La Galleria “Corbett vs. Dempsey” di Chicago è una miniera di piccoli (e grandi gioielli), un vero centro culturale, fucina di artisti e musicisti. Per chi fosse curioso una visita al sito della galleria https://corbettvsdempsey.com/ potrebbe rivelare più di una sorpresa. Tra le tante, una ve la anticipo io: è lì che nel marzo 2023 la “Rob Mazurek Exploding Star Orchestra” con Rob Mazurek (tromba), Tomeka Reid (violoncello), Damon Locks (voce ed elettronica), Angélica Sánchez (piano elettrico), Ingebrigt Håker Flaten (basso) e Chad Taylor (batteria), hanno registrato “Spectral Fiction” uscito qualche giorno fa. E’ facile immaginare l’atmosfera sperimentale e di ricerca in cui spazia questo magnifico lavoro, anche alla luce proprio di questo luogo ad alta tensione creativa che ha fatto non solo da palcoscenico, ma anche da incubatore del progetto. Molto spesso i luoghi possono determinare le giuste vibrazioni per le composizioni e al contempo le composizioni e la creazione non lasciano mai i luoghi così come li hanno trovati. Si tratta di una specie di simbiosi rabdomantica che spesso nel jazz è particolarmente evidente. Il lavoro di Rob Mazurek & Co. è composto da sole due tracce, la prima “Equations of Love in Prismatic Waves of Color” è una lunga ed ininterrotta flanerie nelle emozioni che il suono può far scaturire dal sentimento e da una sorta di flusso di autocoscienza che si materializza nella musica, puntellata dai sussurri poetici della voce di Damon Locks. La tromba di Mazurek si fa discreta quasi fino a scomparire, per lasciare posto all’infinito intreccio sonoro di contrabbasso, violoncello, batteria e pianoforte. Un equilibrio quasi perfetto che si rimette costantemente in discussione in una dialettica continua. Quando si scrive si parte sempre con l’intento di esplorare qui e là il pezzo per vedere cosa ci riservi, ma quando la magia scaturisce, come sempre accade coi dischi e con i concerti di Rob, è difficile perdere anche un solo secondo della sua musica e così i quaranta minuti filati del brano scorrono via veloci, con quel senso della sospensione del tempo, che solo le opere poetiche, visive e musicali sanno dare. Equations of Love in Prismatic Waves of Color” è un ambiente sonoro sempre mutevole che passa con gradualità, o bruscamente, dall’intimismo carico di attesa punteggiata dallo “speach” sporco di Damon Lock, alla disincantata impetuosità sciamanica del groove, cifra stilistica predominante della musica di Mazurek. Il secondo brano dell’album, “Driftless” prende ispirazione da una mostra di Sam Gilliam, grande artista del “drappeggio” scomparso qualche anno fa. Ricordo di aver visto recentemente sue opere alla Fondation Vuitton di Parigi e qualcuna alla Tate modern di Londra qualche anno fa, e l’idea che Rob abbia composto un brano così, non può che rendere l’ascolto del brano ancora più partecipato. Pezzo più pacato e meno tormentato, una specie di una lunga melodia con qualche inserto elettronico e a dominarla è certamente la tromba di Mazurek, sostenuta dalla batteria di Chad Taylor e dolcemente cullata dal piano di Angelica Sanchez. Per concludere qualche nota sulla copertina dello stesso Mazurek, un acrilico (presumo) che si i titola “Film” che è stato realizzato nel 2019. Comincia a non essere più un caso isolato, quello di musicisti e compositori che realizzano “in proprio” le cover dei loro lavori: nel jazz accade spesso, sempre più spesso, quasi a voler sancire la multimedialità della creazione artistica, quasi che la musica da sola non bastasse più, oppure probabilmente, il musicista vuole controllare completamente che il risultato finale sia conforme alle proprie intenzioni. Un fenomeno piuttosto interessante sul quale vale la pena di ritornare.