magari ringalluzziti dalla guerra contro l'Iran e dall'incremento dei costi dei combustibili.
Se fosse stato possibile un facile e produttivo impiego dell'idrogeno, i produttori di aerei e aziende come Rolls Royce, Airbus, Pratt&Whitney avrebbero divorato la tecnologia.
Chiaramente non lo è, ed è per questo che tutto il modello di business dipende dalle donazioni governative, quindi da noi...
Ed ecco a voi un articolo a tema, per comprendere la follia di giornalisti e filantropi ecologici...
"Una start-up pionieristica di aerei a idrogeno sta cercando di raccogliere fondi per garantire il proprio futuro in un contesto di reazione negativa degli Stati Uniti contro le tecnologie a zero carbonio.
ZeroAvia, con sede nel Gloucestershire, prevede di vendere una quota a un'azienda aerospaziale o della difesa consolidata per raccogliere fondi e >ottenere aiuto< nella commercializzazione delle sue celle a combustibile a idrogeno.
Christine Ourmières-Widener, presidente della società, ha dichiarato che la vendita azionaria farà parte di una raccolta fondi volta a generare circa 20 milioni di sterline, che potrebbe avvenire prima della fine dell'anno.
Ha detto che ZeroAvia era anche vicina ad annunciare un nuovo amministratore delegato dopo che Val Miftakhov, il suo fondatore, ha lasciato l'incarico a maggio, alimentando le speculazioni secondo cui l'azienda fosse vicina al collasso.
L'azienda ha vissuto un 2025 difficile dopo che Donald Trump ha tagliato il sostegno a un settore dell'idrogeno che aveva ottenuto il sostegno dell'amministrazione Biden.
Il cambiamento di sentimento politico ha fatto sì che la raccolta fondi dello scorso dicembre non riuscisse a raggiungere i 50 milioni di sterline previsti, spingendo ZeroAvia ad abbandonare i piani per sviluppare motorizzazioni a idrogeno complete.
Chiuse inoltre un sito di produzione di motori elettrici a Seattle e licenziò più della metà della sua forza lavoro, consolidando il suo business presso l'aeroporto di Kemble nei Cotswolds, dove circa 100 persone continuano a sviluppare celle a combustibile.
La signora Ourmières-Widener ha dichiarato che ZeroAvia aveva liquidità residua dalla raccolta fondi di 23 milioni di sterline dello scorso anno, ma voleva aumentare le sue riserve per portare il prodotto sul mercato nei prossimi due anni, con i primi ordini fissi previsti nei prossimi mesi.
L'ex amministratore delegato di CityJet, Flybe e la compagnia di bandiera portoghese TAP hanno dichiarato che, sebbene il 2025 sia stato "davvero difficile", la tendenza potrebbe tornare verso l'idrogeno, poiché la guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno messo in evidenza i pericoli della dipendenza dal petrolio."
Quando l'ideologia supera abbondantemente il limite della follia...
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In controtendenza vorrei "spoilerare" la NUOVA Nascita di Venere prossimamente esposta alla galleria degli Uffizi di Firenze.
Botticelli ne andrebbe fiero.
ORRORE
Ma chi lo avrebbe mai detto!
[Fingere stupore].
Come se non lo si sapesse da almeno vent'anni!
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L’inchiesta della Neue Zürcher Zeitung non è un’inchiesta. È l’atto d’accusa ufficiale contro vent’anni di codardia e menzogna europea. Hamas, sotto la direzione di Bassem Naim e della leadership libanese, ha costruito in Europa una rete terroristica operativa completa: depositi di armi con AK-47 e oltre 900 colpi, laboratori per esplosivi, celle dormienti da Cipro a Berlino, Vienna, Copenaghen e Londra, e un video di rivendicazione già registrato. Data fissata: 7 ottobre 2025. Tutto questo mentre in Europa si faceva finta di niente.
Non c’è stata sorpresa. C’è stata soltanto complicità per omissione. Per anni i governi di Berlino, Bruxelles, Roma, Parigi e Londra hanno tollerato le reti di finanziamento mascherate da “solidarietà”, hanno giocato con la fiaba del “braccio politico” distinto da quello militare, e hanno ripetuto che Hamas era un problema esclusivo di Israele. Josep Borrell, alto rappresentante UE, è arrivato a parlare di Hamas come di “un’idea” che non si può uccidere e a accusare Israele di finanziarla. Intanto Muhammad Naim, figlio di Bassem Naim, spostava pistole e munizioni tra Germania e Austria per preparare attentati contro obiettivi ebraici e israeliani.
