Atlas Eon 100, il primo "hard disk" immortale
DNA che conserva dati per millenni, debutta l'Atlas Eon 100, il primo "hard disk" immortale. L’annuncio dell’Atlas Eon 100 segna una svolta nell'archiviazione digitale: una tecnologia basata sul DNA sintetico promette di conservare dati critici per secoli, mandando in pensione nastri magnetici e problemi di obsolescenza.
L’annuncio dell’Atlas Eon 100 potrebbe portare qualcosa di inedito nel mondo dell’archiviazione digitale, ponendo al centro una tecnologia che fino a pochi anni fa sembrava appannaggio della ricerca di frontiera: il DNA sintetico come supporto per conservare dati.
La società statunitense Atlas Data Storage, leader nel settore e impegnata da oltre un decennio nello sviluppo di questo approccio, ha presentato ufficialmente un servizio pensato per proteggere informazioni sensibili e contenuti di valore per periodi estremamente lunghi, ben oltre la durata di qualsiasi supporto tradizionale.
Dai bit alle basi genetiche
Alla base del sistema c’è la traduzione del codice binario in sequenze composte dalle quattro basi che costituiscono il codice genetico — A, C, G e T. Questo formato universale si è rivelato incredibilmente stabile e densamente popolato.
L’azienda impiega DNA sintetico disidratato, un materiale in grado di resistere per millenni senza necessità di alimentazione elettrica o manutenzione costante (il cosiddetto data scrubbing). Questa tecnologia supera l’obsolescenza che caratterizza hard disk, memorie Flash e perfino i supporti ottici più longevi. Atlas ha sintetizzato le molecole in modo da renderle estremamente stabili, con la promessa di una durata "potenzialmente permanente" che ha immediatamente attirato l’attenzione di archivisti e conservatori digitali.
Una densità senza precedenti
L’azienda dichiara una densità di archiviazione fino a mille volte superiore rispetto ai sistemi magnetici attuali. Questa caratteristica permette di custodire enormi quantità di informazioni in volumi minuscoli: fotografie, filmati, documenti legali, opere d’arte in formato digitale e registrazioni storiche possono essere convertiti in sequenze genetiche e archiviati in spazi che, fisicamente, occupano meno di una comune scheda di memoria SD.
Il debutto dell’Eon 100 è solo il primo tassello di una linea che punta, nel tempo, a raggiungere capacità nell’ordine dei Terabyte. La scalabilità è infatti uno degli elementi chiave del progetto, rivolto sia al settore privato che a enti pubblici, musei, biblioteche e laboratori scientifici.
Addio obsolescenza e costi ambientali
La necessità di innovare in questo settore nasce dall’invecchiamento rapido degli attuali supporti. I nastri magnetici (LTO), ancora standard per il backup a lungo termine, devono essere sostituiti o migrati ogni sette-dieci anni, mentre hard disk e SSD soffrono di limiti fisici e degrado dei materiali.
Bill Banyai, fondatore dell’azienda, ha definito il lancio come "il risultato di oltre dieci anni di lavoro multidisciplinare". Il sistema vanta una dichiarata affidabilità pari al 99,99999999999%, una quota che colloca la soluzione tra le più robuste oggi disponibili.
Conservare informazioni per secoli senza doverle migrare da un supporto all’altro rappresenta un vantaggio non solo pratico, ma anche economico e ambientale: la produzione e lo smaltimento ciclico delle infrastrutture di archiviazione tradizionali costituiscono oggi una parte rilevante dell’impronta ecologica dell’industria digitale.
Dai musei all'AI
Molti degli utilizzi previsti si collocano nell’ambito della conservazione culturale: copie digitali di opere d’arte, lingue in via di estinzione, testimonianze storiche o interi cataloghi museali potrebbero essere custoditi a tempo indefinito.
Tuttavia, c'è un nuovo fronte: l'Intelligenza Artificiale. La rapida crescita dei dati generati globalmente e la domanda di archivi stabili per i dataset utilizzati nell'addestramento dei modelli AI stanno accelerando la ricerca di soluzioni sostenibili. Le aziende potrebbero sfruttare il sistema Eon 100 per preservare brevetti, progetti ingegneristici o archivi necessari alla trasparenza e alla verificabilità degli algoritmi nel lungo periodo.















