by ✞bens▲n https://flic.kr/p/2nbWyyU

seen from United Kingdom
seen from Israel
seen from China

seen from Italy

seen from United Kingdom
seen from Canada
seen from Germany
seen from United States

seen from United States
seen from United States

seen from Germany

seen from United States
seen from United States

seen from Italy
seen from United States
seen from Estonia
seen from China
seen from China
seen from United States
seen from United States
by ✞bens▲n https://flic.kr/p/2nbWyyU
by ✞bens▲n https://flic.kr/p/2mGqkXj
Nuovo potenziale farmaco per l’Alzheimer
Si chiama E64d ed è un inibitore della proteasi cisteina, blocca cioè l’enzima che accelera la rottura della cisteina, amminoacido presente in molte proteine dell’organismo. Secondo i ricercatori della University of California di San Diego (Usa), della Medical University della Carolina del Sud (Usa) e dell’American Life Science Pharmaceuticals di San Diego (Usa), l’E64d non solo è in grado di ridurre l’accumulo di Beta-amiloide nel cervello di modelli di animali malati di Alzheimer, ma anche di produrre miglioramenti in presenza di deficit di memoria. Lo studio verrà pubblicato a settembre sul Journal of Alzheimer’s Desease.
Alti livelli di Beta-amiloide nel cervello si associano a perdita di memoria e sviluppo di placche amiloidi, segno distintivo dell’Alzheimer. I peptidi Beta amiloidi sono ricavati da una proteina più grande, detta precursore della proteina amiloide (App), grazie a una forbice enzimatica chiamata Beta-secretasi. A questo punto, essi si aggregano a formare le placche nelle aree del cervello deputate al ricordo. L’ E64d agisce impedendo alla Beta–secretasi di tagliare la catena dell’App in piccoli peptidi amiloidi tossici.
Il team statunitense ha somministrato il farmaco contenente E64d a topi transgenici con Alzheimer, sia giovani che anziani, scoprendo che il trattamento migliora la memoria in entrambi. Il passo successivo è ora l’inizio della sperimentazione clinica sull’uomo.
Fonte: University of California