Solo quando il procuratore federale tedesco Jens Rommel ha fatto arrestare i sospetti e ha trovato il video già pronto, qualcuno ha dovuto ammettere la realtà. Prima di allora era tutto “complesso”, “delicatezza diplomatica”, “diritti dei palestinesi”. Era merda. Era la scelta deliberata di non vedere armi, munizioni e ordini provenienti dal Libano perché confrontarsi con Hamas sul suolo europeo avrebbe costretto a chiamare terrorismo ciò che troppi preferivano chiamare resistenza.
Hamas non è mai stata solo un problema di Israele. Chi ha minimizzato, chi ha distinto i “bracci”, chi ha lasciato prosperare le reti in Europa ha la responsabilità diretta di aver creato lo spazio perché una macchina del genere potesse operare. Non c’è scusa. C’è solo il conto da pagare.
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Ecco perché: "come se non lo si sapesse da almeno vent’anni" non ci deve cogliere impreparati oggi, e coglie proprio il punto: per chi seguiva le relazioni di intelligence e le inchieste giudiziarie, la minaccia non era un segreto. Quello che cambia è la documentazione pubblica e il livello di dettaglio operativo che ora è emerso.
Occhio, non sto a difendere questi cialtroni, però una cosa va detta e chiarita: Qui c'è una riflessione importante da fare sulla natura della comunicazione social e sulla decontestualizzazione di questo video.
Il discorso pronunciato dall'attivista tedesca nel video è reale, ma il significato che le viene attribuito nel post è ribaltato rispetto alle sue reali intenzioni.
L'attivista non sta rivendicando con orgoglio o "disagio mentale" il desiderio che l'attentatore fosse bianco o cristiano. Al contrario, sta facendo una critica e un'autocritica pubblica su un fenomeno ben preciso: il pregiudizio o il condizionamento ideologico che porta molte persone a sperare che un crimine sia commesso da un determinato gruppo (i "propri" avversari) per evitare che vengano alimentati sentimenti di odio verso le minoranze o per non vedere confermate le tesi della parte politica opposta.
Nel suo intervento, l'attivista sottolinea quanto sia stato scioccante per lei stessa rendersi conto che il suo primo pensiero sia stato sperare che l'attentatore fosse un tedesco bianco e cristiano anziché uno straniero, e riconosce la necessità di superare questo tipo di meccanismo mentale ("dobbiamo guarire dal morbo che ci fa odiare noi stessi").
Il fenomeno descritto in questo video e nelle dinamiche politiche e social correnti è ampiamente analizzato in psicologia e sociologia: 1- Confirmation Bias (Bias di conferma): La tendenza istintiva a sperare o cercare conferme per la propria visione del mondo. Quando avviene un fatto di cronaca grave, da entrambe le parti dello spettro politico si tende, spesso inconsciamente, a sperare che il responsabile appartenga al "campo avversario" (lo straniero per la destra, il nazionalista/estremista di destra per la sinistra) per avvalorare la propria tesi politica.
2- Polarizzazione e "Tifoseria" Politica: La rabbia e la frustrazione che si percepiscono nel dibattito pubblico derivano proprio da come la politica e i social media amplificano le divisioni, trasformando fatti tragici in clave ideologiche da scagliarsi addosso a vicenda.
È comprensibile che la retorica politica e le notizie di cronaca generino forte indignazione e una sensazione di doppio standard, ma spesso i contenuti brevi ed estrapolati dai contesti originali servono proprio a rinfocolare lo scontro emotivo anziché favorire un'analisi lucida della realtà.
“A poche settimane dal 25° anniversario degli attentati alle Torri Gemelle, i familiari delle vittime dell’11 settembre chiedono che al sindaco di New York, Zohran Mamdani venga impedito di partecipare alla commemorazione degli attentati a Ground Zero.
Le vittime definiscono il primo cittadino di New York un apologeta del terrorismo islamico e sostengono che la sua presenza sarebbe un insulto alla memoria delle quasi 3.000 persone uccise in quei terribili attentati di fine estate 2001.
I familiari delle vittime: “Ha difeso i terroristi”
“La nostra obiezione si basa sul suo operato pubblico: la sua incapacità di riconoscere in modo significativo l’orrore di quel giorno e il suo impiego, sostegno o associazione con individui che hanno minimizzato l’11 settembre, difeso i terroristi o addirittura suggerito che l’America si meritasse gli attacchi”, ha dichiarato al New York Post Giovanni Galante, la cui moglie, Grace Catherine Galante, di 29 anni, era tra le 2.977 persone uccise dai terroristi di al-Qaeda.
Galante è uno degli organizzatori di una petizione che ha raccolto oltre 1.100 firme in poco più di una settimana, tra cui quelle di almeno 300 familiari delle vittime. “Questo giorno è sacro per noi”, ha detto l’agente immobiliare originario di Brooklyn che ora vive in Florida.
“Non si tratta di una questione politica. La sua presenza sarebbe profondamente offensiva e inappropriata, come un ospite indesiderato a una cerimonia molto personale”.
