Facebook ci conosce meglio dei nostri genitori?
É questa la domanda che da qualche settimana mi ronza in testa. Molto spesso mi sono imbattuta in persone, nella vita reale, che mi sono apparse interessanti e poco dopo con una ricerca molto accurata, nonostante conoscessi soltanto il loro nome, mi sono ritrovata sul loro profilo Facebook e mi sono resa conto di quanto ormai sia diventato semplice essere a conoscenza della vita di qualcun altro dando soltanto uno sguardo al loro profilo sui Social.
Fonte: Think it over
Al giorno d'oggi sulle piattaforme online condividiamo qualunque cosa: dal piatto che abbiamo consumato a pranzo alla rottura con il nostro fidanzato, dalla morte di qualcuno a noi caro alla festa di laurea di un nostro amico. Se questo comportamento sia giusto oppure sbagliato lo scopriremo soltanto fra una ventina d'anni, quando ormai si potranno vedere gli effetti dei post pubblicati negli anni.
Questo ragionamento mi riporta ad uno spot belga che ho visto tempo fa, in cui veniva chiesto ad alcune persone incontrate per strada se volessero fare una seduta con l'indovino Dave; quest'ultimo riusciva a capire, senza conoscere minimamente queste persone, che vita conducessero, i soldi spesi per i vestiti nell'ultima settimana, il colore della casa in cui vivevano e persino il codice della propria PostePay. Coloro che si erano sottoposti a questo esperimento restavano sempre più esterrefatte, come me d'altronde, delle straordinarie capacità di Dave non immaginando affatto quale fosse il trucco dietro. Alla fine dello spot si vede cadere un grande telone, dietro al quale ci sono degli “hacker” che hanno appreso tutte queste notizie dai loro profili Facebook.
Facebook ed Instagram, ma anche banalmente Google, immagazzinano una quantità mostruosa di nostri dati personali senza che nemmeno ce ne accorgiamo. La maggior parte degli utenti pubblica qualsiasi cosa senza pensare alle conseguenze, come ad esempio coloro di cui si parla in questo articolo, i quali hanno perso il proprio posto di lavoro a causa di un post.
Non sto demonizzando i Social Network perché d'altronde li uso anche io. Dopo lo scandalo di Cambridge Analytica credevo che gli utenti sarebbero diventati più consapevoli che ciò che si pubblica viene salvato ed immagazzinato e potrebbe venire usato contro di loro e difatti secondo un sondaggio condotto da Reuters le persone favorevoli all'uso di Facebook sono scese dal 40% al 28% in nemmeno un mese (dal 11 Aprile al 4 Maggio).
Foto del logo di Cambridge Analytica e Facebook
Fonte: Google Images
Scrivo questo post con l'obiettivo di sensibilizzare al giusto uso delle piattaforme online coloro che lo leggeranno, perché i Social Network non sono malvagi a priori ma dipende sempre dall'uso che se ne fa.
E sì, secondo me Facebook ci conosce meglio dei nostri genitori.
Margherita Gili






