Il Copyright ai tempi dei social.
Domani, mercoledì 12 settembre 2018, la Commissione dell’Unione Europea si riunirà a Strasburgo per votare la direttiva europea che si propone di tutelare i creatori di opere rese disponibili online. A mio avviso è necessaria una tutela per i creatori di contenuti per il web soprattutto perché l’evoluzione delle tecnologie digitali ha completamente cambiato il modo in cui del materiale creativo viene creato, prodotto, distribuito e sfruttato ed è innegabile che i titolari dei diritti incontrano notevoli difficoltà nel momento in cui tentano di concedere una licenza ed essere remunerati per la diffusione online delle loro opere. Tra i “creatori di contenuti” vengono chiaramente contemplati anche gli editori infatti la direttiva prevede l'introduzione di misure mirate a facilitare la concessione di licenze online per le pubblicazioni, il recupero dell'investimento ed il rispetto dei diritti.
Ma perché la riforma ha riscosso così tante critiche allora?
THE BATTLE OF COPYRIGHT by Christopher Dombres
La direttiva è composta da 5 Titoli e 24 Articoli ma al centro del ciclone gli articoli sono solo due: 11 e 13.
L’articolo 11 stabilisce una tutela giuridica per le pubblicazioni giornalistiche e conferisce agli editori dei giornali il potere assoluto di autorizzare o vietare la riproduzione di opere o la messa a disposizione del pubblico. Ciò è visto da molti come una minaccia alla libera circolazione dell’informazione perché gli editori potrebbero manipolare l’informazione digitale autorizzando solo alcune pubblicazioni a scapito di altre.
L’articolo 13 regolamenta l’utilizzo di contenuti protetti da copyright, istituendo un “upload filter” e vietando la libera pubblicazione di ogni contenuto protetto da diritti. Pensiamo alla ripercussione che ciò potrebbe avere su piattaforme come Facebook, Youtube e Wikipedia.
Ciò che è sicuro è che la direttiva in vigore del 2001 presenta regole obsolete che mortificano il diritto d’autore e che non rendono conveniente ai “creativi” continuare a lavorare alle loro opere che a lungo termine finiscono per alimentare solo il machiavellico meccanismo economico creato dai grandi giganti della Silicon Valley.