Galante e gli altri promotori della petizione sperano di raccogliere un numero sufficiente di firme per convincere i legislatori locali e gli organizzatori della cerimonia, l’organizzazione no-profit 9/11 Memorial & Museum, a tenere Mamdani lontano dalla cerimonia per il venticinquesimo anniversario, prevista presso l’ex sito delle Torri Gemelle a Lower Manhattan.
Testo | Quotidiano di Sicilia”
(Donatella)
This is America!
This is China!
... and this is EU ...
i Contributori al Progresso della BuroUmanità PostoFisso.
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LA UE propone infatti le nuove banconote da 20 per celebrare il suo successo.
SONO DEI PAGLIACCI.
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Ma quando il 5 luglio un uomo di origini gambiane ha accoltellato a caso un uomo nel quartiere San Siro e una volta arrestato ha detto che si è divertito e che lo avrebbe rifatto, lì era farwest oppure siamo in un'altra situazione tipo horror distopico...?
Com'era com'era...?
Roma. Colosseo.
Turisti che filmavano.
Subito si avvicinano: "Non fare video qui." Diversi tipi con pantaloni mimetici e camicie bianche si sono appropriati dello spazio come loro territorio.
Chi tira fuori la telecamera viene rimproverato, minacciato e mandato via. Questa è la quotidianità in molte città europee.
Gente arrivata qui detta legge ai locali e ai turisti su cosa possono fare e cosa no.
Benvenuti a Roma 2026.
Gruppi di uomini si avvicinano a chi sta filmando, ordinano di non riprendere, usano insulti e gesti aggressivi, e inseguono o pressano chi non obbedisce. Non si tratta di polizia, non di guardie del monumento, non di personale autorizzato. Sono privati cittadini, spesso extracomunitari, che si comportano come se quello fosse "il loro" territorio. In uno spazio pubblico di un monumento UNESCO, nessuno ha il diritto di: -ordinare a un turista o a un cittadino “non filmare qui”; -minacciare o inseguire chi non obbedisce; -trasformare un’area turistica in una zona a controllo di gruppi privati. Quando questo diventa ricorrente e le forze dell’ordine intervengono solo a ondate (blitz, identificazioni, poi ritorno alla situazione precedente), il messaggio che arriva è chiaro: chi ha più arroganza e organizzazione sul posto detta le regole di fatto. Il filmato non mostra “solo un litigio”. Mostra un tentativo di imporre un divieto arbitrario con la forza. Ed è esattamente il tipo di situazione che molti turisti e romani raccontano da tempo: non puoi più muoverti liberamente in certe zone senza rischiare di essere intercettato, rimproverato o minacciato da chi non ha alcun titolo per farlo. Ecco... questa è mafia in miniatura... Non è la mafia storica con i grandi affari e i clan strutturati, ma ne condivide i meccanismi base in versione ridotta e da strada: -Controllo del territorio: si appropriano di uno spazio pubblico (qui il Colosseo e dintorni) e lo trattano come loro. -Imposizione di regole arbitrarie: “qui non si filma”, “non si fa così”, “vai via”. -Uso dell’intimidazione: insulti, gesti aggressivi, inseguimenti, minacce verbali. Chi non si piega viene pressato. -Organizzazione di gruppo: non è un singolo scocciatore, sono più persone che si muovono in modo coordinato e si supportano a vicenda. -Impunità relativa: finché non arriva un blitz serio, continuano.
Benvenuti a Roma 2026, sì. Ma non dovrebbe essere così.
The TV said “bang”…
and bro really said “this is my moment” 💀🦜
Oscar-worthy performance from a parrot who took it way too seriously.
And, the Oscar goes to... ❤️🦜🤣🤣🦜❤️ 🏆
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80 anni di David Gilmour
I musulmani che vanno a pregare in mezzo a una spiaggia occidentale, tra persone seminude, non compiono un innocente esercizio religioso. Si tratta di pura provocazione e di un atto di dominio culturale.
Nella loro dottrina, una spiaggia piena di corpi nudi è zina – proibita, peccaminosa e impura.
Eppure scelgono deliberatamente proprio quel luogo per compiere le loro preghiere, con i glutei rivolti verso la Mecca, costringendo tutti i presenti a rispettare il loro rituale.
Ignorano consapevolmente le norme locali, la nudità che proibirebbero o punirebbero severamente nei loro paesi, e poi rivendicano lo spazio pubblico come loro territorio religioso.
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La loro è moralmente un'occupazione di territorio, perchè devono così marchiare il territorio, non tutti lo hanno capito, se potessero, lo farebbero col sangue di un montone, come loro usanza, ma sanno che questo non possono farlo PER ORA.
Chi li giustifica odia se stesso ed il paese in cui vive.