Ettore Spalletti - Museo Madre (Napoli, 2013)

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Ettore Spalletti - Museo Madre (Napoli, 2013)
Ettore Spalletti guarda La Bella Addormentata, Cappelle sul Tavo (PE) 3-07-1987. Photo © Giorgio Colombo, Milano.
via https://flash---art.it/2019/11/amarcord-ettore-spalletti/
Storie del Colore e della Luce - (dalla Superficie alla Forma) Ettore Spalletti •Rosa Verticale, Vaso e TuttoTondo •Ali, Grigio Neutro, Acquasantiera #fondoambienteitaliano #giornatefaidiprimavera #villapanza #ettorespalletti #minimalismo #monocromo #contemporaryart #artcollector #giornatefai #fondoambienteitaliano #villapanza #collezionepanzadibiumo #contenporaryart #minimalism #americanpainting (hier: FAI - Villa Panza) https://www.instagram.com/p/CbqQvEVsSCX/?utm_medium=tumblr
Text ― Ettore Spalletti
Elogio della normalità. Ettore Spalletti di Giancarlo Politi
Ettore Spalletti è (stato) uno dei più rigorosi e importanti artisti italiani dagli anni ’70 ad oggi. L’ho conosciuto negli anni ’60, a Pescara, in una mostra collettiva (Ceroli, Alviani, Spalletti, ecc.) nella Galleria L.D. di Lucrezia De Domizio allora ai suoi esordi nell’arte. Ettore era un ragazzo gentile e sottile, apparentemente timidissimo. Nel parlare, quasi balbettava. Poi credo sia diventato un vezzo che lo ha accompagnato per la vita e gli ha procurato molte simpatie. Il suo tono di voce era bassissimo, quasi un sussurro e spesso si faceva fatica a capirlo. Io dovevo avvicinare il mio orecchio alla sua bocca. Allora era uno dei tanti artisti di provincia che tentavano di affacciarsi sulla scena nazionale: divenne amico di Mario Ceroli e Getulio Alviani che credo gli abbiano creato qualche contatto in Italia. Ma il suo supporter principale, direi l’artefice principale del suo affacciarsi sul palcoscenico nazionale, è stato Mario Pieroni, che all’epoca gestiva un importante negozio di tappeti, dove teneva anche alcuni multipli di Ceroli, di Alviani e Pistoletto. Poi aprì una vera e propria galleria ai Bagni Borbonici della città. Un nome un po’ inquietante ma la galleria era bella, spaziosa e luminosa e Mario realizzò splendide mostre, miracolo per la provincia di allora: Mario Merz, Kounellis, Spalletti, ecc. Ma poco dopo, ritenendo un po’ stretta Pescara, e anche perché incontrò Dora Stiefelmeier, che diventerà la donna della sua vita e che tanta importanza ebbe negli sviluppi dei suoi progetti, Mario si trasferì a Roma, aprendo la galleria Mario Pieroni, in pieno centro, in via Panisperna. Ma sempre con un occhio molto attento e amorevole nei confronti di Ettore Spalletti, che portò più volte ad Art Basel, nel suo stand molto minimale e spirituale. E credo che i primi contatti internazionali di Ettore con le gallerie e Istituzioni di altri paesi, avvennero proprio ad Art Basel, nello stand di Mario Pieroni e Dora. Altro grande contributo alla diffusione del lavoro di Ettore lo hanno dato, ognuna nei propri ambiti e senza mai rivaleggiare ben sapendo che lavorare in due è meglio di uno, sua nipote, Benedetta Spalletti proprietaria della galleria Vistamare e la grande Lia Rumma. Di cui un giorno bisognerà raccontare la storia leggendaria, la sua grande intelligenza e determinazione, che da Salerno ha conquistato il mondo. E in silenzio come Ettore Spalletti.
Il grande miracolo di Ettore, credo quasi unico al mondo, è che lui è diventato un artista internazionale senza mai lasciare l’Abruzzo e conducendo una vita normale. Una vita semplice di provincia ma di grande impegno morale. Tra Spoltore e Cappelle sul Tavo, due paesetti ad un tiro di schioppo. La sua formalmente fu una vita normale che mi ricorda l’Uomo senza qualità di Robert Musil, per il suo estranearsi dalla società ed immergersi totalmente nel suo lavoro dentro la società.
Ma Ettore, soprattutto agli inizi, quando era solo un artista che cercava di affacciarsi nel mondo dell’arte, mantenne alcuni contatti fedeli: Kounellis, Ceroli, Alviani, soprattutto. Convinse Kounellis a prendersi uno studio accanto al suo, a Spoltore,
A proposito di Alviani, su cui so tutto, sia Getulio che Ettore mi raccontarono un episodio comico e drammatico (di cui ho già scritto quando entrambi erano in vita e anche Giacinto Di Pietrantonio è a conoscenza: dunque non sto romanzando la vita di nessuno, come qualcuno pensa). Nei tardi anni ’60 o i primissimo ’70 Ettore andò a visitare Getulio nel suo studio a Udine, adiacente alla abitazione di Alviani, dove viveva con la prima moglie. Donna bellissima e straordinaria, ma gelosissima. Angioletta (così si chiama la prima moglie) vide Getulio entrare in studio con una persona, senza capire bene chi fosse. Ma conoscendo suo marito e le sue abitudini, poco dopo si avvicinò alla porta dello studio per capire chi fosse entrato. Non udendo parlare immaginò che Getulio fosse in compagnia di una donna. Tornò di corsa in casa, prese la pistola (probabilmente dell’ex marito militare deceduto) e corse in studio. Inferocita e accecata dalla gelosia aprì la porta e controluce vide una figura sottile che si stagliava nella finestra. Sparò due colpi di pistola contro la famigerata figura, per fortuna senza colpirla. Si trattava di Ettore Spalletti, che parlando come sempre a bassa voce, fece credere ad un appuntamento d’amore all’infuocata moglie di Alviani.
