Internazionalizzazione – Si Deve Fare con un Progetto, ma Come?
L’impresa che vuole fare internazionalizzazione dovrebbe procedere in base ad un progetto.
Domanda: al di la’ che si tratti di internazionalizzazione, di semplice export o di quello che volete, qual’e’ l’obiettivo – e lo scopo per cui sono nate – delle imprese?
Risposta: vendere quanto viene prodotto o lavorato, incassare e guadagnare.
Ovviamente, l’azienda dovrebbe guadagnare abbastanza da garantire (perlomeno) l’esistenza dell’azienda stessa ed una vita dignitosa sia ai proprietari che a chi ci lavora.
In breve: il business case aziendale – questo sconosciuto – deve essere sempre valido.
Parlero’ piu’ in dettaglio del business case nel capitolo Perche’ un progetto? Quello che mi interessa sottolineare ora e’ che l’impresa che vuole fare internazionalizzazione dovrebbe procedere in base ad un progetto – od entrare a fare parte di tale progetto se quest’ultimo e’ frutto di un’iniziativa esterna.
A questo punto c’e’ un’altra domanda – che nessuno di solito di pone – ovvero che progetto?
Da quando il project management – al secolo gestione progetti – e’ diventato di moda, tutti dicono di fare progetti e tutti sono diventati project managers. Per capirci, e’ come per l’internazionalizzazione: appena e’ diventata di moda, tutti sono diventati export managers.
Gran parte di coloro che parlano di progetti – dispiace dirlo, ma tante societa’ di consulenza hanno molta colpa di cio’ – non sa cosa sia un progetto; figuratevi se sa cos’e’ un progetto di internazionalizzazione!
E naturalmente non solo ci sono progetti e progetti, ma, essendo il progetto un oggetto complesso, vi sono anche modi totalmente opposti di concepirlo.
La domanda che pero’ ora l’imprenditore si sta ponendo e’: ma allora qual’e’ il tipo di progetto giusto per l’internazionalizzazione della mia impresa?
DI COSA NECESSITANO LE IMPRESE DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE?
Spesso le imprese che voglio fare export ed internazionalizzazione vengono sottovalutate: e’ vero che non sanno come fare – perche’ non sono mai state concepite per l’internazionalizzazione – ma sanno cosa vogliono: fare onesto business, vendere ed incassare, guadagnare perlomeno abbastanza da andare avanti e dare da vivere dignitosamente a chi ci lavora.
Il problema sta a monte: chi si propone alle imprese per aiutarle con l’internazionalizzazione, sa come fare?
Personalmente, ho l’impressione che il fatto che l’internazionalizzazione sia ora “di moda” non aiuti le imprese – giusto per chiarire, anch’io faccio consulenze di internazionalizzazione, per cui non ce l’ho sicuramente per principio con i consulenti o le aziende di consulenza; semplicemente, mi piacciono le cose ben fatte e quindi non ho una buona opinione di chi, alla fin fine, non contribuisce certamente al buon nome della categoria e quindi nemmeno al business dei consulenti impegnati.
Ma cosa serve alle aziende?
In breve, identificherei perlomeno:
Il coinvolgimento – fin dall’inizio – nel progetto di internazionalizzazione, affinche’ quest’ultimo sia rispondente alle loro aspettative e necessita’
Una lunga serie di competenze: lingue, capacita’ di interfacciarsi con altre culture, capacita’ di suggerire cosa deve essere incluso nel contratto – cosa ben diversa dal metterlo in linguaggio legale – e cosi’ via
Tutta una serie di analisi e strategie – per questo rimando al mio articolo Strategia Aziendale e Strategie di Internazionalizzazione delle Imprese – Rapidita’ nell’Esecuzione, che fa una carrellata dei molti fattori da considerare, analisi (e gestione!) dei rischi e geopolitiche incluse
La capacita’ di gestire dinamicamente i progetti ed i business cases (quello progettuale e quello aziendale) – e lo stesso per i rischi. Colgo l’occasione per sottolineare come l’affidarsi ad una generica risk map (vedi il capitolo Ci sono progetti e progetti – Quali sono le differenze?) sia un grave errore, perche’ i rischi sono dinamici
In generale, tutto cio’ che e’ necessario – e desiderabile – per internazionalizzare l’impresa, ma che l’impresa stessa non e’ in grado di fare da sola. Nel caso delle PMI, ovvero della gran maggioranza delle imprese, cio’ corrisponde a praticamente tutto.
Una societa’ di consulenza che comprenda veramente l’impresa, ovvero che non pensi di essere al supermercato ......
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