Digitalmente sconnessi
Ormai siamo diventati disponibili a ogni genere di cambiamento sia esso positivo o meno. Per cominciare, il rapporto tra vita sociale e vita virtuale è ormai insito in noi ma cosa ha prodotto questo cambiamento? Questo mi sono chiesto e questo e ciò a cui ho cercato di dare una risposta…
Perché gli utenti interagiscono tra di loro?
Serviva un modo rapido e veloce per connettere le persone a lunga distanza e permettere la diffusione di dati così sono nati i social network, più in specifico le chat. Oggi questa esigenza è stata in gran lunga soddisfatta ma qualcosa è cambiato (e non solo l’intelligenza media di chi le usa), nata come bisogno la chat è diventata una necessità per molti e un’ossessione per altri. Siamo sempre connessi , sempre “online” e usiamo ogni minuto libero per scorrere la home di facebook o twitter, per scrivere uno stato o per aggiornare le notifiche, ecc… Abbiamo ogni tecnologia possibile e immaginabile ma siamo sempre più soli , creiamo account e profili ma celiamo dietro un po’ di solitudine. La verità è che ci annoiamo … Ci annoiamo e cerchiamo di porvi riparo connettendoci.
Fonte: We are social italia
Ma com’è possibile e quali siti/social network ci permettono di essere “online”?
Beh, non devo sicuramente farvi l’elenco, sono sempre in crescita e al più gratuiti questi siti in cui è possibile chattare , essere online vuol anche dire essere possibili prede dei “marpioni della rete” che sfruttano ogni momento per scriverti, quando magari se ti vedono per strada manco ti salutano. Tutto questo andirivieni di messaggi crea dipendenza e crea i cosiddetti “annoiati della rete”, esseri in continua diffusione , persone plasmate dalla foga di messaggi e che nei momenti di calma si annoiano appunto. Queste persone scorrono le notifiche e scrivono stati tipo “Chi mette mi piace gli scrivo in chat” o “Che noia oggi non mi scrive nessuno neanche?” e “La macchina del capo a un pss nella mhh, chattiamo mentre la riparano?”
Ma come difendersi dalla “noia della rete”?
Non esiste la noia della rete, esistono quelli che riversano la loro frustrazione in essa. Perciò i risvolti dell’uso della chat possono rivelarsi positivi se utilizzata in modo responsabile, ma nei casi più gravi la dipendenza da internet può finire in IAD(Internet Addiction Disorder). Tale disturbo induce la persona a trascurare famiglia, lavoro, hobby per dedicare la maggior parte del tempo ed energie al mondo virtuale, scatenando dunque sensi di colpa e sensazione di solitudine.
Fonte: Siamo malati di IAD?
Di sicuro non vorremmo essere sempre connessi e neanche essere rintracciabili da tutti, perciò spegniamo il “pallino verde” e ritorniamo "pallini grigi" in modo da non essere più disponibili, che è pressoché come nascondersi dietro un palo del telefono e sperare che nessuno ci veda. Certo che tutto questo è ironico, siamo iscritti ai social e diventiamo asociali, distaccati dalla realtà: digitalmente sconnessi.
Sconnessi dal mondo e da chi ci vive ma incuriositi da esso… poco umani oserei dire.
Luca Boaglio













