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La mente mia, trafitta e dirubata
da' ladri miei pensieri,
che m'han promesso il tempo e non atteso,
veggendosi così distrutta, piange;
Dino Frescobaldi, Morte avversara, poi ch'io son contento
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La mente mia, trafitta e dirubata
da' ladri miei pensieri,
che m'han promesso il tempo e non atteso,
veggendosi così distrutta, piange;
Dino Frescobaldi, Morte avversara, poi ch'io son contento
Quest’è la giovanetta ch’Amor guida,
ch’entra per li occhi a ciascun che la vede;
quest’è la donna piena di merzede,
in cui ogne vertù bella si fida.
Vielle dinanzi Amor, che par che rida,
mostrando ’l gran valor dov’ella siede;
e quando giunge ov’umiltà la chiede,
par che per lei ogni vizio s’uccida.
E quando a salutar Amor la ’nduce,
onestamente li occhi move alquanto,
che danno quel disio che ci favella.
Sol dov’è nobilta gira sua luce,
el su’ contraro fuggendo altrettanto,
questa pietosa giovanetta bella.
Dino Frescobaldi, "Questa è la giovenetta ch'amor guida"
Tanta è l’angoscia ch’i’ nel cor mi trovo, donde la mente tremando sospira, che spesse volte in sul penser mi tira, nel qual pensando assa’ lagrime piovo. Ché quell’aversità ch’i’ allor movo mi mostra il tempo ove morte gira, e la vertù che la vita disira veggio distrugger co’ martir ch’i’ provo. Questi martiri, che nel cor passaro, provando lor virtù naturalmente, venner di tanta forza e sì possente, che li miei spiriti tutti tremaro; po’ non sostenner, ché m’abandonaro, lasso!, fuggendo sbigottitamente. Dino Frescobaldi (1271-1316)