Istantanee di fotografi - "Henry Cartier-Bresson"
Ebbene si, siamo già al secondo articolo di questa carrellata di fotografi, e dopo aver voluto fare l'alternativo cominciando con un fotografo da modelle oggi voglio fare il nostalgico e parlarvi di quello che è senza dubbio uno dei più grandi fotografi di sempre, non che un padre della fotografia moderna. Quasi per caso scelsi di informarmi su di lui quando studiavo fotografia alle superiori e, come spesso accade con le cose migliori, scoprii un mondo di genio e passione cosi profondi e sfaccettati da lasciare il segno.
Henri Cartier-Bresson è ormai quasi diventato sinonimo di fotografo. Fondatore insieme a Robert Capa dell'agenzia Magnum nonché pioniere di quella che è il reportage fotografico H.C.B rappresenta l''immagine del fotografo a tutto tondo.
Non ero sicuro di come approcciarmi alla descrizione della sua vita e del suo lavoro, quindi tenterò qualcosa di particolare evitando di dividere la sua opera fotografica dalla sua vita, ma piuttosto seguire un fil rouge che li unisca entrambi.
H.C.B. va inquadrato in un contesto particolare, poiché inizialmente la sua passione per le immagini, nel senso più ampio, viene esternata attraverso la pittura.
La pittura è stata la prima pellicola e il primo set di H.C.B. che ha sempre mantenuto questa passione, assorbendone i punti cardine e spostandoli successivamente nella tecnica fotografica. Ogni suo scatto, dai più celebri ai meno. racchiude in se una ricerca della proporzione e della composizione che risulta incredibile vista la rapidità con cui vengono scattati, tanto da fargli meritare l'appellativo di "occhio del secolo".
Dopo una gioventù completamente dedicata alla pittura attorno al 1931 H.C.B. acquista la su prima macchina fotografica, una Leica 35mm con lente 50mm, che l'accompagnerà per molti anni. Il suo lavoro è subito influenzato dai pittori surrealisti, influenza che segnerà quasi tutto il suo lavoro. Anche nella pellicola che usa ricerca il formato 35mm, che risulta essere il più simile al campo visivo dell'uomo, in modo da ottenere una miglior resa possibile, dopo lo sviluppo, di ciò che il suo occhio ha visto durante lo scatto.
H.C.B affronterà vari ambiti nel lavoro fotografico e video facendo anche da aiuto regista e impersonando lui stesso il ruolo di regista.
In seguito intraprenderà un viaggio in Asia che lo porterà a sviscerare quelli che erano i resti in disfacimento del grande impero cinese ormai alla sua fine, restituendoci scatti di vita quotidiana dagli ultimi eunuchi alle prostitute di Pechino.
Durante la seconda guerra mondiale si unisce alla resistenza francese e continua da li la sua attività di fotografia, finendo lui stesso prigioniero dei tedeschi e rendendosi protagonista di una rocambolesca fuga dal carcere.
Conclusa la guerra e dopo aver fatto saper al mondo di non essere morto organizzando una mostra a lui dedicata al MOMA di New York nel '47 fonda con Robert Capa l'agenzia Magnum e proseguendo nella sua opera di ritrattista fotografando fra i tanti Gandhi pochi istanti prima di essere ucciso, Truman Capote, Marilyn Monroe e molti altri.
Con la fine degli anni sessanta abbandonerà quasi completamente la fotografia, ritornando a dedicarsi alla pittura e concedendosi solo qualche raro ritratto e cercando di mettere ordine al suo enorme archivio imponendo limiti all'uso dei suoi scatti.
H.C.B. ci lascia a 94 anni e con alle spalle un sentiero che lui stesso ha tracciato per le generazioni di fotografi che lo seguiranno. Ricordando a tutti l'importanza del viaggio e della ricerca della situazione da immortalare. L'importanza di un mano ferma, un occhio vigile e un rullino sempre a disposizione.
E ricordatevi sempre di togliere il copri obiettivo.