Aggiornamento sui diversi progetti in corso:
La scorsa settimana è stata piena di impegni fotografici per il sottoscritto, a partire dal workshop La Sede del Ritratto con Efrem Raimondi, svoltosi alla Bottega dell’Immagine di Milano, per proseguire - nella medesima sede - con una sessione di ritratto fotografico in studio, in tema floreale. Inoltre, il “Progetto Canterbury” viene consegnato al suo editore e presto potrò dirvene di più.
Andiamo, però, con ordine:
1 - La sede del Ritratto: Non si tratta del primo evento formativo in tema ritratto fotografico che frequento, ma è stato sicuramente il più impegnativo (due giorno full time). Vi sono arrivato senza sapere bene cosa attendermi e devo dire che l’esperienza è stata bella spessa e carica di contenuti da assimilare. Si trattava proprio di uno di quei casi dove vieni posto davanti ai tuoi limiti e devi lottare con te stesso per superarli. Utile per cominciare ad approcciare degnamente l’argomento “figura”, oltre che il “ritratto”, con utili indicazioni anche per quel che riguarda l’editing.
Ne esco fuori conscio di dover aggiornare le mie foto di ritratto al nuovo metodo di sviluppo (il terzo in poco tempo), di razionalizzare e semplificare (disciplinare in parole povere) il mio sguardo fotografico, e che manco di una lente adatta allo scopo, una cioè che mi faccia sentire a mio agio nel ritrarre persone. Questo senso contare che devo ancora fare tanta, ma tanta strada, ancora!
2 - La sessione di “ritratto floreale”: Sempre nella stessa sede de La Bottega dell’Immagine, nel quadro del Corso Avanzato di Fotografia che lì sto seguendo, abbiamo avuto una serata in cui abbiamo scattato, per 10 minuti, una modella a cui dovevamo portare dei fiori (o piante, foglie, etc.) per ricavarne dai 3 ai 5 foto a tema floreale da presentare poi lunedì prossimo.
Si è trattato di una bella ed esaltante esperienza, molto più rilassata rispetto al workshop di cui sopra, in cui però vi ho potuto cominciare a mettere in pratica quanto appreso dal Raimondi. Sentivo mi servisse un 35mm o un 50mm capace di avvicinarmi abbastanza al soggetto, per avere la massima (e migliore) libertà di composizione. L’unico obiettivo in mio possesso a quel momento con queste caratteristiche era lo Zeiss Tessar 50mm f 2,8 Jena, quello il cui adattatore mi giocò un brutto scherzo in gennaio, durante un’altra sessione di scatti en plen air (in questo blog condiviso), tanto che fui costretto a portare in assistenza la mia macchina fotografica, e lì dovettero “rettificare” il suo innesto per obiettivi. Un azzardo, insomma, e la macchina infatti non riconosceva più il diaframma impostato sullo Zeiss, né funzionava tanto la messa a fuoco manuale sotto una certa distanza. Insomma, non ripeterò più questo esperimento, anche se quelle volte che sono riuscito ad agganciare il fuoco i risultati sono pari alla fama et nomea Zeiss. Vedremo comunque lunedì se il rischio corso mi ha ripagato
Sono in ballo, ora, con un’asta su Ebay per un sostituto. Niente che necessiti di un qualsiasi adattatore. Resto in casa Pentax con una lente, persino AF e di buona qualità, ma che dovrebbe essere alla portata del mio magrissimo portafoglio. Aggiornamento seguiranno, una volta stabilito se ho vinto, o meno, l’asta.
3 - Il progetto “Canterbury” arriva in porto: per un corposo saggio musicale dedicato alla così detta ‘Scena di Canterbury’ (Soft Machine, Matching Moles, Gong, Robert Wyatt, Kevin Ayers, Hugh Hopper e altri) ho fatto diversi scatti in situazioni e luoghi diversi negli ultimi due mesi. Qui ne riporto una, come assaggio. Potrò dirvene di più, ancora una volta, dall’oramai vicino aprile.
Per il resto, si combatte sempre fra ristrettezze economiche, impegni per la famiglia, e rogne varie. Ma che gusto ci sarebbe a risalire la china dal fondo roccioso del mare se ciò fosse semplice e indolore? Come sempre, vale comunque il motto:
Per Aspera ad Astra!









