Hehehe! It's no problem!
Blixer: Hmmm well if i remember this place correctly, we SHOULD be able to find our way to the cave where all my stuff is.
Blixer: So in that case, that’s where we’ll go!
Blixer: 9057! help me steer this thing!
seen from United States
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Hehehe! It's no problem!
Blixer: Hmmm well if i remember this place correctly, we SHOULD be able to find our way to the cave where all my stuff is.
Blixer: So in that case, that’s where we’ll go!
Blixer: 9057! help me steer this thing!
VIVA L’INVERNO !
Decenni fa a Roma ci fu un assessore alla cultura, si chiamava Renato Nicolini, era un architetto, ed era comunista. Era l'esatto contrario di quello che è oggi, mediamente, l'uomo politico: era colto, signorile, cordiale, sincero, di aspetto piacevole e profondamente "romano", cioè affabile e spiritoso. Renato Nicolini inventò l'Estate Romana. Inventò cioè l'idea che si potesse fare cultura e cultura di qualità anche d'estate. Utilizzò anche il concetto di "effimero" nella cultura: sobrietà, leggerezza, "savoir vivre". L'Estate Romana ebbe un successo clamoroso. Dopo polemiche, critiche, veleni, come spesso accade in Italia, tutti la copiarono. A cominciare da Milano che dopo qualche anno ebbe una stagione teatrale e danza estiva al Castello Sforzesco di altissimo livello. Poi via via, in tutta la penisola, tutti vollero la loro estate: l'etate lodigiana, l'estate viterbese, l'estate foggiana, l'estate cuneese, l'esate piacentina, l'estate sassarese, l'estate novarese... Il rusultato fu che si rimpiangesse l'inverno. Non che nella provincia italiana, parafrasando Eco succedesse gran che "tra il Tanaro e la Bormida", ma una stagione di dignitoso teatro di provincia si poteva ancora vedere. Invece per colpa di Nicolini, tutti gli assessori credevano di essere lui. Col passare degli anni, di Renato Nicolini si sono dimenticati un po' tutti, così come del primo sindaco di cui Renato Nicolini fu assessore alla cultura, un certo Giulio Carlo Argan. E così, "alla periferia dell'Impero" per citare ancora Eco, dell'estate romana è rimasto lo scatolone vuoto. Un po' come i bambini poveri della mia infanzia che giocavano con le scatole dei giocattoli dei bambini ricchi. Chi ha orecchie per intendere, intenda...