Haddon Hall Bakewell 20.09.19
Snow Lynx and Wolf wedding
Soundtrack Patrick Watson Sit Down Beside Me
https://youtu.be/ESrVzHTZl54
Immagine centrale a colori by Eleanor D. Mills
Mentre attendeva all'altare l'arrivo di Elizabeth, che non vedeva da mercoledì pomeriggio, molti pensieri si erano affacciati alla sua mente. La sua famiglia era lì con lui. Ne avevano passate tante in quell'anno ma la solidità non era mai venuta meno. Fino all'ultimo momento aveva temuto un'intervento da parte di Brian Chapman ma sapeva di poter contare su William, quel fratello che quattro anni fa non sapeva che esistesse ma che tanto aveva fatto per lui. Tanti pensieri, tutti belli. Finalmente si sentiva amato come non lo era stato mai. Merito era anche di quella donna che stava per diventare sua moglie. Chissà se si doveva aspettare un leggero ritardo, se doveva temere che lei ci ripensasse... "Oh shut up." disse basso quasi un ringhio da lupo. Sentì la mano di suo fratello sulla spalla. "La tua mente ti sta proprio torturando, soldato." Fece un lungo sorriso e annuì ma non aggiunse altro. Erano tutti lì. Tutte le persone che davvero contavano per lui e questo lo riempiva di gioia. Con la coda dell'occhio fece un lieve saluto alla fotografa e sicuramente lei avrebbe intuito quanto fosse teso. Felice ma teso. E poi all'improvviso sentì le prime note della canzone che avevano scelto. Era il momento che avevano tanto atteso. Finalmente la cerimonia stava prendendo forma e lui si stava sposando per la seconda volta. Il suo cuore stava scoppiando per la gioia. Quando la vide sgranò gli occhi.
"Lords of Kobol, è bellissima" esclamò.
Il suo sguardo incantato a fissarla mentre avanzava accompagnata dal padre.
𝑺𝒊𝒕 𝒅𝒐𝒘𝒏 𝒃𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆 𝒎𝒆 𝒂𝒏𝒅 𝒔𝒕𝒂𝒚 𝒂𝒘𝒉𝒊𝒍𝒆
𝑳𝒆𝒕 𝒐𝒖𝒓 𝒉𝒆𝒂𝒓𝒕𝒔 𝒅𝒐 𝒕𝒉𝒆𝒊𝒓 𝒑𝒂𝒓𝒕
𝑾𝒊𝒕𝒉 𝒘𝒊𝒏𝒆 𝒂𝒏𝒅 𝒘𝒐𝒓𝒅𝒔 𝒕𝒐 𝒎𝒆𝒆𝒕 𝒕𝒉𝒆 𝒉𝒐𝒖𝒓𝒔
𝑺𝒐 𝒕𝒉𝒆 𝒅𝒂𝒚 𝒏𝒆𝒗𝒆𝒓 𝒔𝒕𝒂𝒓𝒕𝒔
Elizabeth: * Quando resta sola con suo padre, nel piccolo cottage prima di uscire dalla porta si lascia andare ad un profondo sospiro; si sa, la figlia è sempre più legata al padre in genere e in questo caso Elizabeth non era un eccezione.* " Sei pronta Lizzie? * le chiede quindi, con un sussurro tenero e un braccio offerto come appoggio per il tragitto. La pianista annuisce, incerta, con la paura dell'ignoto che suo padre conosce e per il quale le bacia dolcemente la testa con un sorriso* " My dear..hai affrontato molto di peggio e non devi aver paura di essere felice..questo sarà un giorno che ricorderai per tutta la vita..". A quelle parole, Elizabeth allunga un sorriso e inspira profondamente prima di uscire dal cottage e intraprendere il viottolo che portava alla sala adibita per la cerimonia; quella stradina, in mezzo alla natura le infondeva una sorta di calma, in quel momento apparente, ma che l'aiutava a sentirsi a casa. In fondo era la sua terra quella, non poteva non sentirsi un estranea. Sorride a questo pensiero e guarda piano dove mette i piedi; lo strascico è lungo e un ragazzino è stato appositamente incaricato nel non farlo toccare a terra fino all'entrata all'edificio. Attraversano