#literaryloungedistanceweek Wolf's lair 27.09.20 flashback Soundtrack Penguin Café Midnight Sun https://youtu.be/RS3x6l-LuIA
Alexander è inquieto stasera. Forse sente qualcosa nell'aria, una tensione che non so da dove provenga. I neonati sono così ricettivi ed è una cosa che devo imparare di nuovo, nonostante mi reputi un lupo sensibile. Non piange, non si lamenta, è solo forse troppo attivo e dovrebbe dormire a quest'ora. Con un lieve sorriso penso che forse il suono del piano potrebbe rasserenarlo e indurlo al sonno. Decido di prendere il marsupio a fascia, stringendolo a dovere per non rischiare di far cadere il mio lupacchiotto, e mi dirigo verso il piano. "Lo sai piccolo mio, ti abituerai a sentire suonare il piano da me o da tua mamma e spero che diventerà un suono gradito, che ti ricondurrà spiritualmente a casa ogni volta che ne avrai bisogno. Anche quando ti troverai mille miglia lontano da qui. Perché accadrà prima o poi crescendo. E' in fondo una legge di natura: noi genitori vi cresciamo ma dobbiamo anche essere pronti a vedervi lasciare il nido. Ora però è presto per questo, in fondo sei appena arrivato qui e, immagino, le tue priorità siano quelle di capire come funziona, che cosa è questo mondo e cosa ha a che fare con te. Noi genitori saremo la tua costante per un sacco di tempo, te lo prometto." Sam si siede al piano e comincia a suonare alcune note di un brano, stando attento al suo piccolino, alle reazioni che ha sulla musica. Sta cercando di trasmettere tutto il suo amore e la dolcezza che sta provando in quel momento. Teme di aver scelto un brano poco rilassante ma suo figlio lo sorprende, addormentandosi dopo le prime note. Forse era stato contagiato dalla pace interiore che provava, come se fosse nato per quel momento. Gli sarebbe piaciuto tanto che il suo io adolescente potesse vederlo, vedere dov'era arrivato. Lui che per molto tempo si era definito un completo disastro ora invece era padre e stava crescendo quella piccola vita. Una vita che chiedeva solo amore, come Alex gli stava dimostrano. Continuò a suonare, sfiorando dolcemente la testa del suo cucciolo. Ripensò anche a tutte le volte in cui si era sentito distante psicologicamente da casa, tutte le volte in cui ha pensato di non averne una. All'esterno Samuel appare come un uomo sicuro di sé, e per certi versi questo è anche vero, ma dentro ci sono tutte le cicatrici della sua vita. Le distanze fisiche ma soprattutto mentali... quest'ultime gli hanno pesato molto di più e, ancora oggi, non ha armi né mezzi per colmarle, quando accade. Il brano finisce e lui posa delicatamente le mani sulla tastiera. Alexander si è addormentato finalmente ma non ha il coraggio di muoversi da lì. Si gode il silenzio, interrotto solo dal respiro e dal battito del cuore di suo figlio. Fenrir lo guarda con espressione curiosa, cercando di capire cosa passi nell'animo del fratello più grande. Sam scuote la testa leggermente. "Va tutto bene, ora." sussurra.