L’Azzurro Spalletti come il Blue Klein
Ma il grande merito di Ettore, che nessuno ha mai sottolineato, è stata la sua testarda volontà imporre il proprio lavoro, restando sempre in Abruzzo, a Spoltore, un villaggio su un cocuzzolo vicino Pescara. Non ho mai conosciuto nessun artista arrivare ad un successo internazionale di tale misura restando nel proprio paesello. Un insegnamento per tutti. Ettore però viaggiava ed aveva amici ed estimatori di alto o altissimo profilo. Viaggi veloci, blitz di lavoro, con attenzione per tutto ciò che lo riguardava ma anche per tutto ciò che era distante da lui. Ma la curiosità per tutto il panorama dell’arte era innata in lui. Ettore riusciva ad esprimere una opinione pacata e acuta su ogni aspetto della creatività. Anche le più nuove e sperimentali. E per quanto riguardava il suo lavoro era di una dedizione e professionalità monacale e maniacale. Non ho mai incontrato artista così legato al proprio lavoro e al suo universo. Minimale e sempre tenuamente azzurro (con qualche breve p’arentesi rosa). L’azzurro Spalletti come il Blue Klein.
Ma non si può giudicare il lavoro di Ettore Spalletti senza averne mai visitato lo studio. Una sua opera. La pià grande opera di scultura e architettura di Ettore. Una perfetta sintonia tra spiritualità azzurra e silenzio monacale. Entrare nel suo studio significava entrare nella Cattedrale della sua arte, fatta di colori tenui e di silenzio. Mi ricordava in grande la Cappella di Matisse a Vance.
Ettore programmava ogni sua mostra significativa in studio: un bozzetto perfetto dello spazio espositivo, museo o galleria, con la miniatura di sue piccole opere. Opere piccolissime che però subito diventavano enormi, perché lo spazio ti risucchiava e tu eri uno sperduto navigante immerso nell’azzurro.
Spero che gli eredi di Ettore vogliano conservare lo studio come una cattedrale, con tutti i progetti di mostre e lo spirito mistico che lo studio sprigionava.
Ettore Spalletti: Ombre d’azur, transparence
“I go to the studio every day. Each time it is different. The colors of my works are always there as if they were new, to welcome me. I live in the studio as in my home. I walk around slowly, I move a piece, I close a curtain, I remove some ash from a smoked cigarette, looking for hospitality […]. I go to the studio in the afternoon and sit in an armchair. You realize you have found painting when you get free from everything. I like that people, when they come to see me in my studio, don’t feel the need to say anything. They remain silent next to me.”—Ettore Spalletti
Since its very first beginning in the 1970s, the art of Ettore Spalletti (1940–2019) focused around an in-depth study of color and its interaction with space. His paintings and sculptures, mainly three-dimensional monochrome works which reference the pink and blue landscapes of Abruzzo—the Italian region on the Adriatic where the artist has always lived and worked—were the outcome of a highly original, slow, and extremely methodical technique, often been referred to as meditative. Over a period lasting weeks, he applied dozens of layers of color onto wooden structures, with each layer being left to dry and then abraded to bring out the pigments in all their hues and brightness. The result of this meticulous process is a sort of skin that protects the work, while also creating a connection with the visitor, diffusing shades of color and light which vibrate in the surrounding space. Published on the occasion of Ettore Spalletti’s last solo exhibition, held at the Nouveau Musée National de Monaco in 2019, Ombre d’azur, transparence collects a series of critical essays and a visual apparatus that lead the reader through the artist’s career. The book presents five reprints of historical texts alongside three new and unpublished ones: a conversation between the artist and Hans Ulrich Obrist, an essay by art historian Valérie Da Costa, and a text by the curator of Ettore Spalletti’s last solo show, Cristiano Raimondi.
Texts by Bruno Corà, Valérie Da Costa, Daniela Lancioni, Hans Ulrich Obrist, Cristiano Raimondi, Daniel Soutif, Tommaso Trini, Vincenzo Trione
via https://www.moussemagazine.it/shop/ettore-spalletti-ombre-dazur-transparence/
#ettorespalletti il suo #AZZURRO vivranno per sempre, così come la sua memoria. L'architetto artista aveva 79 anni ed è considerato uno degli ultimi pittori e scultori più rappresentativi dell'arte #concettuale del 20° secolo. Si è spento ieri nella sua casa di #SPOLTORE mentre a #Monaco fino al 3 novembre continua a splendere un'esposizione a lui dedicata. #colors #architecture #genius #conceptart Oᴍʙʀᴇ ᴅ'ᴀᴢᴜʀ, ᴛʀᴀɴꜱᴘᴀʀᴇɴᴄᴇ. Questo è il suo ultimo progetto, un percorso composto da quaranta opere distribuite sui tre piani del museo #villapaloma del #NMNM #principautedemonaco #monacomoments #igermontecarlo #igersmonaco #visitmonaco #instagood #inspiration #monmonaco #instart # #biennaledivenezia #artecontemporanea #Guggenheim (presso Monaco) https://www.instagram.com/p/B3glwrdFB--/?igshid=1acvo3n5rjeoi
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