quindi la corte, in religioso silenzioso ma la presa di suo padre è forte e rassicurante e solo in quel momento capisce il significato di averlo al suo fianco in quegli istanti che precedono l'arrivo in sala. Un magnifico significato che la fa sorridere ancora. Varcano la soglia della tenuta e, la prima porta a destra era la sala dove Samuel la stava aspettando ed è qui che si ferma; sente il cuore batterle forte, quasi in gola, lo stomaco chiuso e il fiato mozzato quindi socchiude le labbra..non deve farsi prendere dal panico. Suo padre la stringe ancora e le sussurra* " Quando sei pronta...andiamo..".I pensieri nella testa di Elizabeth sono indecifrabili, persino per lei e non vuole prestare attenzioni a quelle mille voci quindi annuisce piano, senza distogliere lo sguardo davanti a se e piano, oltrepassa l'arcata in trifoglio fatta appositamente per la cerimonia.Lo vede, rivolto verso di lei a guardarla e automaticamente sorride, mordendosi piano il labbro mentre avanza e non riesce..a percepire la presenza degli invitati che sono attorno a lei; dovrebbe andare più piano ma..inconsciamente il suo passo è quasi affrettato. *
S: Sam dovette reprimere un sorriso divertito vedendola affrettare il passo verso l'altare. Per un impercettibile istante aveva temuto che cadesse, a causa del lungo strascico che non facilitava di certo i movimenti nonostante la sua costante e perenne eleganza che quell'abito rendeva ancora più evidente. Se, quando l'aveva conosciuta, aveva pensato che volasse sui tacchi ora, con quell'abito sembrava di vederla muoversi su una nuvola. Mancava l'aureola e le ali, e avrebbe potuto dire di vedere un angelo avvicinarsi a lui.
Il suo istinto protettivo, però, l'aveva quasi spinto a correrle incontro per evitare il peggio. La sua mente razionale gli disse che la sua paura era immotivata e gli diede ragione quando se la vide accanto a sé. Le mani tremarono leggermente quando le sfilo il velo.
La cerimonia ebbe inizio ma lui fece fatica a tenersi cosciente. La sua mente era fissa su Elizabeth, sulla felicità che stava provando. Rifletteva anche sulle parole che l'officiante stava pronunciando che per lui erano vere e sacrosante. Era convinto che quello che stava accadendo ora era scritto nel suo codice e niente e nessuno avrebbe potuto impedirlo.
Si riscosse dai quei pensieri quando sentì chiedere gli anelli per pronunciare la promessa ma lui aveva in serbo una piccola sorpresa.
Con arte da attore consumato chiese a Will se aveva gli anelli e lui gli resse il gioco, spalancando gli occhi, dicendo che erano rimasti nel suo alloggio. Si era messo d'accordo con suo fratello e sua madre per farle portare dal suo cucciolone Fenrir che era stato vestito o, meglio, aveva messo un papillon con dentro le loro fedi. Un piccolo fischietto si sentì risuonare e nel pieno silenzio risuonò il zampettare festoso del suo lupo che si avvicinò al suo alpha.
"Che bel fiocchettino... oh ma guarda. Erano qui gli anelli. Bravo cucciolone!" La sala scoppiò in una fragorosa risata e la cerimonia poté continuare.
Nuovamente le mani di Sam tremarono per l'emozione.
