Sto pensando a troppe cose, in questo periodo.
Troppi pensieri, troppo diversi tra loro, che si accavallano, si attorcigliano, si intrigano...
E io non riesco a scioglierli proprio mai.
Il mio primo pensiero, egoisticamente parlando, è per me.
Ho sempre avuto la capacità di mettere in discussione ogni singola scelta che io abbia mai preso.
Le ho analizzate, guardate da un'altra prospettiva, alla fine anche scelte,
ma non ho mai smesso di pensare che le strade che ho intrapreso potessero non essere le migliori possibili.
E, periodicamente, le rimetto in discussione. Alle volte solo alcune, alle volte quasi tutte.
Penso di dovere questa capacità di analisi al fatto di non essere mai troppo sicura di me.
Cioè, non che io abbondi di autostima, non mi definirei neppure un'insicura.
Ci sono cose che so fare molto bene, lavorare, impegnarmi, studiare...
Sono tutte abilità che sono dipese dal mio non aver nessun talento particolare.
Ma proprio nessuno.
C'è stato un periodo della mia vita in cui l'ho anche vissuta male.
Oddio, male... malino.
Poi, passata l'adolescenza, ho imparato che questa totale mancanza di talento innato mi ha portata
ad essere capace di sforzi maggiori, di maggiore impegno, di più dedizione rispetto alle altre persone normo-talento-dotate.
Anche i miei passatempi, oltre l'attività fisica, sono tutti caratterizzati dall'essere fattibili dopo una lunga pratica,
senza che sia richiesta nessuna attitudine particolare: il cucito, il ricamo, la maglia, il disegno...
Bah.
Non che mi interessi troppo, in realtà.
Non sono mai stata particolarmente brava, particolarmente carina, particolarmente... niente.
E, alla fin fine, va anche bene così.