Evoluzione digitale nella sfera lavorativa e studentesca, bilancio positivo o negativo?
La scuola, L'università e il mondo del lavoro stanno diventando sempre più "digitali" e questa digitalizzazione va affermandosi quale metodo per una maggiore efficienza e celerità dei servizi e dell'istruzione.
Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo cambiamento?
In Italia sono stati promossi diversi incontri e progetti per dare risposte all'interrogativo. Tra questi, quello tenutosi a Bergamo dove studenti e docenti hanno condotto un viaggio tra i pro e i contro dell'uso della tecnologia nella didattica; un'indagine della professoressa Calabrò del laboratorio "Arturo Genre" dell'Università di Torino, su un campione di studenti dell'Università "la Sapienza". I risultati di tali iniziative sono significativi per tracciare un quadro d'insieme.
I vantaggi: gli strumenti digitali sono sinonimo di collaborazione, un modo per abbattere le mura dell'aula e portare avanti progetti anche con istituti distanti. l'uso delle tecnologie consente di organizzare lo studio mediante l'e-learning ricevendo news su corsi e esami, di partecipare a lezioni online, di semplificare il disbrigo delle pratiche amministrative studentesche; la lettura su schermi digitali di strumenti portatili (pc, eReader, tablet, smartphone) è comoda e economica.
Gli svantaggi: Problemi infrastrutturali: banda troppo stretta per la navigazione di tanti studenti, app che "crashano", pagine di libri digitali che non si caricano e, quindi, rallentamento dell'istruzione, aumento della distrazione, spreco di risorse; perdita di una lettura approfondita in favore di una superficiale e di una navigazione veloce; impersonalità delle relazioni, dipendenza.
La morale: un uso razionale degli strumenti digitali che non spersonalizzi, che non impoverisca i contenuti didattici e non mortifichi , anzi valorizzi, le capacità creative e di apprendimento dello studente.
una ricerca dell'ISFOL ( Istituto per lo sviluppo della formazione dei lavoratori) ha posto in luce che: l'uso della tecnologia nella sfera lavorativa può portare notevoli benefici con l'accelerazione di qualsiasi processo, aumentando così la produttività, in tempi record , ottenendo considerevoli risparmi (spese di trasferta, carta, spedizioni),permettendo il raggiungimento di aziende o uffici pubblici attraverso canali telematici. Tutto questo non può che far progredire la situazione economica complessiva.
Tuttavia questo processo positivo ha un rovescio della medaglia: maggiore è il ricorso alla tecnologia, più probabile è il calo dell'occupazione non essendo più indispensabili alcune figure professionali. Non va trascurato poi il divario tra quelli vocati alla tecnologia e chi invece mostra ancora una scarsa capacità di sfruttarne le potenzialità ( secondo l'ISFOL soprattutto impiegati e dirigenti).
Secondo Il professor Gallino dell'Università di Torino," le tecnologie permettono di lavorare meglio, meno faticosamente, stimolano, acculturano" ma "quando i mercati sono fermi, la tecnologia sostituisce la forza lavoro e si profila così lo spettro della disoccupazione tecnologica".
Jack Nilles, "padre" del teleworking, sostiene invece che la tecnologia applicata al telelavoro creerà nuova occupazione ma in Italia i telelavoratori sono ancora in numero esiguo ( 100.000 secondo la ricerca dell'IBM) e manca una normativa adeguata a tale forma di occupazione.
In conclusione: in questo periodo d'innovazioni l'invito rivolto ai lavoratori è "siate flessibili": se sapremo adattarci le tecnologie faranno da sole. Ma la speranza che l'innovazione da sola saprà ricreare i posti di lavoro perduti non sembra eccessivamente ottimistica?