""Ho sempre affermato che la musica mi ha salvato la vita e ho sempre inteso seriamente queste parole, anche quando le persone non potevano comprendere davvero o pensavano che fossi esagerato. Quando..." fece una pausa perché la sua voce si era incrinata per l'emozione. "Quando mi hai incontrato la prima volta io stavo affidando alla musica il mio dolore e il mio essere un uomo con il cuore spezzato. E ho avuto la fortuna di essere visto da qualcuno che aveva la sensibilità per apprezzare. La musica è diventata la colonna sonora del nostro scambio di mail e, infine della nostra storia. The book of love has music in it, in fact that's where come from. * e dicendo quella citazione del brano fatto da Peter Gabriel le fa un cenno di intesa da uomo innamorato e continua: "Abbiamo costruito pagine importanti di quel libro finora ma quel che scriveremo dopo oggi... sarà meraviglioso. E voglio leggerlo insieme a te. Ti amo e..." ha gli occhi lucidi ora, scuote la testa per essere meno emotivo. "Passerò il resto della mia vita a renderti la donna più felice del mondo, a trattarti esattamente come meriti, e sai che io mantengo le mie promesse. Sempre." Trattenne ancora per un po' la mano di lei nella sua.
Elizabeth: *Man mano che si avvicinava al suo futuro sposo, poteva mettere a fuoco con maggior precisione la sua innata eleganze che spesso e volentieri nasconde dietro ad un abbigliamento casual che, non valorizzano questo suo lato. E' meraviglioso in quel completo scuro, lo ha sempre dichiarato apertamente e l'ha sempre affascinata; quel giorno, quella sensazione è più forte, tanto da lasciarla quasi senza fiato. Non distoglie lo sguardo dal suo futuro sposo, che è visibilmente emozionato, forse più di lei e, nel momento in cui suo padre si ferma per lasciarla andare si gira a guardarlo e socchiude gli occhi quando riceve quel bacio sulla guancia. " Ti voglio bene Elizabeth..sei in mani sicure, fidati di tuo padre" le sussurra prima di farle fare quei passi che l'avrebbero "simbolicamente" separata da quel legame familiare e affettivo. La pianista, annuisce piano forse inconsciamente aveva bisogno di quella rassicurazione ulteriore e, inspirando a pieni polmoni muove quegli ultimi passi verso Samuel. Gli si affianca e con un sorriso che nasconde la tensione pronuncia un flebile " Hey you…" dopo aver provato un ulteriore pressione al petto, quando lentamente le aveva sollevato il velo per guardarla meglio negli occhi. Durante la cerimonia cerca la sua mano da stringere per tutto il tempo mentre ascolta le parole dell'uomo che li avrebbe uniti legalmente, per sempre; parla di percorso insieme, di difficoltà da superare, di crescita interiore, di compro messi…un percorso che hanno già iniziato qualche anno fa, di sottecchi guarda Samuel, il suo essere perso nei pensieri come immaginava e il suo riscuotersi per tornare con i piedi a terra nel momento in cui dovevano scambiarsi gli anelli. Si morde il labbro per trattenere una risata, era il solito con la testa fra le nuvole anche quel giorno…Non immaginava di certo che, nel momento successivo avrebbe provato una sorta di panico, un imprevisto che avrebbe rovinato la perfezione del momento; sgrana gli occhi senza dire nulla mettendosi una mano sulla fronte e, pronta a dire la sua quando un leggero fischio risuona nella sala e, appare dall'entrata Fenrir, il lupo di Samuel con un papillon al posto del collare con qualcosa di legato o ricamato sopra, che si dirige verso di loro. - Samuel…? - si deve bloccare quando, vede perfettamente le loro fedi agganciate al papillon del lupo e trattiene una risata, lasciandosi andare invece ad un sospiro di immenso sollievo, scuotendo appena la testa.
Nel guardarlo ora negli occhi, mentre le prende la mano per pronunciare quelle parole, si perde…per l'ennesima volta in quell'amore che sprigiona in tutti i modi nei suoi confronti; mantiene un sorriso emozionato, talvolta si morde le labbra come a volerlo trattenere per la grande emozione mentre la fede scivola senza indugio nel suo anulare sinistro, nonostante tremasse anche la sua mano, leggermente. Alla sua volta, si china piano, per prendere l'anello destinato a Samuel e, si ferma guardandola per qualche secondo prima di prendere la sua di mano sinistra e, con un piccola risata nervosa lo fissa prima di aprire il suo cuore* - Eravamo due anime ferite, chi dalle troppe delusioni, chi dalle perdite importanti. La musica ci ha unito, è vero…e forse in quel momento ci siamo riconosciuti e senza nessuna pretesa, ci siamo avvicinati l'un altro sempre di più. Tu…con la tua immensa pazienza, con il tuo cuore grande, con il tuo affetto, la tua comprensione, il tuo rispetto e le tue parole..sei riuscito a trovare la chiave giusta per poter entrare dentro il mio di cuore, ferito profondamente e chiuso a tempo indeterminato, deciso a restare chiuso. Ci sei riuscito e ancora oggi non riesco a trovare una spiegazione logica se non qualcosa di inspiegabile chiamato amore che ha fatto sì che oggi, nonostante le difficoltà, le distanze, le incomprensioni…siamo qui. E io sono qui e ci sarò per sempre per te per renderti felice per tutto il nostro percorso insieme..i'm yours and i'll always be. I love you Samuel Alexander Chapman - * le ultime parole, quasi fossero intime le pronuncia piano senza distogliere lo sguardo dal suo mentre infila la fede nel dito del suo ora, sposo.
S: Sorride compiaciuto per il leggero panico che aveva letto nel volto di sua moglie, ormai poteva a pieno titolo chiamarla così, quando aveva finto lo smarrimento delle fedi. La sorpresa non poteva riuscire meglio. Dovette però mordersi le labbra quando lei pronunciò la sua promessa e mimò un "I love you too." Quando l'officiante pronunciò quelle antipatiche parole "se c'è qualcuno che è contrario a questa unione che parli ora o taccia per sempre." Sam rivolse uno sguardo verso i partecipanti alle nozze con fare truce, temendo il peggio. Will o meglio il suo servizio di sicurezza era stato impeccabile. Gli aveva promesso che non ci sarebbero stati intrusi spiacevoli e così era stato. Ormai non si preoccupava più di dover ricambiare, no. Lui era parte della sua famiglia e, come tale, avrebbe potuto domandargli qualsiasi cosa e Sam avrebbe fatto in modo da farglielo arrivare senza nessuna protesta. Tirò comunque un sospiro di sollievo quando vide che nessuno si era fatto avanti. Ora mancavano solo le fatidiche parole. Lui si girò di nuovo verso il sacerdote che disse: "Con i poteri conferitomi io ora vi dichiaro marito e moglie. Ora può rilassarsi e baciare la sposa." La frase aveva suscitato l'ilarità di tutti, compresa la sua. Non si fece attendere per quanto riguarda il bacio. Prese con estrema dolcezza tra le mani il volto di Elizabeth e la baciò cercando di farle arrivare tutto quello che aveva provato fino a quel momento. Al diavolo per una volta potevano fare uno strappo alla riservatezza....
Elizabeth: * La reazione di Samuel, a quelle parole la preoccupano leggermente; sapeva e si vedeva che era teso..forse poteva anche aspettarselo visto la sua mania di avere tutto sottocontrollo che, potesse esserci una minima possibilità di un imprevisto; chi poteva mai, rovinare la loro unione? La sua ex, suo padre? Maybe...i suoi fantasmi del passato e forse Elizabeth, poteva aspettarsi quest'apprensione da parte sua. Quando nessuna intrusione da parte dei presenti, osa ostacolare la loro unione Samuel dopo essersi guardato attorno automaticamente si rilassa e quel respiro che inconsciamente la pianista aveva trattenuto per lui lo lascia scivolare dalle sue labbra, sentendo un moto di istantanea felicità. Quella felicità che traspare dal sorriso pieno di Elizabeth quando vengono proclamati marito e moglie, finalmente. Si volta a guardaro, ora visibilmente più rilassata e si avvicina di un passo quasi a facilitargli il compito; non vedeva l'ora di baciarlo, non aspettava altro.
Si alza piano sulla punta dei piedi quindi e accoglie quel bacio senza remore che ricambia con fervore, circondando un braccio alle spalle del marito per stare più vicina. In quel momento gli invitati erano spariti, c'erano solo loro due e la loro unione perfetta.*